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“Avremmo” o “avremo”, “verremmo” o “verremo”, “dovremmo” o “dovremo”? Al condizionale presente raddoppiano la “m”, ma quando non raddoppiano?

Le prime forme citate sono in effetti quelle della prima persona plurale del condizionale presente dei verbi avere, venire, dovere. Le seconde forme sono quelle della prima persona plurale dell’indicativo futuro dei medesimi verbi citati.
 
Prendiamo il verbo avere: quali forme hanno una m sola, oltre ad avremo? Se questa è la domanda, ecco qua: abbiamo (prima persona plurale indicativo presente, congiuntivo presente, imperativo presente); avevamo (prima persona plurale indicativo imperfetto); avessimo (prima persona plurale congiuntivo imperfetto).
 
Verbo venire, oltre a verremo: veniamo (prima persona plurale indicativo presente, congiuntivo presente, imperativo presente); venivamo (prima persona plurale indicativo imperfetto); venissimo (prima persona plurale congiuntivo imperfetto).
 
Verbo dovere, oltre a dovremo: dobbiamo (prima persona plurale indicativo presente, congiuntivo presente; imperativo presente – in usi assoluti –); dovevamo (prima persona plurale indicativo imperfetto); dovessimo (prima persona plurale congiuntivo imperfetto).
 
Con due m, invece, la prima persona plurale dell’indicativo passato remoto: avemmo, venimmo, dovemmo.

UN LIBRO

La lingua della radio in onda e in rete

Enrica Atzori

La struttura del volume è chiara e lineare: dopo un’iniziale panoramica, sintetica ma ricca di dati, sulla suddivisione attuale delle concessioni, l’autrice passa in rassegna tutti i generi testuali radiofonici, per poi procedere a un’analisi linguistica svolta su tre livelli, coincidenti con i vari fronti operativi della radiofonia contemporanea: i programmi radiofonici più seguiti, le loro estensioni su Facebook (post) e i commenti dei likers a questi contenuti.

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