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Ultime domande e risposte pubblicate Argomento
Si può scrivere “deficenze” e “deficente”? Grammatica
Vorrei segnalare che nel vocabolario on line presente sul vostro sito non è riportato il verbo SBACALIRE / SBACALITO (rimanere attonito e turbato, restare di sasso). Se confermato, spero che il vocabolo da me segnalato sia correttamente inserito e reso disponibile. Lessico
Quale tra le due forme, “un'ermafrodita” e “un ermafrodita” è da considerare quella più corretta? Ed esiste “ermafrodito”? Grammatica
Qual è la forma corretta del participio presente del verbo accudire? “Accudiente” (come a me sembra più corretto trattandosi di un verbo di 3a coniugazione) o “accudente”? Io penso la prima, perché accudire è un verbo di terza coniugazione... Grammatica
Se io dico che “il tramonto si dipinge di rosa”, questo “rosa” cos'è? Aggettivo? Nome? Grammatica
È corretto scrivere “una traversa di legno”? Non è più giusto “una traversa in legno”? Grammatica
La maestra ha corretto mia figlia che aveva scritto nel tema “un altrettanto bella giornata”. La maestra ha messo l'apostrofo, “un'altrettanto bella giornata”, ma “altrettanto” è un pronome maschile o no? Grammatica
A nostro avviso, modestissimo, il vocabolario Treccani (in rete) dovrebbe modificare quanto si legge al lemma "diaconessa": «diaconéssa s. f. [dal lat. tardo diaconissa, gr. d¿a¿¿¿¿ssa, femm. di d¿¿¿¿¿¿¿ «diacono»]. – Nell’ordinamento della Chiesa primitiva, donna anziana, per lo più vedova, alla quale era affidata la cura dei malati e dei poveri, oltre che taluni uffici liturgici; in alcune confessioni protestanti moderne, donna con l’obbligo del celibato che si dedica a opere di carità e di assistenza.» "Celibato" si adopera raramente riferito a una donna per la quale il termine appropriato è "nubilato". Sí, il principe degli scrittori, Alessandro Manzoni, ha adoperato celibe riferito a una donna (Perpetua ... aveva passata l’età sinodale dei quaranta, rimanendo celibe) oggi, però... Lessico
Un mio amico parlando mi ha detto che voleva dissuadermi da fare una certa cosa, e ha messo l'accento sulla “e”. Abbiamo scommesso, secondo me l'accento va sulla “a”, voi che ne dite? Grammatica
“Altrettanto (ant. altretanto) agg. e avv. [da altro e tanto]. – 1. agg. Quanto l’altro, nella stessa misura di un altro o di altra cosa: cinquanta paternostri con a.avemarie (Boccaccio); ho provato per la tua vittoria a. gioia che se avessi vinto io; la mamma vuole a. bene a te che a me. Usato come pron., con valore neutro, la stessa cosa, la stessa quantità o misura: egli si voltò, e chi lo seguiva fece a.; tu hai speso dieci euro e io altrettanto. E come risposta a un augurio: «Buon appetito!» «Grazie, altrettanto».” A mio avviso, modestissimo, sotto la voce ”altrettanto” del Vocabolario Treccani on line, andrebbe emendata la dicitura "usato come pronome neutro con valore avverbiale". Altrettanto, oltre che aggettivo e avverbio, è un pronome a tutti gli effetti e segue le varie flessioni. L'esempio, quindi, "tu hai speso dieci euro e io altrettanto" andrebbe emendato in "io altrettanti (dieci)". Nell'esempio citato "altrettanto" non ha valore neutro, riservato questo agli aggettivi, ma è un pronome a tutti gli effetti. Grammatica
Ho sentito alla televisione un critico che ha detto “una importante prova autorale”. Ma si può dire o è più giusto “autoriale”, che comunque a me non piace lo stesso? Grammatica
È possibile adoperare la parola “dipartita” nel senso di “partenza”? Lessico
Sicuramente la vostra Enciclopedia può soddisfare chiunque si interessi di argomenti tipo: l’architettura, storia, modernità, ecc... Ma io ho un dubbio che voglio chiarire: perché “separato” si scrive tutto insieme quando “tutto insieme” si scrive separato? Siete in grado di rispondermi? Grammatica
Non mi pare che sia giusto scrivere “liquefavano” e “prefò” nel senso del passato remoto di “prefare”, ma li ho trovati nel romanzo di un autore famoso, che però è straniero. Se, come penso, i verbi sono sbagliati, è un problema di traduzione. Grammatica
C'è una buona volta una regola per il complemento di moto a luogo? Perché quando sono a Roma devo sentire dire “vado a piazza del Popolo”, mentre si dovrebbe dire “vado in piazza del Popolo” come ci hanno insegnato a scuola tanti anni fa. O sono io a sbagliare clamorosamente? Grammatica
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UN LIBRO

Bravo!

Giuseppe Patota

Una causa del tutto occasionale – così sembrerebbe dalla premessa – spinge Giuseppe Patota a ricostruire la storia di bravo, aggettivo tanto diffuso, quanto insospettabilmente complesso nei risvolti semantici a cui l’uso, nei secoli, l’ha di volta in volta piegato.