IL TRIO SA-DI-CO BARCOLLA MA RESISTE

Giggino webmaster Di Maio, l’avvocato del popolo e il capitano fanno quadrato

Il Libro dell’anno 2018 edito dalla Treccani, oltre a mettere in luce i fatti principali che si sono verificati e i personaggi che in qualche maniera hanno caratterizzato l’anno appena passato, contiene una piccola sezione (Piccolo dizionario della neopolitica) in cui vengono riportate quelle definizioni che hanno avuto la loro “consacrazione” proprio nel corso del 2018.

Tralasciando quelle espressioni che hanno ormai un qualcosa di consueto (amico del popolo per indicare Giggino webmaster Di Maio, alludendo perfidamente ai lavori di gioventù prima della scelta politica; avvocato difensore del popolo per indicare il terzo uomo, cioè il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte; capitano o ministro-capitano per indicare il secondo vincitore delle ultime elezioni politiche, Matteo Salvini), alcune sono davvero fulminanti, come ad esempio il Trio Sa-di-co (Salvini-Di Maio-Conte) coniato beffardamente da Beppe Severgnini. E se contratto di governo e governo del cambiamento sono ormai a pieno titolo parte del linguaggio politico attuale, e gialloverde è diventato il colore per indicare l’alleanza al governo (giallo per il Movimento 5 Stelle e verde come tradizionale simbolo del partito ex padano, anche se Salvini il 1° giugno 2018 twittava «Confesso, emozionato e felice. #governo Lega5S#governo gialloblu», identificando il proprio partito con il colore blu proprio a volere significare la Lega come realtà nazionale e, tra le virgole, quasi uno stemperarsi dell’azzurro berlusconiano nel nuovo, vincente, cielo blu leghista), i media si sono sbizzarriti nella creazione di coacervi lessicali, lessemi composti in cui si giustappongono e si incastrano due realtà distinte, ma convergenti: grilloleghismo, pentaleghismo, legastellato… ma il più bello, il più ironico rimane la definizione movimento 5 leghe con cui Claudio Cerasa, direttore del Foglio, sottolinea una presunta sudditanza dei 5 Stelle alla Lega.

E tra flat tax e reddito di cittadinanza, vice-scafisti (le ONG) e porti chiusi, fa capolino anche torsonudismo, coniato da Luca Mastrantonio per il Corriere: La Lega ha sempre fatto del corpo del Capo una goliardica ideologia: iconica e linguistica. Ieri c’era il virile celodurismo di Umberto Bossi in canottiera, oggi il virale torsonudismo di Matteo Salvini. Un Salvini straripante. Che ne penseranno i dimaini (Panorama)?

 

 

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