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CARTADITALIA


Martedì 8 maggio a Roma alle ore 17.30 presso la Sala Igea di Palazzo Mattei di Paganica (piazza della Enciclopedia Italiana 4) sarà presentato il numero speciale della rivista semestrale CARTADITALIA, dedicato al fatto che il 2018 è stato proclamato dall’Unione Europea Anno europeo del patrimonio culturale.
 
Nata a Stoccolma nel 2008, in edizione bilingue, italiano/svedese, CARTADITALIA ha ripreso le pubblicazioni nel 2015 a Bruxelles in una nuova veste grafica e in edizione quadrilingue (italiano, francese, neerlandese, inglese). Il programma della nuova serie è quello d’origine: proporre a un pubblico internazionale degli strumenti di orientamento, delle vere e proprie “mappe” (di qui il suo titolo) dei più diversi campi dell’arte e della cultura italiana di oggi. CARTADITALIA, insomma, ambisce a raccontare l’Italia dei primi anni del nuovo millennio attraverso ragionate disamine delle sue manifestazioni artistiche e culturali più qualificate. Di qui deriva la formula adottata, di numeri monografici, affidati volta per volta ai migliori specialisti di ciascuna disciplina.
Un’impresa, quella di parlare dell’Anno europeo del patrimonio culturale, che, per quanto difficile da realizzare, vista la complessità e la varietà delle implicazioni che la “questione patrimonio” mette in gioco, è parsa pienamente in linea con le ambizioni di CARTADITALIA, impegnata a cercare di tracciare cartografie di aree della cultura contemporanea. Per affrontare adeguatamente un compito tanto arduo da apparire talora quasi impossibile, occorreva, in primo luogo, abbracciare una prospettiva europea e fare di CARTADITALIA una sorta di “CARTADEUROPA”, con il concorso di studiosi e specialisti d’ogni parte del continente. Ciò è stato reso possibile dall’autorevolezza e dalla competenza di Pier Luigi Sacco, curatore di questo numero, che ha saputo non solo organizzare analiticamente l’indagine nella molteplicità delle sue articolazioni, ma anche individuare volta per volta le voci cui affidare la trattazione dei vari contributi.
L'obiettivo dell'Anno europeo del patrimonio culturale è quello di incoraggiare il maggior numero di persone a scoprire e lasciarsi coinvolgere dal patrimonio culturale dell'Europa e rafforzare il senso di appartenenza a un comune spazio europeo. Il motto dell’anno è: "Il nostro patrimonio: dove il passato incontra il futuro”. L’anno vedrà svolgersi una serie di iniziative e di manifestazioni in tutta Europa per consentire ai cittadini di avvicinarsi e conoscere più a fondo il loro patrimonio culturale. Il patrimonio culturale plasma la nostra identità e la nostra vita quotidiana. Ci circonda nelle città e nei borghi d’Europa, quando siamo immersi nei paesaggi naturali o ci troviamo nei siti archeologici. Non si tratta soltanto di letteratura, arte e oggetti, ma anche dell'artigianato appreso dai nostri progenitori, delle storie che raccontiamo ai nostri figli, del cibo che gustiamo in compagnia e dei film che guardiamo per riconoscere noi stessi. Il patrimonio culturale ha un valore universale per ciascuno di noi, per le comunità e le società. È importante conservarlo e trasmetterlo alle generazioni future. Si può pensare al patrimonio come a "un qualcosa del passato" o di statico, ma in realtà si sviluppa attraverso il nostro modo di rapportarci ad esso. Per di più, il nostro patrimonio culturale ha un ruolo importante da svolgere nella costruzione del futuro dell’Europa.
La realizzazione di questo numero speciale è stato possibile grazie alla collaborazione di molti: dall’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, che di questo numero è coeditore, alla Direzione Generale per l’Educazione e la Cultura della Commissione europea, dalla Direzione Generale  sistema Paese del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, dal Ministero francese dell’Europa e degli Affari Esteri al Goethe-Institut, dalla società Bertelsmann, proprietaria dell'Archivio Storico Ricordi, a Google Arts & Culture.

Alla presentazione interverranno Massimo Bray, Silvia Costa, Pier Luigi sacco, Martina De Luca e Paolo Grossi.