LE TRADUZIONI FILOSOFICHE

Mercoledì 6 febbraio alle ore 16.00 a Roma presso la Sala Igea di Palazzo Mattei di Paganica (piazza della Enciclopedia Italiana 4) si terrà il convegno Le traduzioni filosofiche in età tardo antica e medievale. L’incontro, organizzato dalla Treccani, dall’ILIESI (Istituto per il Lessico Intellettuale Europeo e Storia della Idee del CNR) e da “Sapienza” Università di Roma, si tiene in ricordo dell’orientalista Mauro Zonta.

Dopo una introduzione affidata a Tullio Gregory e i saluti di apertura di Stefano Asperti, Stefano Petrucciani, Antonio Lamarra, Pierpaolo Grezzi ricorderà la figura di Mauro Zonta (Pavia, 3 settembre 1968 – 27 agosto 2017). Il suo lascito scientifico e culturale è immenso e destinato a restare a lungo come modello di rigorosa e competente ricerca storico-filologica e come fonte di ispirazione per nuovi studi. Zonta era apprezzatissimo nel suo campo, la filosofia ebraica medioevale, non solo in Italia ma anche in Europa e in Israele. Aveva studiato a Pavia e a Torino, sotto la guida di Bruno Chiesa (a sua volta prematuramente scomparso) e di Giuliano Tamani, alla scuola di ebraistica di Paolo Sacchi. Ma le sue ricerche si erano subito spostate a Parigi, a Oxford e Cambridge, a Roma e a Napoli, e naturalmente alla Biblioteca nazionale e universitaria di Gerusalemme, miniera di quei manoscritti medioevali che Zonta sapeva ‘far parlare’. A livello culturale dobbiamo a lui la prima traduzione italiana completa, dall’originale giudeo-arabo, della Guida dei perplessi di Maimonide. La sua produzione fu tuttavia assai più vasta e si condensa in ben 13 volumi, 129 articoli scientifici in diverse lingue e in 23 lunghe voci enciclopediche.

Seguirà la presentazione del 126° volume della collana Lessico Intellettuale Europeo Terminologia filosofica tra Oriente e Occidente, curato dallo stesso Mauro Zonta e Pierpaolo Grezzi (Firenze, Olschki, 2018), con interventi di Cristina D’Ancona Costa, Mauro Perani e Giuseppe Veltri. La terminologia filosofica tra il 500 e il 1000 d.C., se analizzata in profondità e in comparazione, mostra una straordinaria continuità, che mette in relazione culture e tradizioni filosofiche apparentemente molto distanti: tra il pensiero greco e le riflessioni emerse in ambito ebraico, cristiano e islamico, o nelle speculazioni in lingua armena, siriaca o sanscrita esiste un filo rosso, di cui la terminologia filosofica rappresenta forse l'espressione più evidente.

Il volume Terminologia filosofica tra Oriente e Occidente è proprio il tentativo di seguire questo filo conduttore, grazie al contributo degli studiosi che hanno partecipato alla Giornata internazionale di studi dedicata all’argomento e svoltasi presso il Dipartimento di Filosofia della Sapienza di Roma il 4 novembre 2015 con il contributo organizzativo della cattedra di Storia della filosofia ebraica. Il volume presenta i contributi di Carmela Baffioni (Accademia dei Lincei, Roma, e Institute of Ismaili Studies, London), Silvia Fazzo (Università della Calabria, Cosenza), Henri Hugonnard-Roche (Centre National de la Recherche Scientifique, Paris), Paola Pontani (Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano), Francesco Sferra (Università di Napoli “L’Orientale”) e Mauro Zonta Sapienza Università di Roma) Benché i contributi in esso raccolti abbiano limiti temporali e spaziali, in quanto illustrano il rapporto tra culture dell’occidente e del medio oriente nel medioevo, l’ipotesi metodologica si inserisce in una riflessione molto più generale, per non dire globale, sui contatti e la trasmissione del sapere filosofico tra le culture. Rappresenta, inoltre, un solido ma innovativo tentativo di coniugare la storia delle filosofie comparate e la storia delle religioni, senza precludersi alcun metodo o oggetto di studio che possa allargare gli orizzonti disciplinari e approfondire la conoscenza in queste materie che richiedono grande versatilità e ricchezza di prospettive.

 

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