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Ultime domande e risposte pubblicate Argomento
Buongiorno, desidererei sapere se l'espressione "nelle prossime settimane" si può considerare un termine temporale definito, oppure indefinito. Grammatica
Su Facebook ho scritto la seguente frase, ma mia moglie mi ha eccepito che potesse essere sbagliata. Eccola: sto ripensando a dove fossi 15 anni fa... Grammatica
Spero che erano più di uno Grammatica
Salve, mi chiedevo se nell'uso scritto della lingua italiana fosse possibile indicare gli accenti (normalmente impliciti) per distinguere parole plurisillabiche omofone. Per esempio "affannati" può essere participio passato plurale ("ci siamo affannati a pulire tutte le stanze") o imperativo singolare ("affannati un po' anche tu ora!"). Probabilmente sono casi limite abbastanza rari e generalmente chiariti dal contesto (la forma imperativa di affannarsi s'adatta forse solo ad impieghi ironici o polemici) ma sarebbe consentito, per esempio in ambito poetico, dove l'ambiguità potrebbe essere legittima ma indesiderata, scrivere affannàti o affànnati per fissare il senso voluto? Grammatica
Leggendo un dizionario un po' attempato di serbo-italiano, ho riscontrato degli usi del congiuntivo, che a me sembrano sbagliati, tuttavia nella bibliografia ci sono nomi d'autori insigni quali: Tommaseo e Battaglia. Le frasi: "ho aspettato finché potessi" , "io temo che cadi" e " mia mamma desidera che io studia bene" sono corrette? Grammatica
“Riposo del passato Ci sono cancelli che vorrei varcare alla ricerca di quello che è stato. Entrare in luoghi dimenticati dal tempo e risentire voci che li hanno abitati. Ascoltare fra quelle mura l'eco della storia. Tutto è fermo, tutto tace. Lo chiamo riposo del passato. All'ombra dei rododendri che ancora fioriscono, profuma l'aria dei gelsomini. La natura segue il suo corso incurante di chi vuole fermarsi”. (m.c.) Il dubbio è sulla frase "profuma l'aria dei gelsomini" che sta per "profuma l'aria del profumo dei gelsomini". L'ho scritta di getto pensando a una frase che mi pare in uso: profuma l"aria dei tuoi capelli....” È corretta? Grammatica
È corretto dire: "Nella Figura 7, in ingrandimento nella Figura 8, è rappresentato......" per descrivere un immagine della figura 7 ripetuta ingrandita nella figura 8? Grammatica
Insegno italiano a una classe di spagnoli e gli ho spiegato che, di norma, un aggettivo o pronome possessivo vuole sempre l'articolo determinativo. Oggi correggendo i loro compiti a casa mi sono imbattuta in: "La nonna decise di scrivere una lettera alla sua nipote". Io l'ho corretto con o "alla nipote" o "a sua nipote". Perché in questo caso l'articolo non si deve mettere? Soprattutto visto che sarebbe corretto scrivere "alla sua nipotina" (o almeno è di uso corrente dirlo). Ho cercato in internet una risposta ma non l'ho trovata e volevo sapere se esiste una regola o se è semplicemente una delle tante eccezioni della lingua italiana. Grazie per l'attenzione. Grammatica
È corretta la prima espressione, la seconda o entrambe: 1 - ripristinare la fisiologia della superficie oculare; 2 - ripristinare l'alterata fisiologia della superficie oculare. Lessico
C'è qualche differenza tra oggetto in vetro o oggetto di vetro? Grammatica
Gentilissimi, nel mio lavoro di traduttrice incontro spessissimo nomi di negozi, attività commerciali, aziende, etc. Non riesco a capire, dalle mie innumerevoli ricerche su internet, se queste denominazioni vadano in corsivo, tra virgolette, in colore diverso dal nero o quant'altro. Aiuto! Grammatica
In un esercizio di analisi grammaticale ho considerato la parola 'gioventù' derivata. La maestra me l'ha corretto considerandola nome primitivo. Non sono d'accordo. Qual è la risposta corretta? Grammatica
Leggiamo dal vocabolario “Treccani” in rete: defatigare (non com. defaticare) v. tr. [dal lat. defatigare, comp. di de- e fatigare «affaticare»] (io defatigo, tu defatighi, ecc.), letter. – Stancare, esaurire le capacità di resistenza di una persona. ¿ Part. pres. defatigante anche come agg., che affatica, che logora le forze. ¿ Part. pass. defatigato, anche come agg., affaticato, spossato. “Defaticare” non è una variante poco comune di “defatigare”. Sono due verbi a sé stanti e con significati diversi. “Defatigare”, con la “g”, è pari pari il latino ‘defatigare’ composto con il prefisso “de-” (che non ha valore sottrattivo) e il verbo ‘fatigare’ (affaticare) e significa “stancare”, “logorare”, “affaticare”. “Defaticare”, con la “c”, è composto con il prefisso sottrattivo o di allontanamento “de-” e il sostantivo “fatica” (‘che toglie, che allontana la fatica’). Si adopera soprattutto nel linguaggio sportivo nella forma riflessiva e significa “compiere determinati esercizi per togliere dai muscoli l’eccesso di acido lattico formatosi in seguito a sforzi prolungati”. Si potrebbe dire quindi, in senso lato, che “defatigare” sta per “procurare la fatica”; “defaticare” per allontanarla. Altri vocabolari, comunque, sono incorsi nel medesimo “errore” del Treccani. Lessico
Il quesito riguarda l'uso della virgola, in particolare il divieto d'uso fra un sostantivo e il suo aggettivo, se si tratta del primo aggettivo riferito al sostantivo. Eppure per questioni ritmiche, mi sono ritrovato spesso a trattare un aggettivo alla stregua di un inciso, riporto qualche esempio: "Allora io, confuso, potete immaginare, i tredici anni di un paesino in mezzo al niente [...] oppure "Era stretto fra i finimenti di cuoio usurati, quelli per i cavalli, con le ossa che ruggivano tra gli spasmi e il volto paonazzo, stravolto in un ghigno folle e scomposto, i capelli scarmigliati, la bocca spalancata, mio padre e quello del ragazzo che tentavano di tenerlo fermo mentre una donna piangeva, silenziosa, nella penombra dell’architrave" in cui "confuso" e "silenziosa" fra le virgole sono elementi ritmici che mettono in risalto il significato dell'aggettivo, particolarmente importante nell'economia del racconto. Grammatica
Si può scrivere... “credevo fosse il 28”? Grammatica
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UN LIBRO

La lingua della radio in onda e in rete

Enrica Atzori

La struttura del volume è chiara e lineare: dopo un’iniziale panoramica, sintetica ma ricca di dati, sulla suddivisione attuale delle concessioni, l’autrice passa in rassegna tutti i generi testuali radiofonici, per poi procedere a un’analisi linguistica svolta su tre livelli, coincidenti con i vari fronti operativi della radiofonia contemporanea: i programmi radiofonici più seguiti, le loro estensioni su Facebook (post) e i commenti dei likers a questi contenuti.