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Se le pecore fanno parte della famiglia degli ovini, i polli di che famiglia fanno parte? Come si definiscono gli animali che depongono le uova?

Mattea Caletti

Innanzi tutto va precisato che ovino è una denominazione buona per la lingua di tutti i giorni, ma priva di valore tassonomicoin ambito scientifico: i mammiferi cui ci riferiamo appartengono al genere Ovis (parola che in latino significa ‘pecora’) e comprendono sei specie selvatiche e una specie domestica. Comunemente, con il sostantivo ovino intendiamo capre e pecore. La parola ovino, attestata in italiano come aggettivo dal Trecento, deriva da ovis ‘pecora’ e come sostantivo è attestato solo a partire dalla fine dell’Ottocento. Naturalmente, parlare di ovini nella lingua quotidiana, riferendosi a pecore e capre, è corretto.

Con pollo (parola documentata in italiano dai primi del Trecento; viene dal latino pullu(m), in senso proprio ‘animale giovane’) ci riferiamo comunemente a gallo e gallina giovani, allevati per darci uova e carne. Nel linguaggio ornitologico, pollo è termine sbrigativamente usato per indicare varie razze domestiche derivate dal genere Gallo; in particolare, si riferisce alle razze appartenenti alla specie Gallus gallus. Possiamo parlare, nella lingua comune, ma senza peccare di superficialità, di pollame con riferimento all’insieme dei volatili da cortile che sono allevati per fornire cibo all’essere umano.

Gli animali che depongono le uova sono definiti ovipari (che è anche sostantivo: gli ovipari si riproducono deponendo le uova, i vivipari partorendo figli vivi). Oviparo è parola attestata in italiano a partire dalla fine del Seicento. Deriva dal latino oviparu(m), composto a sua volta di ovum ‘uovo’ e del tema del verbo parere ‘partorire, generare’.

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