05 aprile 2016

Caravaggio full immersion

In effetti non sarebbe stato possibile chiamarla diversamente. Caravaggio Experience al Palazzo delle esposizioni di Roma non è in senso stretto una mostra – non è fisicamente presente nemmeno un dipinto dell’artista - ma per l’appunto una vera e propria ‘esperienza’, immersiva e multisensoriale, nell’universo di Michelangelo Merisi: una modalità di fruizione davvero poco tradizionale ma densa di sorprese. Le immagini di 57 capolavori proiettate da 33 proiettori ad altissima risoluzione, le musiche originali di Stefano Saletti, i profumi e gli odori realizzati dall’Officina profumo di Santa Maria Novella si fondono, si modulano e interagiscono nel progetto artistico ideato da The Fake factory, in un percorso emozionale che si snoda attraverso 5 sezioni, costruite intorno a temi centrali dell’arte di Caravaggio: la luce, il naturalismo, la teatralità, la violenza, i luoghi . Buio e fantasmagorie di luce si alternano nelle sale, dove le immagini, in straordinari ingrandimenti di eccellente nitidezza, consentono di cogliere anche dettagli minimi, forse mai prima notati e avvolgono il visitatore dalle pareti al pavimento. Un modo innovativo di leggere i quadri, spiegano gli artisti di The Fake factory: in alcuni momenti il dipinto viene ridotto ai suoi tratti essenziali, levando colori e luce per metterne in rilievo le linee e gli equilibri compositivi, altrove se ne sottolinea invece proprio la magia dei colori e il sapiente gioco tra luce e ombra.

Forse i ‘puristi’ alzeranno un sopracciglio, ma non va trascurato il fatto che questo approccio si propone come qualcosa di ‘altro’ rispetto al consueto modo di interazione con l’opera d’arte, una possibilità in più, non un succedaneo; un modo diverso che consentirà comunque di avvicinare e coinvolgere anche persone che normalmente non frequentano le mostre. Facendo forse scoprire anche a molti ‘veterani’ qualche particolare in più o una nuova prospettiva da cui apprezzare Caravaggio.

 


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