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Luisa Carrada - Claudia Trequadrini
Studio, dunque scrivo

Zanichelli, Bologna, 2015

 

Se è vero – come scrive Andrea De Benedetti nel suo La situazione è grammatica (Einaudi, 2015, p. 127) – che oggi, «complici le nuove tecnologie, il governo della lingua è stato definitivamente sottratto al ristretto ceto intellettuale che lo deteneva per diventare bene comune in quella peculiare forma di socialismo reale che è il Web», bisognerà tuttavia ricordarsi che, fuori dalla mediasfera virtuale, continuano a esistere albi, registri, fogli di carta, documenti word e tanti tanti tipi di papielli materiali e immateriali da riempire perché ogni giorno la macchina degli affari umani giri come dovrebbe: a scuola, prima di tutto, regno di paginate scritte che celebra la sua cerimonia d’elezione nei giorni degli esami di Stato, o nei posti di lavoro, che non mancano di dovere perlomeno certificare l’attività svolta (ordini, fatture, ricevute, lettere commerciali o istituzionali, comunicazioni di servizio, ecc.). E bisognerà tenere conto che, oltre alla nostra cultura ed educazione linguistica di base, quotidianamente sarà rilevante il “governo” delle relazioni comunicative all’interno delle istituzioni in cui ci muoviamo: un governo detenuto, perlomeno in termini di giudizio di merito sulle nostre attività e produzioni, da altre persone o organismi fatti di persone.

 

Il «socialismo reale del Web», in cui tutti non soltanto pensano di avere, giustamente, diritto di critica sulle istituzioni e sui singoli istituti e usi linguistici, ma spesso si ergono a padri rifondatori della norma in base ai propri esclusivi giudizi e pregiudizi, perderà un po’ di senso quando ci metteremo (o metteranno) alla prova, a scuola o nel posto di lavoro, davanti alla tastiera di un computer. Qui, di là dagli usi e dai dibattiti correnti in Rete, varrà la capacità tecnica di adoperare la lingua giusta per il fine che ci siamo prefissati (o hanno prefissato per noi).

 

Dovremo azzeccare la miscela abilmente dosata in quel «cocktail di stili» che è il Web, secondo la felice definizione di Luisa Carrada (nota per la sua importante attività didattica nel campo della scrittura professionale) e Claudia Trequadrini in Studio, quindi scrivo, ottima guida, con integrazione di “palestra di scrittura” on line, che pone in copertina i propri obiettivi: 1. scrivere per l’esame di Stato; 2. scrivere per i media digitali; 3. scrivere per prepararsi al lavoro.

Chiarezza di dettato, nitidezza di definizioni, efficacia di esemplificazioni, andamento discorsivo rendono la guida uno strumento prezioso in particolare per studenti e giovani e per chi cerca di inserirsi nell’odierno mondo del lavoro (giusto, a proposito, dedicare un efficace paragrafo alla compilazione ben pensata di una lettera di presentazione e di un curriculum). Il libro è concepito come un vero e proprio corso, diviso in unità didattiche, ciascuna corredata di un'appendice, intitolata “Testi di laboratorio”, che contiene brani da leggere (tratti da articoli di giornali, saggi, narrativa, poesie, infografica), sui quali esercitare specifiche competenze (comprensione del testo, riassunto, parafrasi, test linguistici su coerenza, coesione, proprietà del lessico, ecc.). Si parte subito, senza i fronzoli di una eventuale introduzione: la sintesi dei contenuti è condensata nella quarta di copertina, ben visibile a chi rigirerà tra le mani il volume in libreria.

 

Le unità sono sette:

 

1. Dal libro allo schermo: come cambia il testo, come cambia la lettura contiene un denso excursus storico, a partire dalla transizione dall’oralità alla scrittura, per finire con le nuove dimensioni post-gutenberghiane dell’ipertesto. Le autrici ricordano il catastrofismo socratico circa l’imporsi nell’antichità del medium della scrittura: un sentimento di reazione al “nuovo” che, a ben vedere, segna ogni svolta tecnologico-culturale nel campo della comunicazione (manoscritto > stampa a caratteri mobili; scrittura fisica > scrittura virtuale e, in subordine, “codice libro” > libro elettronico). Insomma, si leveranno sempre voci, anche autorevoli, preoccupate per il cambiamento di paradigma, interpretato come fine della civiltà e non di una storicamente determinata civiltà.

 

2. La cassetta degli attrezzi trasforma la grammatica da «gabbia di regole astratte» per l'appunto in «cassetta degli attrezzi […] che permettono a chi scrive, a qualsiasi livello, di esprimersi con efficacia». Nella corposa unità (la seconda per estensione: circa 90 pagine), molto ricca di esercitazioni sul campo, le autrici rileggono soggetto, pronome e verbo all'interno della trama della coesione testuale, e collocano nel “disegno del testo”, la coerenza testuale, l’uso dei connettivi, l’ortografia, il lessico (appropriatezza e ricchezza di sfumature) e i registri (all’insegna della varietà dello stile e dell'eleganza dell’espressione), le lingue speciali, la punteggiatura, la divisione in paragrafi e capoversi.

 

3. Dalla carta al digitale è in primo luogo un manuale di lettura: per chi legge, il testo a schermo è un’altra cosa, rispetto a un testo a stampa. La lettura del grillo che ciascuno di noi realizza di fronte allo schermo non è soltanto saltabeccante invece che lineare, ma diversa sotto il profilo dell’impatto cognitivo. Le architetture di organizzazione del testo sono fondamentali per chi scrive testi destinati allo schermo (di computer, tablet o smartphone). Deve funzionare una nuova retorica discorsiva. Il “laboratorio” impegna i lettori a farsi autori di testi per lo schermo, nelle varie modalità previste dagli specifici ambienti di scrittura e pubblicazione (titoli di giornali on line, ricetta in un blog di cucina, riduzione di un testo cartaceo a scheda da pubblicare in Rete, sintesi in punti informativi, elencati in una lista, di una recensione di romanzo o film, biografia in un tweet).

 

4. Le parole si guardano guida il lettore alla comprensione dell’importanza delle immagini nei costrutti misti che compaiono nella cartellonistica, nei loghi, nelle immagini con didascalia, nelle titolazioni-sintesi, nelle slide, là dove, insomma, l’interazione tra testo e immagine implica anche un efficace trattamento iconografico dell’elemento testuale.

 

5. Le fasi della scrittura: dalle fondamenta al tetto dell’edificio testuale segna un rinnovato ritorno alle radici della retorica antica, che incardinava il processo della scrittura nei tre momenti dell’inventio, della dispositivo e della elocutio. Con modestia e rigore, chi si accinge alla scrittura di un testo (argomentativo) deve seguire un percorso che ha nella stesura del testo il momento finale di un’opera di costruzione lunga e complessa, in cui la ricerca e la raccolta delle fonti - che mette in primo piano il tema cruciale della valutazione dell’affidabilità delle fonti stesse, su carta e ancor di più nel Web -, l’opera di selezione, l’organizzazione dei temi da trattare prima sotto forma di abbondanti appunti, poi organizzati in estese mappe, infine spremuti e gerarchizzati in sintetiche scalette sono tappe imprescindibili che precedono e accompagnano la stesura delle varie versioni del testo. Ai fini della confezione di un saggio breve o di un articolo di giornale, due tra le scelte all’esame di Stato - di cui le autrici si occupano in profondità nell’unità seguente - , la lettura di questa quinta unità è fondamentale.

 

6. Scrivere a scuola: in vista dell’esame di Stato è l’unità più ampia e densa. Si occupa delle prove previste nell’esame di Stato. L’analisi del testo letterario merita una suddivisione nei due grandi campi del testo poetico e del testo in prosa. Per permettere di affrontare adeguatamente i due tipi di analisi, le autrici passano in rassegna tutti gli strumenti “fini” dell’analisi retorica e linguistica (figure di suono, posizione, ripetizione, significato e pensiero), ricordano le caratteristiche della parafrasi e del riassunto, e poi scendono nei dettagli degli aspetti costitutivi e interpretativi del testo poetico (dalla metrica fino alla filigrana semantica e simbolica) e del testo letterario (dalle categorie narratologiche alle scelte lessicali). Si passa poi al saggio breve, all’articolo di giornale e al vecchio, ibrido e superato (secondo chi scrive questa nota) tema. Infine, vengono proposte utili considerazioni su due tipologie di svolgimento che concernono la cosiddetta terza prova. Giustamente molto ricca la sezione di “laboratorio” in appendice a questa unità.

 

7. Tra scuola, università e lavoro: gli strumenti più utili focalizza l’attenzione su email, curriculum, intervista. Si tratta di tre prodotti e strumenti di comunicazione scritta che, caratterizzati da contenuti, stili e fini diversi, sono adoperatissimi nei diversi àmbiti citati nel titolo.

 

Un’unità preziosa, la settima, il cui sano pragmatismo riconferma e traduce in riflessione in atto il principio cardine che fa girare per i 360 gradi della scrittura la guida di Carrada e Trequadrini: concepire ogni testo rispettando le norme di base (unità 2), al fine di sfruttare al meglio le specificità linguistiche e comunicative proprie di ogni genere testuale, in relazione alle caratteristiche del mezzo adoperato, dell’argomento trattato, del destinatario finale e degli obiettivi da raggiungere.

 

Silverio Novelli

 

UN LIBRO

Er vangelo siconno Matteo. Edizione e studio linguistico a cura di Luigi Matt

Giuseppe Caterbi

Con Er vangelo siconno Matteo Luigi Matt mette ora a disposizione un’edizione critica della stampa londinese, trascritta con criteri improntati alla massima conservatività, e un profilo linguistico del romanesco caterbiano tracciato a tutti i livelli di analisi.