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Sono un appassionato di magia, mostri e creature fantastiche; la mia domanda è: in che anno è stata coniata la parola viverna, in italiano?

Domanda alla quale non è facile rispondere dando certezze. Bisogna sapere che la ricerca della data di prima attestazione di una parola nella lingua scritta italiana è una ricerca senza fine: poiché si scrivono ogni giorno milioni di parole italiane, appartenenti a decine di migliaia di testi, pubblicati su carta e in Rete, è intuitivo anche per chi è a digiuno di studi lessicologici e lessicografici che, relativamente a una parola o a un’espressione, è sempre possibile scoprire una prima data di pubblicazione più antica di quella già individuata.

 

Se poi la parola è comparsa di recente nella nostra lingua, ma soltanto in certi generi di scrittura (questo è appunto il caso di viverna), bisognerebbe immaginare che per approssimarsi a una data verosimile sia necessario, per esempio, leggere tutti i libri di narrativa fantastica pubblicati in Italia dall’inizio dell’Ottocento a oggi, a partire da quando la (o il) fantasy non esisteva ancora.

 

A tutt’oggi, tanto per gettare qualche seme per ricerche future, viverna, che indica una creatura leggendaria simile a un drago, propria dell’area nordeuropea e scandinava, è presente, per l’appunto, in qualche romanzo fantasy, come quelli di Licia Troisi. E, dunque, proviamo a dare una prima datazione: 2008, anno di pubblicazione del romanzo L'eredità di Thuban, il primo libro della saga La ragazza drago di Licia Troisi, in cui compare la Grande Viverna Nidhoggr, in lotta col drago Thuban del titolo del romanzo.

 

UN LIBRO

La quarta corona. Pietro Bembo e la codificazione dell’italiano scritto

Giuseppe Patota

Il libro La quarta corona. Pietro Bembo e la codificazione dell’italiano scritto di Giuseppe Patota si rivela foriero di novità già dal titolo: siamo soliti parlare delle “Tre corone del Trecento” ma nessuno, a mia conoscenza, aveva tributato a Bembo questa gloria, arrivando a considerarlo come una “quarta corona”.

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