COLLANA "ITALIANE"


Martedì 6 marzo a Roma alle ore 17.00 presso Palazzo Mattei di Paganica (piazza della Enciclopedia Italiana 4), storica sede dell’Istituto Treccani, saranno presentati gli ultimi due volumi della Collana Italiane (maria pacini fazzi editore): Rita Levi Montalcini di Marcella Filippi e Miriam Mafai di Lidia Luberto.
Rita Levi Montalcini è nata a Torino nel 1909. A vent'anni, malgrado il parere contrario dei genitori, entrò alla scuola medica dell'istologo Giuseppe Levi iniziando gli studi sul sistema nervoso che avrebbe proseguito per tutta la vita. Ebbe come compagni universitari due futuri premi Nobel, Salvador Luria e Renato Dulbecco. Laureatasi nel 1938, in seguito all'emanazione delle leggi razziali, fu costretta ad abbandonare il lavoro in ospedale per fuggire in
Belgio. Tornata in Italia clandestinamente nel 1943, partecipò alla Resistenza e nel 1944 lavorò come medico presso un campo di rifugiati di guerra. Nel 1947 si recò negli Stati Uniti dove rimase fino al 1977 e dove approfondì e perfezionò i suoi studi sul sistema nervoso. La scoperta nel 1952 dell'NGF (Nerve Growth Factor), una proteina determinante nello sviluppo delle cellule nervose, e le successive ricerche protrattesi per circa trent'anni la valsero il premio Nobel per la medicina nel 1986. Socio nazionale dell’Accademia dei Lincei dal 1990, Presidente dell’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani dal 1993 al 1998, fu insignita della carica di senatrice a vita nel 2001. Nei suoi frequenti messaggi rivolti alle nuove generazioni emerge con forza l'invito a non concentrare l'attenzione solo su se stessi, ma a partecipare ai problemi sociali e avanzare proposte volte al miglioramento del mondo attuale. Augurando a tutti la sua stessa fortuna, cioè quella di incontrare grandi maestri, la scienziata non ha mai dimenticato di raccomandare ai giovani l'ottimismo e, soprattutto, l'instancabile ricerca di nuovi orizzonti del sapere. Morì il 30 dicembre 2012 all'età di 103 anni.

 
Figlia di due pittori e intellettuali, Mario e Antonietta Raphael, Miriam Mafai era nata a Firenze il 2 febbraio del 1926: in tempo per vedere il fascismo, l’Italia in guerra e le leggi razziali che avevano riguardato anche la sua famiglia, visto che la madre era ebrea e figlia di un rabbino lituano. Radici che Miriam ha sempre rivendicato con orgoglio come sue.
Attiva nell’opposizione al fascismo e nella Resistenza, una volta finito il regime Mafai è già un funzionario del Pci. Nel 1948 sposa Umberto Scalia, anche lui uomo di partito designato ad occuparsi di affari internazionali. Nel 1957 la famiglia Scalia si trasferisce a Parigi, dove Umberto è in missione per il Pci. Ed è lì che avviene il debutto di Miriam nel giornalismo: Maria Antonietta Macciocchi, con cui ha lavorato durante la Resistenza, la fa diventare corrispondente di Vie nuove, altra storica pubblicazione della sinistra di quei tempi, fondata da Luigi Longo. Un anno dopo, il ritorno a Roma dove Mafai entra nell’Unità e nel 1961 ne diventa redattore parlamentare: comincia così quella grande consuetudine con il mondo politico di cui per tantissimi anni si occuperà.
Nel 1962 la sua vita privata cambia: si lega a Giancarlo Pajetta, storico leader del Pci. Lui è già separato, per lei il matrimonio con Umberto è già finito. Eppure nel partito di allora l’unione suscita un qualche scandalo, sebbene l’unione tra i due durerà per trent’anni.
Dopo l’Unità ecco Paese Sera, altra storica testata di sinistra, ma differente dal quotidiano di partito fondato da Antonio Gramsci. La collaborazione con il giornale finisce però a metà degli anni ’70: Miriam contribuisce nel 1976 alla fondazione de la Repubblica, giornale destinato a diventare un punto di riferimento dell’area progressista e riformista italiana. Mafai è una firma di punta del giornale, tra le più inquiete ed originali: i suoi editoriali spaziano su tutti gli aspetti della vita nazionale, non escluso il costume. Il suo legame con la politica resta tuttavia intatto, tanto da portarla per una legislatura ad essere senatore del Partito democratico della sinistra. Miriam Mafai è morta a Roma il 9 aprile 2012.

Alla presentazione, organizzata dall’Istituto della Enciclopedia Italiana e dalla stessa casa editrice, interverranno, oltre alle autrici dei volumi, Massimo Bray, Direttore Generale della Treccani, e Nadia Verdile, Direttrice della Collana Italiane.  

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