24 ottobre 2012

"Cercasi uomini per viaggio rischioso"

di Vanda Biffani

"Cercasi uomini per viaggio rischioso. Paga bassa, freddo glaciale, lunghe ore di completa oscurità. Incolumità e ritorno incerti". Fu questo l'annuncio, apparso sul Times nel 1914, volto alla ricerca dell'equipaggio necessario per la spedizione diretta verso quello che restava l'ultimo baluardo dell'esplorazione. Risposero in migliaia. Nel primo ventennio del '900 tre pionieri si contendono la stessa impresa - la traversata del continente antartico - l'unica conquista di prestigio rimasta. Sir Ernest Shackleton tenta due volte, non riesce ma caparbio raccoglie 27 uomini disposti a tutto con il bando pubblico del '14. La spedizione dell’Endurance dura tre anni e pur senza compimento, è tra le avventure di viaggio che maggiormente incantano http://www.kodak.com/US/en/corp/features/endurance/ . La nave resta incastrata nei ghiacci pochi mesi dopo la partenza, viene abbandonata, quindi rimane stritolata dalla pressione dei lastroni. Shackleton trasferisce l'equipaggio in un accampamento d'emergenza e fa trasportare al traino tre scialuppe di salvataggio ma la banchisa inizia a sciogliersi mettendoli in fuga. Dopo una traversata insidiosa raggiungono la costa dell'isola Elephant. Le probabilità di ritrovamento restano pressoché nulle, Shackleton decide quindi di raggiungere, utilizzando una scialuppa, la Georgia del Sud distante 700 miglia marine (circa 1300 km). Salpa insieme a cinque uomini per cercare aiuto e riesce ad attraccare dopo 15 giorni di navigazione su appena sei metri di imbarcazione, in condizioni meteorologiche terribili. Una volta sbarcato, scala a piedi le montagne della Georgia con altri due dell'equipaggio in cerca d'aiuto. Ritorna sull’isola Elephant nell'agosto del '16 a bordo di una nave cilena, portando in salvo tutti i restanti uomini. Tra questi Frank Hurley, un'icona della fotografia documentaria. Frank è un fotografo passionale, dal linguaggio colorito. Rischia la vita tuffandosi nell'acqua gelida per recuperate pellicole cinematografiche e lastre di vetro che registrano gli eventi straordinari della Endurance. Discute ma ottiene da Shackleton di salvare 120 lastre, mentre le restanti 400 restano sul relitto. Grazie alla sua determinazione, i momenti più salienti della missione - con immagini in bianco nero e a colori - sono state consegnate alla storia http://www.antarctica.gov.au/about-antarctica/history/people/frank-hurley . A distanza di un secolo circa le gesta di questi uomini incredibili, raccolte nel libro Ghiaccio, appassionano David Schultz, fotografo naturalista abituato ai climi rigidi delle montagne dello Utah. In breve diviene uno tra i più esperti fotografi al mondo di orsi, pinguini e ghiacciai. Nel 2005 David compie la sua prima spedizione: acquista un biglietto con una società di ricerca specializzata in viaggi ai Poli. Sono imbarcazioni progettate per i ghiacci, modificate per accogliere circa 90 passeggeri: non esattamente di lusso, fornite comunque di cabine confortevoli, ottima cucina e uno staff competente che intrattiene i viaggiatori con lezioni di storia, geografia e biologia marina delle aree interessate. È il battesimo di quello che diventerà un rituale ininterrotto tra i Poli e il fotografo che al momento vanta nove spedizioni in Antartide e sette in diverse aree dell'Artico, imbarcandosi in qualità di fotografo delle società di trasporto che lo ospitano. Con l'esperienza si specializza, inizia a economizzare il bagaglio che riduce sempre di più, sperimenta il vestiario, sa che tutto quello che potrebbe servire è comunque acquistabile a Ushuaia, la città più a del sud del mondo, che definisce "maggiormente difficile da raggiungere in confronto ad Antartide". Da questa roccaforte della civiltà inizia la navigazione: ventuno giorni in mare (circa 8 settimane considerando il rientro) per raggiungere l'isola di Georgia, uno dei posti che predilige visitare e, ovviamente, fotografare. La Penisola Antartica affiora allo sguardo a circa tre giorni di viaggio. Si attraversa il Canale di Drake, il tratto di mare che separa Capo Horn (Sud America) dall'Antartide e congiunge l'Oceano Atlantico al Pacifico, acque solo occasionalmente quiete, con onde che possono raggiungere anche i 17 metri di altezza. Dopo 3 settimane raggiungono le Isole Falkland e South Georgia Island, luogo incredibile per fauna selvatica e paesaggio, preferito da David per le sue spiagge affollate a volte da 300.000 esemplari di pinguini reali, teatro scelto per la sepoltura di Sir Shakleton. In quelle terre, come pure in Alaska, soffia il williwaw , alito delle calotte ghiacciate temuto dalle navi che al suo incontro si rifugiano nei porti. Questi venti catabatici si formano nelle distese gelide e lungo le pendici scoscese delle vicine montagne antartiche, si gonfiano e crescono di potenza fino a raggiungere la velocità di oltre 100 nodi (180 km/ora) e occasionalmente sono registrati con una potenza fino a 200 nodi. Nonostante le condizioni rigide, molti appassionati e fotografi seguono Schultz nelle sue escursioni polari. Con il suo gruppo di allievi scende a riva in gommoni e zattere di gomma, circumnavigando iceberg e ghiacciai per osservare balene e foche leopardo a poche decine di metri. Durante il suo viaggio preferito - " The Ice " - a bordo della rompighiaccio russa Kapitan Khlebnikov nel mare di Weddell, si è staccato in volo in elicottero per effettuare riprese dall'alto di una enorme colonia di pinguini reali. Poi a piedi ha raggiunto un campo base a circa 10 miglia, dove ha trascorso 6 giorni raccogliendo immagini meravigliose, alcune delle quali hanno richiesto oltre un'ora seduto immobile sul ghiaccio affinché i pinguini si avvicinassero. Molte delle navi, che operano nell'emisfero sud durante la stagione estiva, si spostano in Canada e Scandinavia durante i nostri mesi estivi. David considera l'Artico "facile" da raggiungere, popolato di città e aeroporti a differenza dell'Antartico dove ogni problema può trasformarsi in emergenza. Ma confessa: "Anche l'Artico presenta dei rischi, come l'orso, al quale potrebbe non dispiacere avervi a pranzo". Il mammifero - il più grande carnivoro di terraferma esistente sul nostro pianeta insieme al collega Kodiak - è l'attrazione principale che richiama fotografi nel Polo Nord. Il suo avvicinamento richiede la presenza precauzionale di personale costantemente pronto con armi da fuoco. “Nessun animale è stato mai colpito durante una mia escursione”, aggiunge soddisfatto. Il viaggio più emozionante nell'emisfero nord David lo ha effettuato nel Parco Nazionale Wapusk, Canada. Dieci giorni dedicati agli orsi polari trascorsi ininterrottamente nella tundra, con temperature fino a -40. Durante questa missione cattura la sua immagine più conosciuta, che battezza "un colpo basso", recentemente acquistata dalla National Geographic per la pubblicazione di un nuovo libro. "C'erano quattro orsi, il vento era molto forte e faceva estremamente freddo, la neve soffiava fine. Fu tutto molto rapido: due degli orsi iniziarono a colpirsi come in gioco, combattevano. Uno sferrò un pugno all'altro nella pancia, sotto la cintura, era perfetto, divertente. Con le immagini della fauna selvatica cerco di catturare anche il lato comico". http://www.westlightimages.com/ . " I lavori di David Schultz si traducono in stampe pregiate in edizione limitata, articoli e libri, mostre e documentari sui viaggi polari. Quasi mai solo, spesso lo accompagnano appassionati ai quali insegna la fotografia estrema facendogli vivere il piacere delle avventure.


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