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“Qualcun altro” è da considerare la forma corretta?

Giovanni Orengo

La domanda lascia trasparire il corno di un’implicita alternativa: … rispetto a “qualcun altro”? La risposta è che qualcun altro è effettivamente la forma corretta. Non siamo infatti in presenza di elisione (cioè della perdita della vocale finale non accentata di una parola davanti alla vocale iniziale della parola seguente), normalmente segnalata dall’apostrofo nella lingua scritta, bensì di troncamento o apocope.

Il troncamento consiste nella caduta di un elemento fonico in fine di parola, indipendentemente da come cominci quella successiva, e può essere o non essere segnalato dall’apostrofo (la situazione varia da parola a parola sottoposta a troncamento). Esistono casi di troncamento obbligatori e altri facoltativi. Ci può essere troncamento di una sillaba (gran per grande) o di una vocale (signor per signore, qualcun per qualcuno). Perché si possa avere l’apocope vocalica devono essere soddisfatte alcune condizioni: 1. La vocale interessata deve essere atona (cioè non vi deve cadere sopra l’accento tonico) e diversa da a (come nel caso di qualcuno), anche se la i e la e non sono soggetti a troncamento quando contrassegnano una forma plurale (non si può dire o scrivere *i buon padri o le buon madri); 2. La consonante che precede la vocale finale deve essere l, r, n (come nel caso di qualcuno) o m.
 

UN LIBRO

Arnaut Daniel di Pietro Tripodo venti anni dopo

Arnaut Daniel

A distanza di vent’anni sono state ripubblicate le traduzioni che Pietro Tripodo fece del corpus poetico del trovatore provenzale Arnaut Daniel. Il complesso lavoro del traduttore e poeta romano, edito per la prima volta nel 1997, fu anche l’ultimo della sua vita.

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