01 agosto 2016

A Firenze in mostra Botticelli e Ridolfo del Ghirlandaio

Dal 26 luglio al 30 ottobre a Firenze nel refettorio di Villa La Quiete saranno esposte sette opere, tra le quali l’Incoronazione della Vergine e santi di Botticelli e bottega, lo Sposalizio mistico di Santa Caterina di Ridolfo del Ghirlandaio e un crocifisso di Baccio da Montelupo. L’esposizione sarà solo temporanea, ma costituisce la prima tappa verso l’apertura e la valorizzazione dell’importante collezione di capolavori presenti nell’edificio, che dovrebbe avvenire entro la primavera del 2017.

La Villa, che deve il suo nome ad un affresco denominato La Quiete che domina i venti di Giovanni da San Giovanni, durante il ‘600 insieme al Convento di San Jacopo di Ripoli faceva parte del complesso dell’ordine laico delle Montalve, fondato da Eleonora Ramirez de Montalvo e dedicato all’educazione delle giovani nobili. Si trova nella collina di Castello, nelle vicinanze di Firenze, località molto amata dai Medici che possedevano alcune tra le più belle ville della zona, come Villa Careggi o Villa della Petraia. Ora è di proprietà della Regione Toscana, che in collaborazione con il Sistema Museale dell’Università di Firenze, e in seguito al restauro dell’edificio e alla sistemazione delle stanze dell’Elettrice Palatina, intende aprirla permanentemente al pubblico e ridare lustro ai grandi capolavori che in essa sono custoditi.

Il rettore dell’Università di Firenze Luigi Dei commenta così l’iniziativa: “Con la decisione di creare un percorso museale per valorizzare l’ingente patrimonio culturale presente nella Villa abbiamo voluto riaffermare, di comune accordo con la Regione, il principio dell’indissolubilità e dell’integrità della risorsa pubblica, che deve essere patrimonio dell’intera collettività. Si tratta anche di un gesto di gratitudine verso le figure femminili che hanno animato questo luogo, in particolare Eleonora Ramirez de Montalvo, la fondatrice delle Montalve, e l’Elettrice Palatina, protettrice dell’ordine religioso e figura fondamentale nella storia culturale di Firenze”.

 


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