i classici italiani
Luigi Pirandello
Introduzione
Biografia
Voci Enciclopediche
Bibliografia
Luoghi e Cronologia

Pochi autori hanno avuto un impatto sull’immaginario e la cultura del XX secolo quanto Pirandello, forse l’unico scrittore del Novecento italiano noto al grande pubblico di tutto il mondo. Con il "pirandellismo" entrano nella letteratura italiana tematiche e atteggiamenti nati con le avanguardie europee d’inizio secolo: relativismo, espressionismo, surrealismo; categorie che inquadrano le diverse fasi di uno stile di volta in volta orientato alle soluzioni dell’umorismo, del paradosso e dell’allegoria.

Dalla narrativa alla più tarda sperimentazione teatrale, lo scrittore siciliano mette in scena le miserie e le contraddizioni di un’umanità scossa dall’insensatezza di un mondo che - orfano di Verità - è costruito unicamente sulla menzogna di autoinganni e illusioni. Sono i veli e le maschere necessarie alla società borghese per offrire a pro della massa un significato almeno possibile dell’esistenza. La poetica dell’umorismo sarebbe proprio l’eterna vocazione dell’Arte a rivelare il paradosso di una vita ridotta ormai a superflua forma vuota d’essere.

Stefano Tomassini e Ferdinando Scianna seguono nell’evolversi del corpus pirandelliano l’acuirsi del conflitto tra la "nuda" vita e la forma che ne ricopre e ne sostituisce il senso; tra la persona e il personaggio che ne assorbe l’identità attraverso la maschera delle consuetudini e dei rapporti sociali. Unica soluzione è scomparire, sottrarsi all’assenza di identità sfruttandola paradossalmente a proprio vantaggio come fa il protagonista de Il fu Mattia Pascal (1908).

Sei personaggi in cerca d’autore (1921), picco del successo internazionale di Pirandello, sposta la dialettica verità-assenza di verità sul terreno della finzione per eccellenza, il palcoscenico, dimensione in cui l’uomo-personaggio è sospeso tra realtà e irrealtà. Si apre così la stagione del "teatro nel teatro", vero e proprio vortice drammatico che spalanca anche all’Arte gli scenari desolati dell’insensatezza. All’espressione artistica, incapace di conoscere la vita, o anche di riprodurla, non rimane che ammettere e rappresentare la propria assurdità. Piccolo teatro nel teatro dell’universo, infinita, "enorme pupazzata".

Pirandèllo, Luigi. - Drammaturgo e narratore (Girgenti, od. Agrigento, 1867 - Roma 1936). Apprezzato narratore, rivoluzionò il teatro del Novecento, divenendo uno dei più grandi drammaturghi di tutti i tempi. Pur prendendo le mosse dal verismo di scuola siciliana, nella sua opera si delineano una visione angosciosamente relativistica della vita e del mondo, che precorre temi definitivamente moderni. Fu il teatro, però, a diffondere ovunque la sua fama: dalla commedia borghese degli esordi, nella cd. seconda maniera il dramma dell'essere e del parere lievita in simbolo e allegoria dell'esistenza.
Vita e opere. Iniziati gli studî di lettere all'univ. di Palermo, li proseguì a Roma e li compì in Germania, dove si laureò con una tesi di argomento linguistico all'univ. di Bonn (1891; trad. it. La parlata di Girgenti, 1981) e cominciò a tradurre le Elegie romane di Goethe (pubbl. 1896), assecondando un'iniziale vocazione poetica (Mal giocondo, 1889; Pasqua di Gea, 1891), in seguito testimoniata da poche altre raccolte (Elegie renane, 1895; Zampogna, 1901; Fuori di chiave, 1912). Stabilitosi a Roma nel 1893 e introdotto da L. Capuana negli ambienti giornalistici e letterarî, si dedicò a un'intensa attività pubblicistica e creativa (dal 1913 anche con soggetti e sceneggiature per il cinema), insegnando nel contempo (1897-1922) all'Istituto superiore di Magistero (per la nomina a professore gli valsero gli studî su Arte e scienza e quello fondamentale su L'umorismo, pubblicati nel 1908). Il tracollo dell'impresa paterna in cui erano stati investiti tutti i beni della famiglia (1903) ebbe gravi ripercussioni sulla sua vita, soprattutto per l'acuirsi dei disturbi nervosi della moglie (Antonietta Portulano, da lui sposata nel 1894), di cui nel 1919 si rese necessario il ricovero definitivo in una clinica di Roma. A partire dal 1915 fu sempre più assorbito dall'esperienza del teatro, anche nella regia, con frequenti spostamenti all'estero; diresse il Teatro d'Arte di Roma (1925-28) e creò una propria compagnia, chiamandovi come prim'attrice la giovane M. Abba, alla quale rimase legato da profonda passione fino alla morte. Accademico d'Italia dal 1929 (nel 1924 aveva suscitato scalpore la sua pubblica richiesta di iscrizione al partito fascista), nel 1934 gli era stato conferito il premio Nobel per la letteratura. Nel 1949 la Villa del Caos dove era nato fu dichiarata monumento nazionale.
Se nei suoi versi giovanili, pieni di echi soprattutto leopardiani, il tono dominante è ancora quello di un vago pessimismo, nelle prime novelle (Amori senza amore, 1894; Beffe della morte e della vita, 2 serie, 1902-03; Quand'ero matto..., 1902; Bianche e nere, 1904) e nei romanzi (L'esclusa, 1901; Il turno, 1902) comincia già a delinearsi una visione più problematica e angosciosamente relativistica della vita e del mondo. Pur prendendo le mosse dal verismo di scuola siciliana (De Roberto, Capuana e soprattutto Verga), P. concentra infatti l'interesse sulle discordanze che si rivelano, nei personaggi e nelle vicende, tra l'essere e il parere, e interviene nel racconto con un'ironia e un umorismo che già oltrepassano il canone naturalistico dell'impersonalità narrativa; mentre la prosa tende al discorsivo, al parlato, per lo sviluppo che comincia ad avervi il dialogo. Tali caratteristiche, che emergono in pieno nel romanzo Il fu Mattia Pascal (1904), considerato il capolavoro del P. narratore, sono proprie anche delle successive raccolte di novelle (Erma bifronte, 1906; La vita nuda, 1910; Terzetti, 1912; Le due maschere, 1914, poi intitolata Tu ridi, 1920; La trappola, 1915; Erba del nostro orto, 1915; E domani, lunedì..., 1917; Un cavallo nella luna, 1918; Berecche e la guerra, 1919; Il carnevale dei morti, 1919) e dei romanzi che le intramezzano o seguono (Suo marito, 1911, più tardi in parte rifatto col tit. Giustino Roncella nato Boggiolo, post., 1941; I vecchi e i giovani, 2 voll., 1913; Si gira..., 1916, tit. poi mutato in Quaderni di Serafino Gubbio operatore, 1925; Uno, nessuno e centomila, 1926), anche se non sempre con uguale ricchezza d'invenzione e felicità di resa artistica. E sebbene un piglio realistico rimanga sempre in P., i modi della narrativa verista appaiono ora, oltre che superati, capovolti; perché sullo sfondo provinciale e borghese di quella narrativa, e nel bel mezzo dei temi che le sono proprî (gelosie, adulterî, terzetti matrimoniali, pazzie, vendette), prende rilievo un'inquietudine nuova, per la quale il nome di P. è stato giustamente accostato a quello dei maggiori esponenti del decadentismo italiano ed europeo: l'ansia dell'uomo che invano cerca di ribellarsi agli schemi della vita per essere soltanto sé stesso e inutilmente si sforza di comporre il dissidio tra forma (maschera) e vita (autenticità). Ai personaggi della narrativa verista, "vinti" ma non privi di una loro grandezza epica, succedono così in P. figure di medî o piccoli borghesi, di impiegati, professionisti, pensionati e simili, squallidi rappresentanti di una società priva d'ideali (giusto il contrario dei superuomini dannunziani), e condannati per l'impossibilità di comunicare a un tetro o arrovellato solipsismo; e la narrazione si fa convulsa e aggrovigliata, intesa com'è a seguire le tortuosità del pensiero e a creare intorno a personaggi e vicende un'aria allucinata, di caos.
E poiché in tale forma narrativa, così portata all'evidenza scenica, è già implicita quella drammatica, il passaggio di P., a un certo momento, dall'una all'altra risponde a una naturale esigenza della sua arte. Il suo teatro, analogamente alla narrativa, da cui del resto derivano la maggior parte degli spunti drammatici, si muove dapprima sulle orme della commedia borghese allora in voga, di cui accetta le situazioni e i canoni, sia pure per piegarli al nuovo contenuto e colorirli di un umorismo con forti venature grottesche (Lumie di Sicilia, 1910; Pensaci Giacomino!, 1916; Liolà, 1916, scritta originariamente in dialetto siciliano; Così è (se vi pare), 1917; Il piacere dell'onestà, 1917; La patente, 1918; Ma non è una cosa seria, 1918; Il berretto a sonagli, 1918; Il giuoco delle parti, 1918; Tutto per bene, 1920; Come prima, meglio di prima, 1920; La signora Morli, una e due, 1920; ecc.). Ma poi quegli schemi vengono abbandonati e il clima si fa di dramma e di tragedia (Sei personaggi in cerca d'autore, 1921, l'opera scenicamente rivoluzionaria che, insieme con Ciascuno a suo modo, 1924, e Questa sera si recita a soggetto, 1930, costituisce la cosiddetta trilogia del "teatro nel teatro"; Enrico IV, 1922; Vestire gli ignudi, 1922; L'uomo dal fiore in bocca, 1923; La vita che ti diedi, 1923; Diana e la Tuda, 1927; Come tu mi vuoi, 1930; Quando si è qualcuno, 1933; Non si sa come, 1935): è il teatro che si suol dire della "seconda maniera", ma che in verità continua e perfeziona la prima; dove, superata l'angustia dell'ambiente provinciale, quel dramma dell'essere e del parere, di vita e forma, quella nostalgia del focolare distrutto e della famiglia, degli amori, delle amicizie dissolti nel frantumio della personalità, sono ormai contemplati sub specie aeternitatis, quasi fuori del tempo e dello spazio; e quel realismo allucinato lievita in simbolo, in allegoria, fino a sfiorare il "mistero". Il che, se non sempre avviene con pienezza di risultati artistici, in quanto si accentua anche l'innata tendenza di P. a cristallizzare in sillogismi o in sofismi (il cosiddetto pirandellismo di P.) la suggestiva spontaneità di certi gridi, è tuttavia riprova di un'ispirazione più alta, più lirica, come dimostrano anche le novelle degli ultimi anni. Restò incompiuta la sua ultima opera, I giganti della montagna (1ª rappr., post., 1937), il più ispirato tra i "miti" moderni (La nuova colonia, 1928; Lazzaro, 1929), che P. concepì in parte avvicinandosi alla poetica di Bontempelli. Con il suo teatro, mentre utilizzava gli stimoli della più viva sperimentazione europea (non escluso il teatro futurista), P. indicava al contempo una direzione di ricerca che avrebbe largamente influenzato la drammaturgia posteriore; così come, reagendo con la sua disadorna, antiletteraria parola al virtuosismo verbale e musicale dell'età dannunziana, egli accompagnava piuttosto e precorreva le esperienze della letteratura più giovane (Alvaro, Moravia, Brancati).
L'autore stesso provvide a riordinare editorialmente la sua produzione drammaturgica (col tit. complessivo Maschere nude) e novellistica (col tit. Novelle per un anno). La prima raccolta delle Maschere nude (11 commedie in 4 voll., 1918-21) apparve presso Treves; la seconda (39 drammi in 31 voll.) presso Bemporad (voll. I-XXV, 1920-29) e poi Mondadori (voll. XXVI-XXXI, 1929-35); a Mondadori, divenuto suo unico editore, fu anche affidata la terza raccolta (43 drammi in 10 voll., 1933-38). Le Novelle per un anno (15 voll.) furono affidate al fiorentino Bemporad (voll. I-XIII, 1922-28) e poi a Mondadori (voll. XIV, 1934, e XV, post., 1937). Presso questa casa editrice vide la luce l'ed. post. di tutte le Opere di L. P. a cura di M. Lo Vecchio-Musti (6 voll., 1957-60), comprendente anche un vol. di Saggi, poesie, scritti varii (1960), ed è ancora in corso la nuova ed. completa diretta da G. Macchia (Opere di L. P., 1973 segg.). Oltre a varî carteggi (tra cui Carteggi inediti con Ojetti-Albertini-Orvieto-Novaro-De Gubernatis-De Filippo, 1980), sono state pubblicate le Lettere a Marta Abba (1995).
Termine Fonte
Pirandello, Luigi Enciclopedie on line
Abba, Marta Enciclopedie on line
borghesia Enciclopedia on line
Capuana, Luigi Dizionario Biografico degli Italiani
commedia Enciclopedie on line
De Roberto, Federico Dizionario Biografico degli Italiani
dramma Enciclopedie on line
fascismo Enciclopedie on line
grottesco Enciclopedie on line
identità Enciclopedie on line
incomunicabilità Enciclopedie on line
maschera Enciclopedie on line
narrativa Enciclopedie on line
paradosso Enciclopedie on line
Pirandello, Fausto Enciclopedie on line
Pirandello, Stefano Enciclopedie on line
questione meridionale Enciclopedie on line
realtà Enciclopedie on line
relativismo Enciclopedie on line
Sicilia Enciclopedie on line
teatro Scienze sociali
Verga, Giovanni Enciclopedie on line
verismo Enciclopedie on line
Autore Titolo Edizione
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Vicentini, Claudio Pirandello. Il disagio del teatro, Venezia, Marsilio, 1997.
I Luoghi di Pirandello
> Argentina
> Brasile
> Francia
> Germania
> Italia
> Portogallo
> Svezia
> UK
> USA
Cronologia
1867
nascita, 28 giugno
Nasce nei pressi di Girgenti, in una villa chiamata "il Caos".
1880
Trasloco a Palermo
Si trasferisce con la famiglia a Palermo, in seguito a un dissesto finanziario che ha colpito il padre
1886
Università
Lavora con il padre nella gestione delle zolfare. Si iscrive alla Facoltà di Legge e a quella di Lettere.
1887
Facoltà di Lettere
Sceglie definitivamentela strada umanistica e si iscrive alla Facoltà di Lettere a Roma.
1889
Mal Giocondo
Pubblica una prima raccolta di poesie: "Mal Giocondo".
1889
Si trasferisce a Bonn per continuare gli studi. La partenza è causata da un dissidio con Onorato Occioni, professero di latino e preside della Facoltà.
1890
Elegie renane
a Bonn scrive "Elegie renane". Si innamora di una ragazza tedesca, Jenny Schulz-Lander, cui dedica la seconda raccolta di pesie: "Pasqua di Gea".
1891
laurea
Si laurea in Filologia romanza a Bonn con una tesi sul dialetto di Girgenti.
1893
Marta Ajala
Compone, consigliato da Capuana, il romanzo "Marta Ajala" ("L'esclusa").
1894
Nozze
Sposa Maria Antonietta Portulano, che gli darà tre figli. Pubblica la prima raccolta di novelle: "Amori senza amore".
1895
Il turno
Scrive il romanzo "Il turno".
1897
Sostituisce Giuseppe Mantica come insegnante di lingua italiana all'Istituto superiore di Magistero di Roma.
1898
Ariel
Esce la rivista "Ariel", fondata con gli amici Ugo Fleres e Carlo Falbo.
1900
Novelle
Pubblica nel "Marzocco" e nella "Roma letteraria" alcune delle novelle più celebri: "La paura del sonno", "La levata del sole", "Alberi cittadini".
1901
Zampogna
pubblica il libro di versi "Zampogna". Esce a puntate "L'esclusa".
1903
È l'anno infausto per Pirandello e la famiglia. Il disastro economico del padre e la malattia mentale (grave forma di paranoia) della moglie, colpita dal fallimento del suocero, spingono Pirandello a pensare di suicidarsi. Ma ha la froza di reagire grazie alla scrittura.
1904
Il fu Mattia Pascal
Pubblica "Il fu Mattia Pascal" sulla "Nuova Antologia".
1908
L'umorismo
Escono i due saggi "Arte e scienza" e "L'umorismo". Diventa professore di ruolo. Le sue lezioni inconsuete, più vive e stimolanti, riscuotono un grande successo.
1909
I vecchi e i giovani
Sul "Corriere della sera" escono le prime puntate del romanzo "I vecchi e i giovani".
1910
Lumìe di Sicilia
Nino Martoglio e la sua compagnia presentano a Roma "Lumìe di Sicilia" e "Liolà".
1911
Suo marito
Esce il romanzo "Suo marito".
1912
Fuori di chiave
Pubblcia l'ultima raccolta di poesie dal titolo "Fuori di chiave".
1915
Si gira...
A puntate sulla "Nuova Antologia" viene pubblicato "Si gira..." ( "I quaderni di Serafino Gubbio operatore"). Il figlio Stefano è fatto prigioniero dagli austriaci. Preso sul Monte Calvario, egli è internato prima a mauthausen e poi a Plan. Pirandello tenterà di negoziare la liberazione del figlio scambiandolo con tre prigionieri austriaci. Alla fine rinuncia all'operazione e dovrà aspettare la fine della guerra per riabbracciare il figlio. Nel frattempo muore la madre.
1916
Pensaci Giacomino
Escono in dialetto siciliano "Pensaci giacomino" e "Liolà".
1917
Cosi è (se vi pare)
A Milano va in scena la "parabola in tre atti" "Così è (se vi pare)". A Torino invece viene rappresentata "Il piacere dell'onestà". A Roma la compagnia di Angelo Musco mette in scena al Teatro Nazionale la commedia in due atti "il berretto a sonagli" e l'atto unico "La giara".
1918
Le maschere nude
Pubblicato a Roma il primo volume delle "Maschere nude".
1919
Malattia mentale della moglie
La moglie è internata in una casa di cura in seguito a paranoie di gelosia (anche verso la figlia Lietta). Era stata colta da una sorta di mania di persecuzione. La separazione forzata dalla moglie segna una svolta nella vita intima di Pirandello e nella sua visione del mondo come teatro della follia.
1920
Come prima, meglio di prima
Al teatro Goldoni di Venezia la commedia in tre atti "Come prima, meglio di prima" riscuote un grande successo, il primo del suo teatro. Discorso commemorativo su Giovanni Verga.
1921
Sei personaggi in cerca d'autore
La compagnia di Dario Niccodemi mette in scena al Teatro Valle di Roma "Sei personagg in cerca d'autore".
1922
Enrico IV
A milano viene presentato "Enrico IV". Pirandello e il suo teatro conquistano New York, Londra, Parigi, Atene. Escono presso l'editore "Bemporad" i primi quattro volumi della raccolta di racconti "Novelle per un anno".
1924
Adesione al Fascismo
Si iscrive al partito fascista.
1924
La giara
Al teatro degli Champs-Elysées di Parigi la compagnia dei balli svedesi mette in scena il balletto "La giara". Il libretto sarò pubblicato nel 1928.
1925
Uno, nessuno e centomila
Comincia a pubblicare a puntate il romanzo "Uno, nessuno e centomila". Esce la nuova edizione di "Si gira..." con il titolo "Quaderni di Serafino Gubbio operatore". È direttore della compagnia del Teatro d'Arte di Roma, inizia la relazione con la prima attrice, Marta Abba .
1928
La nuova colonia
Scrive il mito teatrale "La nuova colonia". Si scioglie dopo tre anni la compagnia del Teatro d'arte.
1929
Lazzaro
Esce il secondo mito: "Lazzaro".
1931
Soffio
Pubblica nel fascicolo di luglio di "Pegaso" la novella "Soffio", una delle più famose.
1931
I fantasmi
Pubblica sulla "Nuova Antologia" il primo atto di "I giganti della montagna", con il titolo "I fantasmi".
1934
Nobel
Riceve il premio Nobel per la letteratura (è preferito a Valéry e G.K Chesterton).
1936
Morte, 10 dicembre
Durante le riprese del film tratto da "Il fu Mattia Pascal", si ammala di polmonite e muore, nella sua casa di via Antonio Bosio 15.
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