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Dalla via Emilia al Bembo: Ariosto e il “Furioso”

Lettori d'eccezione come Italo Calvino, Jorge luis Borges, Luca Ronconi han dimostrato che è sempre l'ora giusta per leggere o rileggere l'Orlando furioso di Ludovico Ariosto, compendio e insieme superamento di un'epoca, dilatazione e ri-creazione, dall'interno, del mondo della grande tradizione letteraria - dal lirico Petrarca al prosatore Boccaccio -. Questo, poi, è un anno speciale: la prima edizione del Furioso fu impressa nel 1516, cinquecento anni fa. Il mondo del poema cavalleresco dell'Ariosto è un attraversamento, un percorso, un itinerario di ricerca di una misura originale, nella visione del mondo come nello stile; nella relazione con i predecessori (i cantari popolari, i cicli bretone e carolingio, il Boiardo) come nella dialettica istituita con un metro tradizionale, l'ottava, che viene dispiegata assecondando le volute di una sintassi ricca e complessa; nella selezione progressiva di un pubblico nuovo e più ampio, reso disponibile anche dalla rivoluzione della stampa, come nell'avvicinamento e adeguamento alla lingua dei modelli letterari toscani, codificati in quella prima metà del secolo XVI dal Bembo. La via Emilia, estense e cortigiana, che l'Ariosto poeta comincia a battere dagli inizi del secolo, attraverso la scrittura e le versioni successive del poema, fino all'edizione ultima del 1532, arriverà lontano. Interventi di Sara Giovine, Tina Matarrese, Arnaldo Soldani, Lucinda Spera.  

UN LIBRO

Er vangelo siconno Matteo. Edizione e studio linguistico a cura di Luigi Matt

Giuseppe Caterbi

Con Er vangelo siconno Matteo Luigi Matt mette ora a disposizione un’edizione critica della stampa londinese, trascritta con criteri improntati alla massima conservatività, e un profilo linguistico del romanesco caterbiano tracciato a tutti i livelli di analisi.