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Il verbo “dare” nella terza persona singolare si può o si deve scrivere accentato: “dà”?

La terza persona singolare dell’indicativo presente del verbo dare è , con l’accento obbligatorio. Questa forma verbale fa parte di una doppia serie di monosillabi (parole formate da una sola sillaba) che si scriverebbero nello stesso modo (sarebbero cioè omografi), avendo però significati del tutto differenti. Proprio per evitare possibili confusioni, interviene l’accentazione su un membro della coppia:

che  (nei suoi molteplici usi: che vuoi?; dico che è meglio così; il libro che ho letto…) / ché ‘perché’; e (congiunzione coordinativa) / è (verbo); la (articolo) / (avverbio); ne (pronome, dammene due; avverbio, me ne vado) / (congiunzione); se (pronome atono, se ne pentiranno; congiunzione, se accetta, siamo a cavallo)/ (pronome tonico: di sé non parla mai); si (pronome: come si fa?) / (avverbio, dimmi di sì); te (pronome, parlo proprio con te) / (bevanda).
 
Infine, da (preposizione, un secondo e sono da te) / (voce del verbo dare).

 

UN LIBRO

Primo dizionario aereo italiano (futurista)

Filippo Tommaso Marinetti - Fedele Azari

Contestualizzato e annotato acutamente da Stefania Stefanelli, docente universitaria e collaboratrice dell’Accademia della Crusca, ricompare in edizione anastatica, con l’aggiunta di un accurato corredo iconografico, il Primo dizionario aereo italiano, pubblicato per la prima volta nel 1929. L’opera è firmata dal gigante del futurismo italiano, Filippo Tommaso Marinetti, e da Fedele Azari, il quale – sottolineano gli autori presentando il Dizionario –, ha tutti i titoli per accompagnare nell’impresa aero-lessicografica il più noto letterato, in quanto compendia in sé «le qualità di capopilota istruttore» e di «parolibero futurista».

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