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Articoli

Una gelida distopia: le Sirene di Laura Pugno

Notoriamente, la narrativa italiana moderna ha sempre dimostrato di essere molto poco incline a coltivare i vari generi del fantastico. Le pur notevoli opere scritte da alcuni maestri novecenteschi, come ad esempio Landolfi, Calvino o Buzzati, non fanno sistema ma si limitano a costituire episodi autonomi. Va inoltre notata la tendenziale disattenzione (quando non si tratti di vera e propria ostil...

Come parla la critica letteraria del web. Un'indagine / 2

Presentiamo la seconda di quattro puntate di un'indagine volta a analizzare le caratteristiche salienti delle riviste di critica letteraria e letteratura on line che si sono maggiormente distinte negli ultimi anni. La prima puntata si può leggere qui. Le prossime puntate saranno pubblicate in luglio e settembre del 2017.   Mutare la sede del discorso critico non significa necessariamente sconvolge...

Il cittadino alfabetizzato e le bufale in Rete

«Una lettera – lo arguiva la nota scrittrice americana Cathleen Shine alla fine dei '90 – nel momento in cui la si imbuca cambia completamente. Finisce d'esser mia e diventa tua: quello che volevo dire è sparito, resta solo ciò che capisci tu». E questo è il punto. Ormai, anche se il referente è chiaro e il contesto comunicativo noto, la decodifica di un messaggio (tanto orale quanto scritto) non ...

«Maledettissimo romanzaccione». Tradurre l’Ulisse di James Joyce

L’Ulisse di James Joyce, uscito nel 1922, non ha bisogno di presentazioni: si tratta di uno dei libri centrali della cultura novecentesca, un vero e proprio spartiacque: si potrebbe dire che esiste una letteratura prima dell’Ulisse, e una dopo, tale è la sua importanza. «Maledettissimo romanzaccione», come lo definì lo stesso Joyce (in italiano!), oggetto di autentica venerazione, a tal punto – ca...

Un istante colmo di privilegio. Per Sandro Penna

Il mistero di Penna, la grazia di Penna, la diversità di Penna: le formule critiche più ricorrenti attorno alla poesia del poeta perugino fanno leva su suggestioni che tendono a mettere al centro l’irriducibile alterità di quest’opera. Penna appartiene in effetti alla ristretta cerchia dei poeti fuori canone: Campana ad esempio, ma anche Saba, con cui tra l’altro Penna ha molto in comune, come il ...

#cancellettiinlibertà: l’hashtag da operatore digitale a marca dell’italiano contemporaneo offline

E pensare che l’hashtag ce l’aveva quasi fatta: proprio il cancelletto figurava tra le icone proposte dalla Hasbro Gaming in un popolare referendum online (Votemonopoly.com, gennaio 2017) per scegliere le nuove pedine del celebre gioco da tavolo Monopoly (cfr. Ansa online: World Monopoly Day, buon compleanno con 8 nuove pedine e edizione tricolore), ma ha mancato l’obiettivo per un pelo. D’altrond...

Totò, l'uomo che spernacchiava i caporali

Uno che potrebbe degnamente celebrare il cinquantenario della morte di Antonio Maria Giuseppe Gagliardi de Curtis Griffo Focas Angelo Flavio Ducas Comneno Porfirogenito di Bisanzio, il principe («Lo ammetto, questa storia della nobiltà è una sciocchezza, io però ci tengo»), in arte Totò (spirato a Roma, nato a Napoli nel 1898), è il sociologo e filosofo tedesco Hartmut Rosa, aus Lörrach, cittadina...

Penelope per gioco: Caterina Bonvicini e la virtù della leggerezza

Piuttosto diversi l’uno dall’altro, per quanto riguarda sia le realtà rappresentate sia gli stili adottati (in linea con una spiccata tendenza a legare i secondi alle prime), i romanzi di Caterina Bonvicini appaiono uniti dalla netta propensione per una scrittura leggera, nel senso calviniano del termine, sempre ancorata alla medietà linguistica (da non confondersi, naturalmente, con la mediocrità...

Medusa, il romanzo dell’ossessione semiotica

Solo l’uomo che non teme l’abisso, scriveva Karl Jaspers, può accedere alle nuove coordinate che reggono mondo e individuo. La metafisica va oltrepassata. A questo punto, ci si rassegna a una comprensione che vuole essere a tutti i costi luce. La realtà che Luca Bernardi traduce nel romanzo Medusa si rifugia, infatti, nelle ombre di una «zona liquida», un bacino di un linguaggio psicotico che si o...

I nostri lettori cacciatori di parole nuove/15

Abbiamo davvero bisogno di parole nuove? Certo che ne abbiamo bisogno. Da sempre. Nasce un oggetto nuovo o si manifesta un fenomeno nuovo (nella realtà o nella fantasia: la quale ultima è sempre un aspetto della realtà) ed ecco che ci vuole (si sente la necessità di) una parola nuova, o anche di più, perché un nuovo oggetto, per esempio, spesso comporta azioni che vi sono connesse; o, in altri cas...

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UN LIBRO

Arnaut Daniel di Pietro Tripodo venti anni dopo

Arnaut Daniel

A distanza di vent’anni sono state ripubblicate le traduzioni che Pietro Tripodo fece del corpus poetico del trovatore provenzale Arnaut Daniel. Il complesso lavoro del traduttore e poeta romano, edito per la prima volta nel 1997, fu anche l’ultimo della sua vita.