i classici italiani
Eugenio Montale
Introduzione
Biografia
Voci Enciclopediche
Bibliografia
Luoghi e Cronologia

Premio Nobel per la letteratura nel 1975, Montale è poeta imprescindibile del Novecento europeo, forse la più autorevole voce della letteratura italiana moderna. Cantore dell’indeciso e dell’indecidibile destino umano su questa terra, egli vive la poesia come porta verso la rivelazione della Verità. Un’epifania impossibile però, ché di continuo sfugge dalle mani dell’uomo, scivolando via ad ogni tentativo di afferrarla.

Carlo Ossola individua senso e luogo della poetica di Montale proprio in questa sorta di limbo esistenziale, nell’attesa prolungata all’infinito di un’intuizione metafisica riguardo all’esistenza che, già subito, si è consapevoli di non poter mai raggiungere. Metafisica dell’attesa dunque, in versi che trasformano l’incertezza e la perplessità davanti al destino nell’unica condizione possibile per l’uomo: l’esigenza viene posta al di sopra del risultato, la ricerca della Verità prima della Verità stessa, perché "non c’è scelta, l’uomo è determinato da qualcosa che lo precede e lo supera".

Nella seconda parte della lezione, Rosetta Loy ravvisa in un certo tono nostalgico e rassegnato la sfumatura più coinvolgente dello stile compositivo montaliano: egli è capace di ricreare perfettamente quel "senso di smarrimento e impotenza" che pervade l’uomo davanti a tutti gli oggetti che si amano e a quelle soglie che si vorrebbero varcare, e che invece continuamente si è destinati a perdere e veder svanire.

Se in Italia Vittorio Sereni è colui che più d’ogni altro ha raccolto la lezione dell’autore genovese, in Europa Montale va senza dubbio letto nell’ambito dell’Esistenzialismo. E la parabola d’inesausta ricerca e puntuale caduta tracciata in Ossi di seppia, Le occasioni, Finisterre, Satura, trova perfetta corrispondenza nel mito di Sisifo, nelle due versioni di Camus e Caillois.

Il destino di Sisifo, condannato all’inutile fatica di spingere la pietra in cima alla montagna per poi ogni volta vederla rotolare di nuovo a valle, descrive il nostro destino di uomini. Non è per essere trovata che la Verità va inseguita: dell’epifania non c’è bisogno, c’è bisogno invece di "farsi i muscoli", essere comunque pronti a una rivelazione che può infine palesarsi all’orizzonte del cielo, del "più in là", solo per "crescita di buio".

Montale, Eugenio. - Poeta italiano (Genova 1896 - Milano 1981). Tra i massimi poeti italiani del Novecento, già dalla prima raccolta (Ossi di seppia, 1925; ed. defin. 1931) fissò i termini di una poetica del negativo in cui il "male di vivere"  si esprime attraverso la corrosione dell'Io lirico tradizionale e del suo linguaggio. Questa poetica viene approfondita nelle Occasioni (1939), dove alla riflessione sul male di vivere subentra una 'poetica dell'oggetto': il poeta concentra la sua attenzione su oggetti e immagini nitide e ben definite che spesso provengono dal ricordo, tanto da presentarsi come rivelazioni momentanee destinate a svanire. M. ricercò una densità e un'evidenza simbolica del linguaggio, portando a perfezione lo stile alto novecentesco, dove i termini rari o preziosi si adeguano a esprimere l'irripetibile singolarità dell'esperienza.
Vita e opere. Dopo aver seguito studi tecnici, si dedicò per alcuni anni allo studio del canto. Chiamato alle armi (1917-19), prese parte alla prima guerra mondiale come sottotenente di fanteria. Legato ai circoli intellettuali genovesi, dal 1920 ebbe rapporti anche con l'ambiente torinese, collaborando al Baretti di P. Gobetti. Trasferitosi a Firenze (1927), dove frequentò il caffè delle Giubbe Rosse e fu vicino agli intellettuali di Solaria, dal 1929 fu direttore del Gabinetto scientifico-letterario Vieusseux, incarico da cui fu rimosso nel 1938 perché non iscritto al Partito fascista (nel 1925 aveva aderito al Manifesto degli intellettuali antifascisti di B. Croce). Svolse allora un'intensa attività di traduttore, soprattutto dall'inglese (da ricordare il suo contributo all'antologia Americana di E. Vittorini, 1942). Iscritto per breve tempo al Partito d'azione, collaborò con Bonsanti alla fondazione del quindicinale Il Mondo di Firenze (1945-46). Nel 1948 si trasferì a Milano come redattore del Corriere della sera, occupandosi specialmente di critica letteraria (e di quella musicale sul Corriere d'informazione). Importanti riconoscimenti gli giunsero con la nomina a senatore a vita (1967) e il premio Nobel per la letteratura (1975).
Con la sua prima raccolta di poesie (la già citata Ossi di seppia, pubblicata a Torino da Gobetti,) M. fissò i termini, che sarebbero divenuti popolari, di una filosofia scettica e pessimista in cui il "male di vivere" discende infallibilmente dalla inaccessibilità di ogni trascendenza. Nelle due raccolte successive che probabilmente costituiscono il risultato più alto della poesia di M. (Le occasioni, il cui primo nucleo è costituito da La casa dei doganieri e altri versi, 1932; La bufera e altro, 1956, che include anche i versi di Finisterre, 1943), a un approfondirsi della crisi personale, cui non furono estranei i drammatici avvenimenti dell'epoca, corrispondeva la ricerca di una densità simbolica e di un'evidenza nuove del linguaggio, con la rinuncia a quanto di impressionistico e ingenuamente comunicativo sopravviveva negli Ossi (nei loro modi di ascendenza pascoliana-crepuscolare, e vociana-ligure secondo la linea Sbarbaro-Roccatagliata Ceccardi) e con il coraggioso riconoscimento della inevitabile parzialità della rappresentazione e della inaccessibile privatezza dei referenti.
Prendeva forma così quella peculiare interpretazione montaliana della lezione simbolista (per la quale si è parlato di "correlativo oggettivo" e il suo nome è stato accostato a quello di Th. S. Eliot), che è altresì all'origine dello stile illustre novecentesco proprio da M. portato a perfezione: una sorta di classicismo virtuale, in cui il poeta riesce a fornire un equivalente (e non un'imitazione) delle forme chiuse e della precisa definizione dell'enunciato, proprie della tradizione, e a far convivere l'aulico e il prosaico in un processo di scambio delle rispettive funzioni, dove i termini rari o preziosi naturalmente si adeguano a esprimere l'irripetibile singolarità dell'esperienza così come le parole del linguaggio quotidiano e "parlato" si caricano di un più inquieto rapporto con le semplici cose da esse designate. L'ultimo tempo della poesia montaliana, inaspettatamente fecondo e cordiale, prende l'avvio da Satura (1971), in cui confluiscono anche, con altre successive, le liriche del volumetto Xenia (1966), scritte per la morte della moglie Drusilla Tanzi, e prosegue, come un'ininterrotta rivelazione, attraverso Diario del '71 e del '72 (1973), Quaderno di quattro anni (1977) e Altri versi (1981), una raccolta quest'ultima già anticipata nell'ed. critica complessiva, L'opera in versi (a cura di M. Bettarini e G. Contini, 1980), che comprende anche il Quaderno di traduzioni (1948; ed. accr. 1975), con versioni poetiche da Shakespeare, Hopkins, Joyce, Eliot, ecc., e offre una sezione di Poesie disperse edite e inedite.
Ma proprio la finale correzione di tiro compiuta da M., con l'esplicitezza dei riferimenti alla società contemporanea, la passione militante delle prese di posizione e l'ammirevole stile colloquiale degli ultimi libri, autorizza una lettura unitaria di tutto il suo percorso, evidenziandone, sia pure in una sorta di esagerazione didattica, l'aspirazione di fondo a far uscire la poesia fuori di sé, nella direzione di una ritrovata pertinenza e concretezza. Alla sua lunga attività pubblicistica e giornalistica si devono gli altri libri di M.: dai "bozzetti, elzevirini, culs-de-lampe" riuniti sotto il titolo Farfalla di Dinard (1956; edd. accr. 1960 e 1969) alle prose di viaggio di Fuori di casa (1969), dalle prose saggistiche di Auto da fé (1966) e di Nel nostro tempo (1972) a quelle riunite in Sulla poesia (1976). Accanto al critico letterario, cui si deve fra l'altro il "lancio" italiano di Svevo (sulla rivista L'esame, 1925), va ricordato il critico musicale di Prime alla Scala (1981). Postumi sono apparsi un volume Sulla prosa (1982), le note del Quaderno genovese (1983), risalenti al 1917, il Diario postumo, prima parte: 30 poesie (1991), a cura di A. Cima. Dell'epistolario si hanno edd. parziali, tra cui quella del carteggio con Svevo (1976); dei Mottetti, che costituiscono la 2ª parte delle Occasioni, D. Isella ha curato un'ed. separata con commento (1980); una Concordanza di tutte le poesie di E. M. è stata pubblicata da G. Savoca (2 voll., 1987).
Termine Fonte
Eugenio Montale Enciclopedie on line
Baudelaire, Charles Enciclopedie on line
Camus, Albert Enciclopedie on line
critica Enciclopedie on line
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Solaria Enciclopedie on line
trascendenza Enciclopedie on line
Ungaretti, Giuseppe Enciclopedie on line
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Vieusseux, Giovan Pietro Enciclopedie on line
Vittorini, Elio Enciclopedie on line
Autore Titolo Edizione
Arvigo, Tiziana Guida alla lettura di Montale. Ossi di seppia, Roma, Carocci, 2003
Atti del Seminario sul Diario postumo di Eugenio Montale (Lugano, 24-26 ottobre 1997) Milano, All'insegna del pesce d'oro, 1998
Barile, Laura, Adorate mie larve. Montale e la poesia anglosassone, Bologna, Il Mulino, 1990
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Bellini, Giovanna, Montale e la poesia contemporanea, Roma, Laterza, 1996
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Bertoni, Alberto – Sisco, Jonathan, Montale vs. Ungaretti. Introduzione alla lettura di due modelli di poesia del Novecento, Roma, Carocci, 2003
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dolcezza (Una) inquieta. L'universo poetico di Eugenio Montale, catalogo della mostra (Genova, 14 febbraio-20 aprile 1996 - Milano, 16 maggio-30 giugno 1996), a cura di Giuseppe Marcenaro e Piero Boragina, Milano, Electa, 1996
Eugenio Montale, a cura di Annalisa Cima e Cesare Segre, Milano, Bompiani, 1996
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Lettere da casa Montale, 1908-1938, a cura di Zaira Zuffetti, Milano, Ancora, 2006.
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Montale, Eugenio, L'arte di leggere. Una conversazione svizzera, a cura di Claudio Origoni e Maria Grazia Rabiolo, Novara, Interlinea, 1998
Montale, Eugenio, La casa sul Magra e altri passaggi montaliani, commento di Simona Morando, Bocca di Magra, Ameglia, Capannina, 1996
Montale, Eugenio, Ossi di seppia; Le occasioni; La bufera e altro; Satura, Milano, RCS Quotidiani, 2007
Ott, Christine, Montale e la parola riflessa. Dal disincanto linguistico degli Ossi attraverso le incarnazioni poetiche della Bufera alla lirica decostruttiva dei Diari, Milano, F. Angeli, 2006.
Pasquini, Emilio, La memoria culturale nella poesia di Eugenio Montale, Modena, Mucchi, 1991
Rossi, Luca Carlo, Montale e l'orrido repertorio operistico. Presenze, echi, cronache del melodramma tra versi e prose, Bergamo, Sestante, 2007
Rotelli, Marco Nereo, Luoghi della poesia, Ravenna, D. Montanari, 1996
Rovegno, Enrico Per entrar nel buio. Lettura di Finisterre di Eugenio Montale, Genova, ECIG, 1994
Scaffai, Niccolò, Montale e il libro di poesia. Ossi di seppia, Le occasioni, La bufera e altro, Lucca, M. Pacini Fazzi, 2002.
Scarpati, Claudio, Invito alla lettura di Eugenio Montale, Milano, Mursia, 2002
Scarpati, Claudio, Sulla cultura di Montale. Tre conversazioni, Milano, Vita e pensiero, 1997
Scrivano, Riccardo, Metafore e miti di Eugenio Montale, Napoli, Edizioni scientifiche italiane, 1997
secolo (Il) di Montale. Genova 1896-1996, a cura della Fondazione Mario Novaro, Bologna, Il mulino, 1998
I Luoghi di Montale
> Italia
> Svizzera
Cronologia
1896
Nacita, 12 ottobre
Nasce a Genova. E' il sesto figlio di Domenico, proprietario di una ditta di vernici, e di Giuseppina Ricci.
1915
Diploma
Si diploma come ragioniere e studia canto.
1916
Prima poesia
Scrive la prima poesia che sarà pubblicata: "Meriggiare pallido e assorto".
1917
Quaderno Genovese
Scrive "Quaderno genovese", un diario. Va alla scuola militare di Parma.
1918
Guerra
Parte per la guerra.
1922
Accordi
Pubblica la serie poetica "Accordi", sulla rivista "Primo tempo".
1925
Ossi di seppia
"Ossi di seppia" è la sua prima opera poetica pubblicata. L'editore è Piero Gobetti.
1926
Svevo
Grazie anche agli articoli di Montale esplode il successo di Italo Svevo.
1927
Firenze
Va a Firenze come redattore presso la casa editrice Bemporad.
1928
Esce la seconda edizione di "Ossi di seppia", mentre la poesia "Arsenio" viene pubblicata su "The criterion", rivista di T.S Eliot.
1929
E' nominato direttore del Gabinetto Vieusseux. Collabora con "Solaria".
1933
Irma Brandeis
Conosce Irma Brandeis, cui dedicherà "Le occasioni".
1938
Viene cacciato dal Gabinetto Vieusseux perché non iscritto al partito fascista.
1939
Drusilla Tanzi/ Le occasioni
Va a vivere con Drusilla Tanzi. Einaudi pubblica il suo secondo libro poetico: "Le occasioni".
1943
Finisterre
A Lugano esce "Finisterre", che verrà inserito in "La bufera e altro".
1944
Rischia la vita per proteggere Saba, Carlo Levi e altri Ebrei dai rastrellamenti fascisti e nazisti.
1945
E' membro del Comitato di Liberazione Nazionale antifascista. Fonda il quindicinale "Il mondo", con Bonsanti.
1948
Corriere della Sera
Lavora come collaboratore al "Corriere della Sera".
1954-64
Silenzio poetico
Decennio del silenzio poetico.
1956
La bufera e altro
Pubblica con Neri Pozza il terzo libro poetico: "La bufera e altro". Escono sempre presso lo stesso editore le prose narrative di "Farfalla di Dinard".
1962
Sposa Drusilla Tanzi
Nozze con Drusilla Tanzi.
1963
Morte della moglie
Muore Drusilla.
1964
Riprende a comporre versi in memoria della moglie.
1965
Dante
Legge a Firenze l'articolo "Dante ieri e oggi" che apre il Congresso Internazionale di Studi Danteschi.
1966
Auto da fé
Pubblica "Auto da fé", silloge di prose saggistiche. Pubblica "Xenia", poesie per la moglie, che verranno poi inserite in "Satura".
1967
Senatore a vita
Per meriti culturali è nominato senatore a vita a Cambridge invece riceve la Laurea Honoris Causae.
1969
Fuori di casa
I reportage giornalistici degli ultimi anni sono raccolti in "Fuori di casa".
1971
Satura
E' l'anno di "Satura", quarto libro poetico.
1973
Diario del '71 e del '72
Per Mondadori esce " Diario del '71 e del '72.
1975
Premio Nobel
Riceve il Premio Nobel per la Letteratura, e pronuncia durante la premiazione il discorso "E' ancora possibile la poesia?"
1976
Sulla poesia
Sempre per Mondadori escono i suoi interventi critici "Sulla poesia".
1977
Quaderno di quattro anni
Esce "Quaderno di quattro anni", che raccoglie i versi scritti dal 1973.
1980
L'opera in versi
Gianfranco Contini e Rosanna Bettarini curano la pubblicazione dell'edizione critica di "L'opera in versi" che comprende anche l'ultima opera "Altri versi".
1981
Morte, 12 settembre
Muore il 12 Settembre a Milano, due giorni dopo saranno celebrati i funerali di Stato.
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