i classici italiani
Cesare Pavese
Introduzione
Biografia
Voci Enciclopediche
Bibliografia
Luoghi e Cronologia

Nato nelle Langhe, a Santo Stefano Belbo, Cesare Pavese porterà per sempre dentro di sé quel paesaggio, sottofondo reale e emotivo della sua produzione letteraria. Un paesaggio che rimane nella sua memoria, legato ai drammi della morte del padre e della sorella, legato ai ricordi della madre, un luogo di cui tuttavia continuerà ad avere irrimediabilmente bisogno: “Un paese ci vuole, non foss'altro per il gusto di andarsene via”.
Se le Langhe rappresentano dunque il luogo del ritorno, Torino è il luogo della formazione e dell’esperienza. Una città dura, città delle macchine e dell’industrializzazione, come ci ricorda la lettura de La trilogia delle macchine, luogo dello scollamento tra la persona fisica e la realtà che la circonda. A Torino frequenta il liceo D’Azeglio e si laurea presso la Facoltà di lettere con una tesi su Walt Whitman. Conosce tra gli altri Leone Ginzburg, Massimo Mila, Fernanda Pivano e Giulio Einaudi: sembra riunirsi sotto il cielo torinese la letteratura che resisterà al fascismo. Di Giulio Einaudi e della neonata casa editrice Cesare Pavese diventa essenziale collaboratore. Non solo scrittore, non solo poeta e traduttore, Pavese è uno dei principali operatori culturali del tempo: a lui il merito di aver introdotto, a partire dalla traduzione del Moby Dick di Herman Melville e passando attraverso l’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Master e Addio alle armi di Ernest Hemingway, la letteratura americana in Italia. Pavese traduce mantenendo sempre la fedeltà al testo e dando così vita ad alcuni dei migliori esempi di traduzione letteraria attraverso una resa eccezionale anche dal punto di vista sonoro.
Nel corso delle due lezioni Piero Boitani indaga sui molteplici aspetti della produzione e della vita dello scrittore e traduttore soffermandosi sull’importanza che l’opera di Pavese ha avuto nel processo di svecchiamento e di apertura della letteratura italiana. Pavese è in grado di individuare tra l’ancora forte influenza della poetica di D’Annunzio e l’affermarsi dell’Ermetismo, una terza via, ispirata appunto alla letteratura americana. La sua produzione è caratterizzata dalla narrazione piana, dal racconto interno alla poesia, dalla semplicità e dalla paratassi e inoltre, elemento fondamentale e esplicito soprattutto nei Dialoghi con Leucó, dalla capacità di divenire “mitopoieta”, facitore di miti moderni.
Nell’aprile del 1950 Cesare Pavese vince il premio Strega per la Bella Estate, pochi mesi dopo, la notte tra il 26 e il 27 agosto, ingerendo una forte dose di sonnifero, pone fine alla sua esistenza. Una vita infelice segnata da amori negati, tra cui Fernanda Pivano e l’attrice americana Costance Dowling, e pervasa da un continuo senso di disagio e di inadeguatezza. Un’inadeguatezza che egli sente anche dal punto di vista del coinvolgimento politico: nonostante l’iscrizione al Partito Comunista, Pavese, in terra di partigiani (e il riferimento a Beppe Fenoglio appare scontato), non partecipò alla Resistenza. Il suo “attivismo passivo” fu causa anch’esso di un forte tormento interiore. Una vita segnata dal senso del dovere e del lavoro, che a volte sembra sfiorare l’autopunizione: egli stesso ci dirà che in fondo il vero mestiere, la vera fatica, altro non è che il mestiere di vivere.

 
 
Pavése -se⟩, Cesare. - Scrittore italiano (Santo Stefano Belbo 1908 - Torino 1950). P. ha svolto un ruolo essenziale nel passaggio tra la cultura degli anni Trenta e la nuova cultura democratica del dopoguerra. La sua partecipazione al presente si è sempre legata a un profondo senso della contraddizione tra letteratura e impegno politico, tra esistenza individuale e storia collettiva, attraverso una tormentosa analisi di sé stesso e dei rapporti con gli altri e una ininterrotta lotta per costruirsi come uomo e come scrittore.
Vita. Nacque da famiglia piccolo-borghese originaria delle Langhe. Visse per lo più a Torino, dove si laureò in lettere con una tesi su W. Whitman; discepolo di Augusto Monti, amico di L. Ginzburg e di altri intellettuali antifascisti, fin dagli anni Venti lesse numerosi autori americani e iniziò a tradurre scrittori inglesi e americani. Negli anni successivi svolse un intenso lavoro in questo campo traducendo, tra l'altro, opere di Defoe, Dickens, Melville, Joyce. Fra il 1935 e il 1936, per i suoi rapporti con i militanti del gruppo Giustizia e Libertà venne arrestato, processato e inviato al confino a Brancaleone Calabro; tornato a Torino, fu tra i principali collaboratori della casa editrice Einaudi. Ma la sua vita era dominata da un profondo senso di solitudine e vuoto, più forte dopo la fine di un'esperienza d'amore vissuta negli ultimi anni di università. A partire dal 1940 una nuova, difficile amicizia fu quella con F. Pivano. Nel 1942 fu assunto direttamente come dipendente della casa editrice Einaudi: dopo un soggiorno a Roma, si rifugiò durante l'occupazione tedesca in un paese del Monferrato, presso la sorella, guardando con amarezza gli eventi della Resistenza. Dopo la Liberazione, si iscrisse al partito Comunista e cominciò a collaborare all'Unità. Seguirono anni di lavoro molto intenso, in cui egli scrisse e pubblicò le sue opere di maggior successo. Venne trovato morto, per effetto di una dose eccessiva di sonnifero, il 27 agosto 1950.
Opere. I suoi inizi di poeta, ma di una poesia (Lavorare stanca, 1936) che, nata in clima ermetico-decadente, tende a superarne l'ossessivo soggettivismo mediante la proiezione oggettiva di quelli che sono e più saranno i temi di fondo di P.: la ricerca di contatti umani, di incontri con la realtà quotidiana, di reimmersione nel mondo rurale da cui proviene, a difesa dalla meccanicità della vita cittadina, dalla solitudine interiore e dal congiunto pensiero della morte. Oggettivazione che, dal giro largo del verso (sull'esempio, appunto, di Whitman) alla discorsività del tono, già porta alla narrativa: e la sua opera successiva è infatti di narrazioni brevi o lunghe (non di romanzi propriamente detti) improntate a un realismo che, se risente della lezione verghiana, e più di quella letteratura nord-americana di cui frattanto P. si era fatto traduttore e introduttore (con Vittorini) in Italia, ha però profonde radici in quel suo amore di piemontese per la propria terra, per il linguaggio della sua gente, specie a livello contadino o operaio, da cui egli mutua vocaboli e cadenze per il frequente, agile «parlato» dei suoi racconti. Un realismo che peraltro non va disgiunto da una schietta vena di lirismo, scaturente da una memoria che, facendo centro sull'infanzia, s'innalza all'assoluto, al mito o sfocia nel simbolo; onde la sua narrativa, dopo un primo, violento balzo (quasi in polemica con la letteratura tradizionale) nel verismo più crudo, all'americana (Paesi tuoi, 1941), si svolgerà nell'alternativa di questi modi, da La spiaggia (1942) a Feria d'agosto (1946), da Il compagno (1947) e Dialoghi con Leucò (1947) a La luna e i falò (1950), da Notte di festa (post., 1953) a Festa grande (in coll. con Bianca Garufi, post. e incompiuto, 1959) a Ciau Masino (post., 1968). Non senza, certamente, squilibri e smagliature, ma molto spesso con intensità d'ispirazione e d'espressione, toccando i vertici artisticamente più alti là dove, con la mediazione di un paesaggio che è trepido contrappunto di senso (o natura) e sentimento, quei modi finiscono col convergere e compenetrarsi: come in Prima che il gallo canti (1949) e La bella estate (1949). Per dare tuttavia luogo, alla fine, quando vicende intime rafforzeranno, senza scampo, il pessimismo e la vocazione suicida di P., di nuovo alla poesia: Verrà la morte e avrà i tuoi occhi (post., 1951); ma questa volta lontana dalla prosasticità di Lavorare stanca, per quanto è vicina alla lirica «pura», anzi alla pura liricità. Testimonianza importante non pure del suo travaglio intellettuale e morale, ma di quello di tutta una generazione e un'età, sono anche gli scritti critici di P. (La letteratura americana e altri saggi, post., 1951), il diario (Il mestiere di vivere, post., 1952), e soprattutto l'epistolario (Lettere, 2 voll., 1966: I, 1924-1944, a cura di L. Mondo; II, 1945-1950, a cura di I. Calvino). La sua opera, pubblicata dall'editore Einaudi, è ora raccolta in 14 volumi.
Termine Fonte
Cesare Pavese Enciclopedie on line
Autarchia Enciclopedie on line
Blues Enciclopedie on line
Bobbio Norberto Dizionario Biografico degli Italiani
D'Annunzio Gabriele Dizionario Biografico degli Italiani
De Foe Daniel Enciclopedie on line
Dos Passos John Roderigo Enciclopedie on line
Einaudi Giulio Dizionario Biografico degli Italiani
Ermetismo Enciclopedie on line
Faulkner William Enciclopedie on line
Ginzburg Leone Dizionario Biografico degli Italiani
Jazz Enciclopedie on line
Joyce James Enciclopedie on line
Langhe Enciclopedie on line
Masters Edgar Lee Enciclopedie on line
Melville Herman Enciclopedie on line
Mila Massimo Dizionario Biografico degli Italiani
Partito comunista italiano(PCI) Enciclopedie on line
Pivano Fernanda Enciclopedie on line
Spinelli Altiero Enciclopedie on line
Strega, Premio Enciclopedie on line
Suicidio Enciclopedia della Scienze Sociali
Whitman Walt Enciclopedie on line
Autore Titolo Edizione
Angelone, Roberto Il mito del ritorno e la coscienza dialettica di Cesare Pavese
Beaudry, Jacques Cesare Pavese. L'uomo del fato, trad. it. di Giovanna Romanelli
Binetti, Vincenzo Cesare Pavese. Una vita imperfetta. La crisi dell'intellettuale nell'Italia del dopoguerra
Capasa, Valerio Un' esigenza permanente. Un'idea di Cesare Pavese
Capasa, Valerio Lo scopritore di una terra incognita. Cesare Pavese poeta
Casalegno, Giovanni La luna, il cibo e i falò. La cucina sulle colline di Cesare Pavese
Catalfamo, Antonio Cesare Pavese. La dialettica vitale delle contraddizioni
Catalfamo, Antonio Cesare Pavese. Mito, ragione e realtà
Christopher Concolino (a cura di) Cesare Pavese a San Francisco. Incontro per la celebrazione del centenario della nascita. Atti del congresso, 24-25 ottobre 2008,
Margherita Campanello (a cura di) Cesare Pavese. Atti del Convegno internazionale di studi, Torino, Santo Stefano Belbo, 24-27 ottobre 2001
Monica Lanzillotta (a cura di) Cesare Pavese tra cinema e letteratura
Antonio Catalfamo (a cura di) Cesare Pavese. Il mito classico e i miti moderni: tredicesima rassegna di saggi internazionali di critica pavesiana
Martinez Garrido, Elisa - Jarilla Bravo, Salud Maria Cesare Pavese. Un classico del 20. secolo (1908-2008), in «Cuadernos de filologia italiana» / Facultad de filologia, Departemento de filologia italiana
Lanzillotta, Monica La parabola del disimpegno. Cesare Pavese e un mondo editoriale
Lorizio, Franco Come il letto di un falò. Riflessioni su Cesare Pavese
Molinari, Giuseppe O tu, abbi pietà. La ricerca religiosa di Cesare Pavese
Nieves Muniz Muniz, Maria : De Las Introduzione a Pavese
De Napoli, Francesco Del mito, del simbolo e d'altro. Cesare Pavese e il suo tempo
De Paola, Silvia Gli amori sofferti di Cesare Pavese
Di Cioccio, Maria Cristina La musa nascosta. Cesare Pavese e il personaggio di Leucò
Esposito, Vittoriano Poetica e poesia di Cesare Pavese
Fernandez, Dominique L’échec de Pavese
Gioanola, Elio Cesare Pavese. La realtà, l'altrove, il silenzio
Guiducci, Armanda Invito alla lettura di Pavese
Guglielmi, Guido Mito e logos in Pavese, in Idem, Letteratura come sistema e come funzione, pp. 138-47
Hauser-Rüegger, Yvonne Corpi nudi e pellicce. La ricerca poetica di Pavese nella trilogia La bella estate
Isnenghi, Mario Il caso Pavese
Jesi Furio - Pavese Cesare Il mito e la scienza del mito (1964) in Furio Jesi, Letteratura e mito, pp. 129-60, 161-86,
Lajolo, Davide Pavese
Lauretano, Gianfranco La traccia di Cesare Pavese
Mignone, Mario B. (a cura di) Leucò va in America. Cesare Pavese nel centenario della nascita. An international conference, Stony Brook, NY, 13-14 marzo 2009,
Lorenzi Davitti, Patrizia Pavese e la cultura americana fra mito e razionalità
Brandone, Giorgio - Cerrato, Tiziana (a cura di) Incontro con Cesare Pavese. Un giorno di simpatia totale, atti del convegno di studi, Convitto nazionale Umberto 1 - Liceo classico D'Azeglio, torino, 23-24 ottobre 2008
Mencarini, Beatrice L' inconsolabile.Pavese, il mito e la memoria
Mondo, Lorenzo Quell'antico ragazzo. Vita di Cesare Pavese
Mondo, Lorenzo C. Pavese
Cavallini, Eleonora (a cura di) La musa nascosta. Mito e letteratura greca nell'opera di Cesare Pavese
Mutterle, Anco Marzio L’immagine arguta. Lingua, stile, retorica di Pavese
Mutterle, Anco Marzio I fioretti del diavolo. I nuovi studi su Cesare Pavese
Masoero, Mariarosa - Savioli, Silvia Officina Pavese. Carte, libri, nuovi studi. Atti della Giornata di studio, Torino, Archivio di Stato, 14 aprile 2010,
D'Orsi, Angelo - Masoero, Mariarosa (a cura di) Pavese e la guerra
Patria, Renata La poesia di Cesare Pavese
Pautasso, Sergio Cesare Pavese oltre il mito. Il mestiere di scrivere come mestiere di vivere
Putasso, Sergio Guida a Pavese
Remigi, Gabriella Cesare Pavese e la letteratura americana. Una splendida monotonia
Catalfamo, Antonio (a cura di) Cesare Pavese. Tra destino e speranza. Nuova rassegna di saggi internazionali di critica pavesiana
Mosena, Roberto (a cura di) Ritorno a Pavese,
Catalfamo, Antonio (a cura di) La stanza degli specchi. Cesare Pavese nella letteratura, nel cinema e nel teatro. Quarta rassegna di saggi internazionali di critica pavesiana
Vaccaneo, Franco Per Cesare Pavese. I giorni, le opere, i luoghi
Venturi, Gianni Pavese
I Luoghi di Pavese
> Italia
Cronologia
1908
Nascita, 9 settembre
Nasce a Santo Stefano Belbo nelle Langhe.
1914
Morte del padre
Il padre Eugenio, cancelliere di tribunale, muore in seguito a un tumore al cervello.
1915
Trasferimento a Torino
La madre vende la cascina di Santo Stefano e acquista una villa nei pressi di Torino.
1923-1926
Anni del liceo
Frequenta il liceo D'Azeglio di Torino.
1926
Iscrizione all'Università
Si iscrive alla Facoltà di lettere presso l'Università di Torino.
1930
Laurea
Si laurea con una tesi su Walt Whitman con Ferdinando Neri .
1930
Morte della madre, Novembre
La madre Consolina muore.
1931
Prima traduzione
Viene stampata a Firenze la sua prima traduzione: "Il nostro signor Wrenn" di Sinclair Lewis.
1932
Traduzione del "Moby Dick"
Per un compenso di 1000 lire traduce il Moby Dick di Melville.
1933
Collaborazione con Einaudi
Il suo caro amico Giulio Einaudi fonda la casa editrice, Pavese collabora sin dagli inizi.
1934
Nomina a direttore de "La cultura"
Viene nominato, in sostituzione di Leone Ginzburg arrestato per attività sovversiva, direttore della rivista "La Cultura" rilevata da Giulio Einaudi.
1935
Arresto e confino, 15 maggio
In seguito al ritrovamento di lettere compromettenti sul piano politico, che pure non erano sue ma di Tina Pizzardo, con cui ha una relazione, viene accusato di antifascismo e condannato a tre anni di confino a Brancaleone Calabro.
1936
Rientro a Torino, 19 marzo
Dopo la riduzione della condanna, in seguito a una richiesta della grazia, torna a Torino. Scopre che Tina Pizzardo sta per sposare un altro uomo.
1936
Pubblica "Lavorare Stanca", 1936
"Lavorare stanca", che racchiude poesie scritte tra il 1931 e il 1935, viene pubblicato a Firenze per l'edizione di "Solaria".
1940
Incontro con Fernanda Pivano, 1940
Incontra una sua ex allieva presso il liceo d'Azeglio, Fernanda Pivano. In seguito la chiederà in sposa ma verrà rifiutato.
1941
Pubblica "Paesi tuoi", Maggio
Esce "Paesi tuoi", romanzo scritto tra giugno e agosto del 1939.
1943
Seconda edizione di "Lavorare Stanca"
La seconda edizione, pubblicata da Einaudi, comprende anche le poesie scritte fino al 1940.
1945
Iscrizione al Partito Comunista
Si iscrive al Partito comunista e comincia a collaborare con "L'Unità".
1946
Esce "Feria d'agosto", Novembre
Dopo circa un anno di lavoro a Roma, torna a Torino e pubblica "Feria d'agosto" .
1947
Pubblica " Dialoghi con Leucó"
Vengono pubblicati i "Dialoghi con Leucó", composti tra il '45 e il '47.
1950
Incontro con Costance Dowling, Gennaio
Conosce l'attrice Costance Dowling cui dedicherà "La luna e i falò". Si tratta però dell'ennesima delusione amorosa.
1950
Pubblicazione de "La luna e i falò", Aprile
Esce per Einaudi "La luna e i falò", composto tra il settembre e il novembre del 1949.
1950
Premio Strega, Giugno
"La bella estate" , pubblicato nel novembre del 1949, vince il Premio Strega.
1950
Suicidio, 26 Agosto
La notte tra il 26 e il 27 Agosto si toglie la vita in un albergo nei pressi della stazione di Torino ingerendo una forte dose di barbiturici.
1951
Pubblicazioni postume
Vengono pubblicati, postumi, "Verrà la morte e avrà i tuoi occhi" e "La letteratura americana e altri saggi".
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