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Cosa vuol dire “se ne dissero di tutti i colori”?

La locuzione avverbiale di tutti i colori significa semplicemente ‘di ogni tipo’, ‘d’ogni sorta’, in relazione, di solito, con azioni o parole di dubbio gusto, molto discutibili, criticabili, riprovevoli. Si intuisce che il riferimento all’intera gamma dei colori figuratamente si trasforma nel riferimento a un vastissimo ventaglio di eventi agìti o discorsi proferiti tutti insieme, senza controllo e, dunque, fuori d’ogni misura: quella misura che, invece, si impone nella scelta di parole o azioni adeguate e non altre in rapporto alla situazione in cui ci si venga a trovare.
 
Tipica è l’associazione della locuzione con i verbi pronominali dirne e farne (per es.: gliene ha dette di tutte i colori; alla festicciola i bambini ne hanno fatte di tutti i colori), anche nella diatesi reciproca (dirsene o farsene di tutti i colori, cioè l’un l’altro).
 
La prima attestazione nella lingua letteraria della locuzione di tutti i colori è nel romanzo I promessi sposi (1840) di Alessandro Manzoni, nel capitolo XV. La parola è all’oste che ha appena messo a dormire Renzo, ubriaco, e, in procinto di partire, rivolge alla propria moglie alcune raccomandazioni: «occhio a tutto; e sopra tutto prudenza, in questa maledetta giornata. Abbiamo laggiù una mano di scapestrati che, tra il bere, e tra che di natura sono sboccati, ne dicon di tutti i colori. Basta, se qualche temerario...».
 
 

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Insegnare italiano L2 a religiosi cattolici. L'italiano lingua veicolare nella Chiesa e la formazione linguistica del clero

Pierangela Diadori

Il volume nasce dalla collaborazione del Centro DITALS con la Fondazione Comunità Domenico Tardini di Roma per la realizzazione di una certificazione DITALS di I livello “profilo religiosi cattolici” e si rivolge a chi intenda dedicarsi all’insegnamento dell’italiano L2 a religiosi cattolici, proponendo strumenti e strategie didattiche adeguate.

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