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WALLS LE MURA DI ROMA



Dal 20 giugno al 9 settembre 2018 a Roma presso il Museo dell’Ara Pacis si terrà la mostra Walls Le mura di Roma, ideata da Claudio Parisi Presicce e curata da Federica Pirani e Orietta Rossini. La mostra, organizzata grazie al contributo di Roma Capitale, Soprintendenza Capitolina, Museo dell’Ara Pacis e Zètema Progetto Cultura, presenta una serie di fotografie di Andrea Jemolo.
Il catalogo della mostra, curato dagli stessi ideatori e realizzatori della mostra, è edito dall’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani. Fanno da presentazione alle opere quattro saggi introduttivi scritti da Claudio Parisi Presicce (Le Mura Aureliane: confine, baluardo difensivo, limite, margine), da Andrea Giardina (Le Mura e l’Impero: un dialogo drammatico), da Marco Lodoli (Oltre le Mura) e da Federica Pirani e Orietta Rossini (Selezionare porzioni di mondo. Una conversazione con Andrea Jemolo). Completano il catalogo una biografia dell’artista e un elenco delle principali mostre e delle principali pubblicazioni sull’argomento.
Andrea Jemolo è nato a Roma il 10 marzo 1957. Ha iniziato il mestiere giovanissimo, portando nelle redazioni dei giornali le stampe fotografiche dei cortei degli anni Settanta. Risale alla metà degli Ottanta la scelta di dedicarsi alla fotografia d’arte e di architettura. Caratteristica del suo lavoro è il rapporto costante con gli studiosi, che lo porterà ad acquisire sempre maggiore autonomia e sicurezza nella costruzione di una personale ricerca autoriale conducendo numerose campagne fotografiche per opere edite dall’Istituto della Enciclopedia Italiana.
Perché una mostra dedicata alle Mura di Roma? Nei secoli le mura di Roma hanno subito abbattimenti, distruzioni, trasformazioni e, a volte, non sono sopravvissute agli attacchi militari e alle demolizioni operate per ragioni di natura politica ed economica. Quelle che la storia ci ha preservato fanno parte del panorama storico-architettonico delle città, come elementi di permanenza nella composizione urbana e di continuità della memoria della comunità. Il perimetro e l’estensione delle mura hanno un valore all’interno della storia e dell’evoluzione della città molto importante, poiché il loro andamento lineare e la loro dimensione spaziale le caratterizzano non come monumenti puntuali a sé stanti, ma come vere e proprie strutture di collegamento in forte dialogo con l’ambiente urbano.
 Oggi, perdute l’unitarietà e la visibilità originarie, le Mura sembrano rinchiudersi in sé stesse e suscitano una percezione ‘distratta’. Occorre infatti collegare mentalmente gli episodi indipendenti in cui il circuito delle Mura risulta frazionato per ‘immaginare’ l’enorme edificio unitario che è stato e che, seppure con fratture, ancora è: il più rilevante monumento della città, che attraversa la convenzionale distinzione tra i domini dell’archeologia romana e dell’architettura medievale e moderna. La loro conservazione, i restauri, gli interventi di valorizzazione e gli studi contribuiscono a sottrarre il monumento alla ‘penombra malinconica’ in cui si è nascosto, per farlo riscoprire e percepire alla comunità cittadina per quello che è: il monumento che meglio rappresenta la continuità tra la città antica e la ‘città viva ed operante’.