LA LINGUA ITALIANA IN ITALIA, NEL MONDO E IN UN MUSEO


Che cosa si può fare per far crescere la conoscenza della lingua italiana, per promuoverne l’uso e la consapevolezza, per valorizzare il patrimonio storico-culturale che rappresenta e diffonderla anche nel mondo? Grande lingua di cultura, l’italiano viene “servito” da anni (in alcuni casi da secoli) da istituzioni di grande prestigio tanto in Italia quanto all’estero: l’Accademia della Crusca, la Società Dante Alighieri, l’Associazione per la storia della lingua italiana.

Ci è sembrato pertanto interessante farci raccontare la storia e le imprese di tali istituzioni da Michele A. Cortelazzo (Presidente dell’Associazione per la storia della lingua italiana), Alessandro Masi (Società Dante Alighieri), Francesco Sabatini (Presidente onorario dell’Accademia della Crusca) nel nuovo speciale La lingua italiana in Italia, nel mondo e in museo, che sarà online sul Portale Treccani (www.treccani.it) a partire da lunedì 3 dicembre.

Questo perché entre viviamo un periodo di grande interesse, anche a livello popolare, per la lingua italiana, e non mancano ad ogni stagione libri di media e anche alta divulgazione in materia premiati dall’interesse e dal successo, il linguista Giuseppe Antonelli ha recentemente pubblicato un libro intitolato “Il museo della lingua italiana” (Mondadori, 2018), in cui struttura un percorso virtuale all’interno di un “museo da sogno”, come scrive l’autore stesso. Attraverso l’esposizione di documenti, immagini e oggetti, si percorre la storia e si sfogliano le varietà dell’italiano partendo dal graffito di Commodilla (IX secolo a.C.) fino agli italianismi nel mondo contemporaneo, rappresentati dalla riproduzione di un barattolo della Heinz (“spaghetti – pasta in our classic sauce”).

Antonelli pensa che il libro-museo – una sorta di architettura bidimensionale – potrebbe essere la premessa di un museo vero, fatto di ferro, vetrate, cemento, teche e apparati multimediali, che si aggiungerebbe ai 65 circa già esistenti nel mondo dedicati ad altrettanti idiomi, i due/terzi dei quali dislocati in Europa. Un museo non per museificare la lingua, ma viceversa per rappresentarne il movimento non finito in simbiosi con la storia (le tante storie) e la cultura del nostro Paese (anche quando non era ancora una nazione). Abbiamo dunque chiesto a Lucilla Pizzoli un intervento sui musei dedicati alle lingue nel mondo e a Leonardo Rossi una recensione del libro “Il museo della lingua italiana”.

Un altro importante intervento è stato scritto da Luca Serianni (già Ordinario di Storia della lingua italiana della Sapienza – Università di Roma e dal 2017 Consulente del Ministero dell'istruzione per l’apprendimento della lingua italiana), che analizza l’importantissimo capitolo, aperto tra presente e futuro, dell’italiano e del suo apprendimento da parte dei non autoctoni che vivono in Italia, sia quelli appartenenti alle comunità più radicate (romeni, cinesi, albanesi ecc.) sia i migranti arrivati da poco, in fuga da condizioni di vita molto disagiate.


Gli interventi
Michele A. Cortelazzo, I linguisti italiani, tra studio e intervento
Alessandro Masi, La Dante Alighieri, per una lingua certificata nel mondo
Lucilla Pizzoli, I musei dedicati alle lingue nel mondo
Leonardo Rossi, Recensione de “Il museo della lingua italiana”
Francesco Sabatini, L’Accademia della Crusca di ieri e di oggi e l’italiano
Luca Serianni, Prima l’italiano, a scuola e per tutti

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