i classici italiani
Tommaso Landolfi
Introduzione
Biografia
Voci Enciclopediche
Bibliografia
Luoghi e Cronologia

Nato a Pico da una famiglia di antichissima nobiltà, amato morbosamente dalla madre morta molto giovane, Tommaso Landolfi a soli nove anni scrive al padre: “Voglio diventare uno scrittore di libri” e si firma “Tommasino poeta”. Spiccatamente dotato per le lingue, Landolfi si laurea in letteratura russa a Firenze con una tesi sulla poetessa, allora vivente, Anna Achmatova. Scrittore assai stimato anche dai contemporanei, soprattutto agli inizi della sua carriera, scrive di lui Italo Calvino: «Il rapporto di Landolfi con la letteratura come con l'esistenza è sempre duplice: è il gesto di chi impegna tutto se stesso in ciò che fa e nello stesso tempo il gesto di chi butta via».
Opere e vita di Tommaso Landolfi sono profondamente segnate dalla passione per il gioco d’azzardo: “Sia lode al gioco, la più alta attività dello spirito umano”, afferma lo scrittore. Le città si dividono in città con o senza casinò mentre gioco e perdita, costanti della sua esistenza, diventano metafora della letteratura. Per Landolfi è scrittore chi sa di fallire, chi è in grado di accettare un destino di sconfitta. Perfettamente in grado di nascondere i buoni sentimenti, fu arrestato per antifascismo e definì “bellissimo” il periodo della prigionia.
Introducendoci all’opera di Tommaso Landolfi, nella prima lezione la poetessa Antonella Anedda evidenzia come alcune costanti della sua scrittura, la ricerca della sgradevolezza e dell’impurità, il sarcasmo e lo stile tragico e surreale, emergano già nel primo romanzo Dialogo dei massimi sistemi. Una scrittura contraddistinta dall’ironia e da una patina di aristocratica indifferenza, ma soprattutto segnata dall’attenzione alla parola e dal gioco con la lingua. Un’opera caratterizzata dalla vicinanza al fantastico e dalla forte presenza delle bestie, degli animali: basti pensare ai ragni o a Il mar delle blatte o ancora alla capra de La pietra lunare, che Andrea Zanzotto definì come “uno dei punti di riferimento più radiosi del nostro Novecento letterario”.
Con una definizione assai autoreferenziale Tommaso Landolfi scrive a proposito di Gogol’: “Gogol’ come tutti i russi aveva la passione di buttar cose importanti nel fuoco”. Fortemente influenzato nella sua produzione dalla letteratura russa, Landolfi ne fu un grandissimo traduttore: Gogol’, Puškin,, Dostoevskij, Tolstoj, Čechov. A questa attività dello scrittore è dedicata la seconda lezione: Landolfi diventa traduttore di se stesso, scrittura e traduzione si mescolano in un’opera di trasposizione in cui l’autore ritrova parte di sé. Contrario a un’interpretazione a senso unico della letteratura russa e propenso verso un’interpretazione di tipo sentimentale, vede in Gogol un cantore del nulla e si scaglia contro il tema della denuncia sociale. Emblematiche in tal senso le parole dell’Introduzione a i racconti di Pietroburgo in riferimento alla produzione letteraria di Gogol’: “Essa riflette la pallida disperazione non la fede necessaria alle accuse o alla pietà”.

Landòlfi, Tommaso. - Scrittore italiano (Pico, Frosinone, 1908 - Roma 1979). I suoi racconti (Dialogo dei massimi sistemi, 1937; La pietra lunare, 1939; Le due zitelle, 1946; Racconto d'autunno, 1948; La bière du pêcheur, 1953; Ottavio di Saint-Vincent, 1958; Se non la realtà, 1960; Racconti, 1961, raccolta di parecchi dei precedenti; In società, 1962; Rien va, 1963; Tre racconti, 1964; Des mois, 1967; Faust 67, 1969; Le labrene, 1973; A caso, 1975; ecc.) sono fantasie e capricci nei quali l'estro, l'umore si accompagnano a una strenua casistica e i motivi lirici nascono da una riflessione critica sul reale, da un gusto formatosi all'incrocio di diverse letterature (L. è stato fra l'altro un ottimo traduttore: Racconti russi dei maggiori scrittori, 1960). E se dalla narrativa tradizionale derivano certe mosse o cadenze, è per quel piacere dell'intelligenza che è alla loro radice, e che della letteratura si serve (come si serve del vocabolo cruschevole e della grafia inusitata, in un contesto peraltro di esemplare nitidezza) per ironizzare o demistificare il mondo borghese, e quanto di esso può esservi nella propria biografia, e per evocare in sua vece un mondo immaginario, allucinato, surreale, in cui si avverte come l'annuncio di una libera moralità. È anche autore di versi, tra cui: Viola di morte, 1973; Il tradimento, 1977. Nel centenario della nascita è stato pubblicato il saggio critico di C. Terrile L'arte del possibile. Ethos e poetica nell'opera di Tommaso Landolfi (2008), in cui viene approfonditamente analizzata quella "filosofia del possibile" che attraversa per intero l'opera letteraria di L. in un progressivo venire meno di ogni senso di realtà.
Termine Fonte
Tommaso Landolfi Enciclopedie on line
Landolfi Tommaso Dizionario Biografico degli Italiani
Achmatova Anna Enciclopedie on line
Balzac Honoré de Enciclopedie on line
Beckett Samuel Enciclopedie on line
Bo Carlo Enciclopedie on line
Calvino Italo Dizionario Biografico degli Italiani
Čechov, Anton Pavlovič Enciclopedie on line
Cervantes Saavedra, Miguel de Enciclopedie on line
Dostoevskij, Fëdor Michajlovič Enciclopedie on line
Gogol', Nikolaj Vasil´evič Enciclopedie on line
Grimm Jacob Ludwig Karl Enciclopedie on line
Grimm Wilhelm Karl Enciclopedie on line
Hofmannsthal Hugo von Enciclopedie on line
Kafka Franz Enciclopedie on line
Leskov, Nicolaj Semënovič
Luzi Mario Enciclopedie on line
Maupassant Guy de Enciclopedie on line
Mérimée Prosper Enciclopedie on line
Montale Eugenio Enciclopedie on line
Novalis Enciclopedie on line
Ortese Anna Maria Dizionario Biografico degli Italiani
Poe Edgar Allan Enciclopedie on line
Puskin, Aleksandr Sergeevic Enciclopedie on line
Savinio Alberto Enciclopedie on line
Zanzotto Andrea Enciclopedie on line
Autore Titolo Edizione
Battaglia, Salvatore L’arte lusoria di Tommaso Landolfi, in: Occasioni critiche, p. 225-230
Bazzocchi Marco Antonio (a c.di) Tommaso Landolfi
Bernabò, Graziella Invito alla lettura di Tommaso Landolfi
Bo Carlo (a c.di) Tommaso Landolfi
Calvino, Italo L’esattezza e il caso, in : Tommaso Landolfi, Le più belle pagine, p. 529-545
Capek Habekovic, Romana Tommaso Landolfi’s grotesque images
Carlino, Marcello Landolfi e il fantastico
Ceni, Alessandro La soprarealtà di Tommaso Landolfi
Cirillo Silvana (a c.d.) Cento anni di Landolfi. Atti del Convegno (Roma, 7-8 maggio 2008)
Cortellessa Andrea (a c.di) Scuole segrete. Il Novecento italiano e Tommaso Landolfi
Diario perpetuo. Bollettino del Centro Studi Landolfiani
Dolfi Anna e Maria Carla Papini (a c.di) Il teatro di Landolfi. Atti della giornata di studio (Firenze 12 dicembre 2008)
Ferraris Denis (a c.di) Tommaso Landolfi, in: Chroniques italiennes. Numéro spécial
Fusco, Mario Chemins du désespoir. Essai sur Tommaso Landolfi
Ghetti Abruzzi, Giovanna L’enigma Landolfi
Landolfi Idolina (a c.d.) La liquida vertigine. Atti delle Giornate di studio su Tommaso Landolfi (Prato, Convitto Nazionale Cicognini, 5-6 febbraio 1999)
Landolfi Idolina (a c.d.) Le lunazioni del cuore. Saggi su Tommaso Landolfi
Landolfi Idolina e Ernestina Pellegrini (a c.di) Gli altrove di Tommaso Landolfi. Atti del convegno di studi (Firenze, 4-5 dicembre 2001)
Macrì, Oreste Tommaso Landolfi narratore, poeta, critico, artefice della lingua
Momigliano, Dario Eros, logos e divina inconcludenza nella poesia di Tommaso Landolfi
Montesano, Giuseppe Rassegna degli studi critici su Tommaso Landolfi in: Critica Letteraria, 1982, n. 4, p. 593-599.
Pala, Valeria Tommaso Landolfi traduttore di Gogol
Pandini, Giancarlo Tommaso Landolfi
Pezzotta, Alberto Ritratti critici di contemporanei. Tommaso Landolfi, in: Belfagor, XLVIII, 5, 30 settembre 1993, pp. 543-558
Romagnoli Sergio (a c.di) Una giornata per Landolfi. Atti del convegno (Firenze 26 marzo 1979)
Sacchettini, Rodolfo L’oscuro rovescio. Previsione e pre-visione della morte nella narrativa di Tommaso Landolfi
Secchieri, Filippo L’artificio naturale. Landolfi e i teatri della scrittura
Tarcisio Tarquini Tarcisio (a c.d.) Landolfi libro per libro
Terrile, Cristina L’ arte del possibile. Ethos e poetica nell’opera di Tommaso Landolfi
Trama, Paolo Animali e fantasmi della scrittura. Saggi sulla zoopoetica di Tommaso Landolfi
Verdenelli Marcello e Eleonora Ercolani (a c.di) Tommaso Landolfi e il caleidoscopio delle forme. Atti della giornata di studio (Macerata, 23 ottobre 2008)
Verdenelli, Marcello Prove di voce. Tommaso Landolfi
Villiger Heilig, Barbara Leidenschaft des Spiels. Untersuchung zum werk Tommaso Landolfis
Zanzotto, Andrea Aure e disincanti nel Novecento letterario
Zanzotto, Andrea Nota introduttiva, in: Tommaso Landolfi, La pietra lunare
I Luoghi di Landolfi
> Germania
> Italia
Cronologia
1908
Nascita, 9 agosto

Tommaso Landolfi nasce a Pico, allora in provincia di Caserta oggi in provincia di Frosinone, da famiglia di antichissima nobiltà. I genitori sono cugini primi.

1910
Morte della madre, 24 maggio

La madre, Maria Gemma Nigro, morbosamente legata al figlio, muore improvvisamente. Tommaso ha solo due anni.

1919
Morte della cugina, 7 febbraio

La cugina Rosina, cui Tommaso era molto legato, muore a causa di un'epidemia di spagnola.

1919-1920
Collegio "Cicognini"

Frequenta il collegio Cicognini di Prato.

1920
Primi sonetti

Compone a soli 12 anni i primi sonetti firmandosi "Tommasino poeta" .

1920
Liceo "Mamiani", ottobre

si iscrive presso il liceo Mamiami di Roma che frequenterà per 3 anni.

1923-24
Liceo "Tasso"

Frequenta il liceo classico "Tasso" di Roma. In seguito tornerà al Liceo "Mamiami". Preparerà poi l'esame di maturità da privatista.

1926
Università a Roma, novembre

Si iscrive alla facoltà di Lettere di Roma.

1928
Università a Firenze, novembre

Si trasferisce a Firenze dove prosegue l'Università.

1932
Laurea, 17 novembre

Si laurea in ligua e letteratura russa presso l'Università di Firenze con una tesi sulla poetessa allora vivente Anna Achmatova.

1933
Il "caffè delle giubbe rosse"

Frequenta a Firenze "Il caffè delle giubbe rosse" dove conosce tra gli altri Mario Luzi.

1933
Berlino, estate

Si trasferisce per un breve periodo a Berlino

1934-1935
Roma

Torna a Roma.

1937
"Dialogo dei massimi sistemi", marzo

Viene pubblicato a Firenze "Dialogo dei massimi sistemi".

1939
"La pietra lunare", maggio

Esce per Vallecchi "La pietra lunare".

1939
"Il mar delle blatte e altre storie", estate

Esce la seconda raccolta di racconti intitolata "Il Mar delle blatte e altre storie".

1940
Firenze

Dopo aver vissuto tra Roma e Pico, torna a vivere a Firenze, in Piazza Santa Croce.

1941
Traduzione de " I racconti di San Pietroburgo"

Pubblica, ordinatagli da Leo Longanesi, per Rizzoli la traduzione de " I racconti di San Pietroburgo" di Gogol.

1942
"La spada", marzo

Pubblica la raccolta di racconti "La spada"

1943
Arresto e prigionia per antifascismo, 23 giugno-20 luglio

Accusato di aver intrattenuto conversazioni antifasciste fu detenuto, per meno di un mese, al carcere delle Murate. Definirà bellissimo il periodo della prigionia.

1946
"Le due zitelle"

il racconto "Le due zitelle" appare a puntate su "Il mondo".

1946
Vincita al gioco, fine

Vince una grande somma di denaro al gioco di azzardo, sua passione da sempre, che gli permette di riassettare le proprie finanze.

1950
"Cancroregina"

Pubblica presso Vallecchi "Cancroregina".

1953
"La bière du pécheur"

Pubblica presso Vallecchi "La bière du pécheur".

1955
Matrimonio, 3 novembre

Si sposa con una giovanissima ragazza di Pico, Marisa Fortini. Avranno due figli.

1958
Nascita della figlia, 19 maggio

Nasce la prima figlia, Maria, detta Idolina. Diventerà la principale curatrice delle opere del padre. È morta il 27 giugno 2008.

1961
"Scene dalla vita di Cagliostro", 14 maggio

Il testo, commissionatogli dalla R.A.I., va in onda nell'edizione televisiva. Tra gli interpreti Giorgio Albertazzi

1961
"Racconti", giugno

Escono per Vallecchi i "Racconti", quasi un'opera omnia.

1961
Nascita del figlio, 6 dicembre

Nasce il secondo figlio Landolfo, detto Tommaso .

1963
"Rien va", aprile

Pubblica, per Vallecchi "Rien va".

1966
"Racconti impossibili", marzo

Pubblica per Vallecchi " Racconti impossibili".

1972
Morte del padre, 27 febbraio

Il padre muore dopo una breve malattia.

1972
"Viola di morte", marzo

Pubblica per Vallecchi, è l'ultimo volume vallecchiano, "Viola di morte".

1975
"A caso", febbraio

Pubblica con Rizzoli "A caso" .

1975
Premio Strega, estate

Vince il Premio Strega con " A caso" .

1979
Morte, 8 luglio

Muore a Ronciglione a causa di un enfisema polmonare. È sepolto a Pico nella cappella di famiglia.

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