LA DOMANDA DI YASSINE. RAZZA E LIMNGUAGGIO RAZZISTA (1938-2018)
Speciale nella sezione Lingua Italiana del Portale Treccani

Ottant’anni fa un gruppo di “scienziati fascisti” pubblicava in dieci punti il Manifesto della razza, contenente di fatto un tentativo di giustificazione pseudo-scientifica della divisione dell’umanità in razze superiori e razze inferiori, a partire dalla considerazione che nella “razza italiana” quella ebraica non era certamente da includere. Sempre nel ’38, il regime fascista promulgò il corpo principale delle cosiddette “leggi razziali”, mirate a estirpare la mala pianta del giudaismo.

Ottant’anni dopo, in Italia (ma non soltanto in Italia) i comportamenti e le voci di un rinnovato razzismo, comunque legato agli stereotipi del passato, si mostrano in tutto il loro vigore. Un tempo il bersaglio principale fu la “razza ebraica”; oggi, con inaudita e crescente virulenza, è rappresentato dalle folle di persone disperate che alla fame, alle guerre, agli stermini cercano scampo tentando la fuga dai luoghi d’origine (Africa, Medio Oriente, Asia) e l’approdo nei Paesi ricchi e pacifici che stanno a nord del Mediterraneo: quelle persone vengono etichettate come migranti, ma spesso sono bollate in partenza come clandestini dalla voce della propaganda sovranista.

Riannodando i fili del presente al passato, pur senza fare meccaniche sovrapposizioni è però possibile ragionare su alcuni elementi, linguistici e ideologici, che, ottant’anni dopo le leggi razziali fasciste, sembrano sottendere in modi comparabili la violenza linguistica (e spesso anche comportamentale) rivolta contro l’Altro, il diverso, l’estraneo, ieri come oggi. Questo Speciale si presenta dunque bipartito, con interventi che guardano al 1938 e altri che stanno piantati nel 2018. A fare da cardine del meccanismo a specchio, l’intervento di due antropologi che spiegano l’inconsistenza scientifica del concetto di “razza”, alla luce delle più recenti acquisizioni della genetica molecolare.

Mentre confezionavamo questo Speciale, è arrivata in redazione questa email: «Buongiorno, mi chiamo Yassine e abito in provincia di ***, ho 16 anni e frequento un istituto commerciale. Oggi in classe è nato un dibattito tra alcuni alunni ed il professore di scienze motorie: ci stava spiegando come in base all'etnia possiamo essere più esposti a certe malattie; solamente che al posto della parola "etnia" ha utilizzato la parola "razza", esattamente la frase utilizzata è stata "noi razza bianca siamo più esposti alla cellulite". Io ed altri alunni in quanto di origine non italiana e quindi con pelle non considerata di razza bianca abbiamo trovato questo termine inopportuno. Dopo una lunga discussione abbiamo deciso di chiedere una risposta da qualcuno di più competente come voi siccome sul vostro sito viene citata la parola "razza"». Ci auguriamo che gli interventi contenuti nello Speciale possano contribuire a rispondere a Yassine, ai suoi compagni di classe, ai suoi professori e a chiunque desideri riflettere sulla parola razza e sul linguaggio razzista.

Gli interventi
Marcello Aprile, Gli stereotipi del razzismo fascista
Gianfranco Biondi e Olga Rickards, Razza
Michele A. Cortelazzo, Il Manifesto della razza e Mussolini
Debora de Fazio, Il Manifesto della razza e la concezione biologica del razzismo fascista
Federico Faloppa, Razzismo linguistico 2.0 – la pervasività dello hate speech
Laura Ferrario, Italiani vs immigrati nei post di Salvini su Facebook
Rocco Luigi Nichil, Princìpi del razzismo
Stefano Ondelli, L’identificazione del nemico: un’analisi dei tweet di Matteo Salvini dal 2011 al 2018

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