17 luglio 2014

A Parigi va in mostra l'Expo

di Valentina Gosetti

L’Expo, l’Expo, l’Expo… Ormai da qualche anno Milano è in gran fermento (e in gran polemica) per l’Esposizione Universale del 2015 che durerà ben 184 giorni (dal primo maggio al 31 ottobre 2015) e si estenderà su una superficie di un milione di metri quadri.

Stando al sito ufficiale dell’ Expo Milano 2015 , l’evento avrà “caratteristiche inedite e innovative” tutte legate al tema principale “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”. In altre parole sarà un’Esposizione Universale all’insegna della sostenibilità e del rispetto del pianeta, che si porrà come obiettivo principale quello di inaugurare un reale e dinamico dibattito sul tema del nutrimento dell’uomo e della Terra, toccando argomenti quali la biodiversità, la sicurezza alimentare e l’educazione alimentare. E voi siete fra i curiosi? Vi sentite entusiasti per gli oltre 20 milioni di visitatori previsti? Non vedete l’ora? Oppure siete fra i polemici e vi state già lamentando per qualche scelta architettonica un po’ troppo ardita, un po’ come tutti quelli che odiavano la Torre Eiffel, costruita per l’Esposizione Universale del 1889? Qualsiasi sia la vostra reazione, sarà sicuramente una reazione di altri tempi, tutta roba già vista… Se non ci credete avete tempo fino al 17 agosto per recarvi al Petit Palais di Parigi – maestoso edificio costruito per l’Esposizione Universale del 1900 – per immergervi, appunto, nella magica atmosfera di “Paris 1900, La ville spectacle” (“Parigi 1900, La città spettacolo”), la bellissima esibizione dedicata a quel colossale evento che ha avuto luogo dal 14 aprile al 10 novembre 1900 e che ha attirato a Parigi più di 51 milioni di visitatori, un record assoluto: l’Esposizione Universale di Parigi del 1900. Il tema scelto per questa Esposizione parigina di inizio secolo era “bilan d’un siècle” (“bilancio di un secolo”), una celebrazione di una Francia stabile e repubblicana uscita più forte che mai da un Diciannovesimo secolo segnato da tumulti, insurrezioni, guerre, rivoluzioni, e dalla Comune di Parigi che aveva messo in ginocchio la capitale. Nel 1900 tutte le monarchie europee, anche quelle che si erano rifiutate di rendere onore alle Esposizioni Universali precedenti, si recano nella Parigi della Terza Repubblica, insieme ai fortunati visitatori e rendono omaggio a questa città che diventa, almeno per qualche mese, la capitale incontestata del mondo intero. Uno degli ambiziosi obiettivi dell’Esposizione Universale del 1900 è, infatti, quello di riassumere e presentare ai visitatori tutte le culture del mondo proprio nel cuore della capitale francese. Sulla rive gauche della Senna, per esempio, si susseguono uno dopo l’altro i maestosi padiglioni nazionali, veri e propri palazzi, come il padiglione della Serbia, quello della Bulgaria, o il Palazzo d’Italia. Vicino al Trocadero sfilano invece i padiglioni dedicati alle colonie francesi e alle colonie straniere, dove i visitatori sono spesso accolti da comparse in abiti locali. Varcando la soglia di un padiglione, si entra quindi in uno spazio esotico e in una terra lontana senza dover passare mesi in nave e rischiare un naufragio… Lo sforzo architettonico senza precedenti è dimostrato, e celebrato, da una stampa del Petit Journal che riepiloga, uno accanto all’altro, tutti i palazzi costruiti in occasione dell’Esposizione Universale del 1900, alcuni dei quali permangono ancora oggi, come il lussuoso Grand Palais che si erge di fronte al Petit Palais, vicino al notevole ponte Alessandro III. Ma la maggior parte di queste costruzioni non sono innalzate per durare e vengono demolite alla fine dell’evento come, ad esempio, il villaggio del “Vieux Paris” (“la Vecchia Parigi”), una Parigi medievaleggiante ricostruita per i più nostalgici, una sorta di Disneyland di altri tempi… Possiamo già capire come L’Esposizione di Parigi del 1900 dia del filo da torcere all’Expo Milano 2015, ma lo spettacolo non finisce qui... La Parigi del 1900 vuole proporsi al mondo come la capitale della modernità e della tecnologia, presentando palazzi come, ad esempio, il “Palais de l’Optique” con un telescopio di 120 metri per vedere la luna da vicino, come la non si era mai vista, o il “Globe Céleste” , dove i visitatori comodamente seduti in poltrona possono godersi una proiezione del sistema solare. E se pensate che il progresso scientifico sia sinonimo di noia vi sbagliate di grosso. Le recenti scoperte scientifiche giovano, infatti, sia i dotti sia i gaudenti perché, ad esempio, il diffondersi dell’illuminazione pubblica rende possibile la vita notturna e la Parigi del 1900 diventa la città del divertimento sfrenato, delle tentazioni proibite, delle feste e degli spettacoli più svariati. Dal teatro, al balletto, al cabaret, l’intrattenimento si addice a tutte le tasche e a tutti i gusti, più o meno raffinati. Ma soprattutto la Parigi del 1900 è la capitale incontestata dell’arte. Durante l’Esposizione Universale, il Gran Palais e il Petit Palais ospitano una straordinaria retrospettiva dell’arte francese al fine di mostrare al grande pubblico internazionale tutte le maggiori correnti artistiche del secolo appena passato, una retrospettiva all’insegna della diversità e dell’eclettismo. Ancora oggi, nelle sale della mostra “Paris 1900”, riconosciamo alcuni fra i movimenti artistici più celebrati della storia dell’arte, come l’ Impressionismo , il Naturalismo e l’arte Simbolista , vicino ad esempi di opere più accademiche e classicheggianti. Qui ritroviamo i nomi di artisti ormai illustri come Monet , Renoir ,   Cézanne e lo scultore Rodin . L’Esposizione Universale del 1900 non celebra solo il passato, ma guarda anche al futuro dell’arte e si fa vetrina di una nuova corrente artistica, la nascente Art nouveau che segna, forse, il vero inizio del design moderno. Nella bellissima sala dedicata a questo movimento, scopriamo, fra preziosi oggetti d’epoca ed altre curiosità, che l’acclamata attrice Sarah Bernhardt era anche una bravissima scultrice Art nouveau. Se tutto questo non bastasse, l’Esposizione Universale di Parigi del 1900 propone un’altra attrazione che potrà mettere Milano a dura prova: La Parisienne, la parigina, o meglio, le donne parigine. Persino nelle guide d’epoca dedicate all’Esposizione Universale, ad esempio nella guida Vingt jours à Paris pendant l’Exposition universelle de 1900 (Venti giorni a Parigi durante l’Esposizione universale del 1900), si invitano tutti i visitatori ad ammirare questo mito vivente, questa evanescente figura che si aggirava per la capitale con i suoi immancabili e raffinati stivaletti e, magari, con una bella veletta a coprire lo sguardo misterioso.  Che tutte le milanesi siano avvertite: le parigine del 1900, indipendentemente dalla classe sociale, erano donne elegantemente vestite, di buone maniere, con un comportamento consono ad ogni circostanza, sobrie e di gusto, donne che combinavano portamento signorile e modernità, insomma, erano la parola chic in persona.


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