29 luglio 2016

A Napoli torna l’arte contemporanea

In questi giorni al Museo di Capodimonte di Napoli riapre la sezione di Arte Contemporanea. Nella sala dedicata a Graziella Leonardi Buontempo finalmente, si potrà rivedere la bellissima opera di Andy Warhol, Vesuvius, nonché 90 capolavori di autori nazionali e internazionali che vanno da Burri a Pistoletto, da Merz a Sol LeWitt e Kounellis. La collezione non è più visitabile solamente su prenotazione, come avveniva in passato, ma d’ora in poi è aperta tutti i giorni con il solo pagamento del biglietto.

Sylvain Bellenger, nuovo direttore del museo, ritiene “la sezione del contemporaneo, una parte strutturale e fondamentale del museo, in dialogo con le altre opere presenti e il parco” … "Presto ci saranno altre importanti novità che intendono dare di Capodimonte un’immagine globale del museo e del parco, e della storia dell’arte, in un costante e proficuo rapporto che va di là dalle epoche e dei contesti”. 

Per questa occasione inoltre, ad arricchire la collezione permanente, è stata data in prestito dalla galleria tedesca Karsten Greve un’opera di CyTwombly dal titolo Io e Zeus del 1963.

Questa iniziativa del Museo di Capodimonte va ad affiancarsiad altri progetti nel segno di un ritrovato rapporto tra l’Arte Contemporanea e la città di Napoli.

Ad esempio il Museo Archeologico Nazionale, dal 20 maggio al 18 luglio, ha ospitato una mostra dal titolo Codex del fotografo Antonio Biasucci, il quale ha proposto un’installazione composta da una grande serie di fotografie rappresentanti i voluminosi faldoni dell’Archivio Storico del Banco di Napoli. Ha voluto così trasporli in un contesto molto diverso in modo che questi perdessero il loro valore oggettivo per acquisirne uno più propriamente scultoreo.

Sempre in questo museo, dal 24 luglio al 31 Agosto, è appena iniziata la mostra Pontifex Maximus dell’artista russo Alexey Morosov (1974), curata da Alessandro Romanini. La mostra raccoglie trenta opere concepite appositamente per il Museo Archeologico di Napoli. Ciò che interessa Morosov in questa retrospettiva è il concetto di “ponte” tra passato e presente, tra Arte Classica e Arte Contemporanea e offrire al pubblico una serie di sculture che uniscano in un’unica opera elementi classici a elementi più moderni.

In questo stesso periodo il Comune di Napoli, con la collaborazione della Galleria Monteoliveto e con l’Associazione “Vesuviani in Cammino”, ha messo a disposizione di ventidue artiste, quasi tutte straniere, la Sala delle Terrazze a Castel dell’Ovo. In questo contesto sono state proposte al pubblico le loro opere e la loro personale lettura della città di Napoli.

 


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