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07 marzo 2018

Al via a Roma Feminism. Fiera dell’editoria delle donne

di Eugenia Romanelli

In un momento come quello che stiamo vivendo, in cui movimenti nazionali e internazionali, da #QuellaVoltaChe a #Metoo, portano sotto i riflettori le donne, ma anche la violenza, le molestie e gli abusi contro le donne, nasce a Roma Feminism. Fiera dell’editoria delle donne in Italia.

Il protagonismo femminile sembra inaugurare una nuova era delle nostre società, e forse l’evento-simbolo con cui può essere identificata è quel vestito nero con cui si sono presentate le attrici (e anche molti uomini in segno di solidarietà) alla 75a edizione dei Golden Globes, a sostegno delle vittime delle violenze denunciate in quello che è diventato lo “scandalo Weinstein”. Da Meryl Streep ad Asia Argento (che assicura la sua presenza alla fiera capitolina), una folla di donne, più o meno note, si è alzata in piedi in tutto il pianeta per dire basta. E mentre il termine femminismo è stato designato parola del 2017 dal prestigioso dizionario americano Merriam-Webster, e per la copertina della rivista più importante dell’anno il TIME ha scelto le attiviste di #Metoo, da Rose McGowan a Tarana Burke, il 2018 sembra promettere di passare alla storia come l’anno dell’empowerment delle donne, di tutte le donne.

Intanto, per l’appunto, alla Casa internazionale delle donne di Roma, dall’8 all’11 marzo, va in scena questa prima edizione di Feminism, forse mai come adesso “necessaria”: «Dove sono le donne? – spiegano le organizzatrici – Con questa maratona no-stop a base di libri, le voci delle donne si leveranno, insieme e diverse, come strumenti di un’orchestra: scrittrici, editrici, giornaliste, bibliotecarie, traduttrici, autrici ecc. per raccontare il mondo dal punto di vista femminile».

Per quattro giorni, l’ex Reclusorio per donne del Seicento, oggi a rischio di chiusura, ospiterà settanta stand di editrici o di editori con collane dedicate alle donne, come Donzelli, Empiria, E/O, Fandango, Luciana Tufani, ManifestoLibri, Meltemi, minimum fax, Nottetempo, Sinnos, Vanda ePublishing ecc., oltre a incontri, conferenze, performance, presentazioni, eventi. «L’intento principale – spiega Maria Palazzesi – è di mettere in evidenza, attraverso dei focus, tutti i passaggi della filiera del libro d’autrice: le scelte editoriali, la stesura del testo, la produzione, la promozione, la distribuzione e l’attività critica e divulgativa di testate specifiche, sia cartacee che on-line, avvalendosi di testimonianze e dibattiti. Del resto, siamo noi donne le maggiori consumatrici e lettrici di libri, fin da bambine».

Questa prima edizione vedrà la luce grazie al lavoro di Maria Palazzesi e Giovanna Olivieri dell’Associazione Archivia, Anna Maria Crispino della rivista Leggendaria, Marina Del Vecchio della Casa internazionale delle donne e Stefania Vulterini della collana “Sessismoerazzismo” di Ediesse edizioni, con Iacobelli editore e ODEI. Osservatorio Degli Editori Indipendenti come sostenitori. «L’obiettivo – spiega Marina Del Vecchio – è far emergere il libro come strumento principe per la crescita e la diffusione della coscienza culturale delle donne».

Dunque libri e non solo: il fittissimo calendario di eventi affronta temi storici e di estrema attualità come l’eco-femminismo, le testimonianze di detenute e agenti di polizia penitenziaria, l’emblematica storia delle donne nei manicomi dell’Italia fascista, le relazioni con le scrittrici migranti dal mondo arabo, il lesbismo e i diritti delle donne spiegati alle bambine. Nel diluvio di testimonianze, anche Maria Rosa Cutrufelli, Cecilia D’Elia, Ilaria Drago, Alessandra Pigliaru, Giorgia Serughetti, e Lidia Ravera che inaugurerà la Fiera.

Se da una parte le presentazioni di ManifestoLibri vedranno Asia Argento come madrina, l’evento forse più interessante è “Scum” di Valerie Solanas, pubblicato in America nel 1967 e per la prima volta tradotto integralmente in Italia da Vanda ePublishing. Stiamo parlando di un’artista d’avanguardia, rivoluzionaria e femminista, lesbica, prostituta e mendicante, stiamo parlando di colei che sparò a Andy Warhol, sì, ma anche di uno dei più interessanti “non luogo” nel canone letterario anglo-americano.


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