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È vero che non esiste, in italiano, oltre a “soqquadro”, una parola che contenga la doppia “q”?

Soqquadro ‘scompiglio, grande confusione’ è usato oggi soprattutto se non esclusivamente nella locuzione mettere a soqquadro, come nota giustamente alla voce soqquadro il Vocabolario Treccani on line. Soqquadro è, in origine, l’univerbazione, cioè l’unione di due parole, di sotto e quadro, che si riferivano, come locuzione, ai muri che non sono ad angolo retto. Come parola, soqquadro è documentato nell’italiano scritto a partire dalla metà del Cinquecento.

Esisteva anche – ma oggi non più – il verbo derivato da soqquadro, soqquadrare ‘mettere a soqquadro’. Infine, poco usato ma ancora censito nel patrimonio delle parole italiane che hanno corso, esiste un’altra parola che presenta la doppia q: biqquadro, variante di bequadro, ovvero «segno del sistema moderno di notazione musicale, la cui funzione è di annullare l’effetto del bemolle e del diesis» (da bequadro, nel Vocabolario della lingua italiana Treccani, I edizione).

UN LIBRO

Slangopedia. Dizionario dei gerghi giovanili

Maria Simonetti

In questo agile volumetto Maria Simonetti fa una succosa spremuta del dizionario di Slangopedia reperibile nel sito dell’Espresso, attenendosi ai medesimi criteri selettivi colà adottati. Si tratta di criteri rispettabili e anche comprensibili: per esempio, «no a parole volgari e oscene», onde evitare, immaginiamo, un diluvio di invii.

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