09 luglio 2015

Classico in pillole: Il grande Gatsby e le barche sospinte nel passato

di Antonio Armano

Francis Scott Fitzgerald, Il grande Gatsby, Mondadori, pagine 272, 10 euro

Traduzione di Fernanda Pivano

 

Giudizi «L'evitare i giudizi è fonte di speranza infinita».

 

Il palazzo di Gatsby «Quello alla mia destra era qualcosa di colossale sotto tutti i punti di vista: una copia accurata di qualche Hotel de Ville della Normandia, con una torre da una parte, incredibilmente nuova sotto una barba di edera ancora giovane, una piscina di marmo e più di venti ettari di prato e giardino. Era il palazzo di Gatsby».

 

Parti «Mi svegliai dall'etere con una sensazione di abbandono e chiesi subito all'infermiere se era un maschio o una femmina. Mi disse che era una bimba, e così voltai la testa e mi misi a piangere. “Bene” dissi “sono contenta che sia una bambina. E spero che sarà stupida: è la miglior cosa che una donna possa essere in questo mondo, una bella piccola stupida”».

 

Sbronze «Mi sono ubriacato soltanto due volte in vita mia. La seconda volta fu quel pomeriggio; così tutto ciò che vi accadde è avvolto in una atmosfera fosca e brumosa, per quanto fin dopo le otto l'appartamento fosse pieno di sole giocondo».

 

Bisbigli, champagne e stelle «Nelle notti estive giungeva la musica della casa del mio vicino. Nei suoi giardini azzurri uomini e donne andavano e venivano come falene fra bisbigli e champagne e stelle. Durante l'alta marea del pomeriggio, guardavo i suoi ospiti tuffarsi dal trampolino o prendere il sole sulla sabbia calda della spiaggia privata, mentre i suoi due motoscafi fendevano le acque dello stretto, rimorchiando acquaplani fra cascate di spuma».

 

Imbucati «La prima sera che andai nella casa di Gatsby ero probabilmente uno dei pochi ospiti veramente invitati».

 

Biglietto di ingresso «A volte arrivavano e partivano senza neanche avere conosciuto Gatsby, venivano alla festa con una ingenuità che era il solo biglietto di ingresso».

 

Strappi «Non mi importa mai quello che faccio, così mi diverto sempre. L'ultima volta che sono venuta qui, mi sono strappata il vestito su una seggiola, e lui mi ha chiesto il nome e l'indirizzo: entro la settimana ho ricevuto una scatola da Croirier con dentro un vestito da sera nuovo».

 

Omicidi «“Mi hanno detto che Gatsby ha ammazzato un uomo, una volta”».

 

Long Island «Avrei accettato senza discutere la notizia che Gatsby era scaturito dalle paludi della Louisiana o dalla zona più orientale di New York. Sarebbe stato comprensibile. Ma un giovanotto non poteva – o almeno così pareva alla inesperienza di provinciale – uscire freddamente dal nulla e comprare un palazzo sullo stretto di Long Island».

 

Quinta Avenue «Incominciava a piacermi New York, la sua atmosfera avventurosa durante la notte e la soddisfazione che il passaggio continuo di uomini e donne e automobili procura all'occhio irrequieto. Mi piaceva risalire la Quinta Avenue, scegliere donne romantiche nella folla e immaginare che in pochi minuti sarei entrato nella loro vita e nessuno lo avrebbe mai saputo o vi si sarebbe opposto».

 

Disonestà femminile «La disonestà delle donne è qualcosa che non si biasima molto profondamente: mi dispiacque per un momento, ma poi non ci pensai più».

 

Occhi «Gli occhi striati dal sole fissavano il vuoto, ma lei aveva deliberatamente preso le redini dei nostri rapporti e per un momento credetti di amarla».

 

La macchina di Gatsby «Era di un caldo color crema, lucente di cromatura, gonfiata qua e là nella sua lunghezza mostruosa da un trionfo di cavità per cappelli e provviste e utensili, e coperta da un labirinto di parabrezza che rispecchiavano innumerevoli soli. Seduti dietro vari strati di cristallo in una specie di serra di cuoio verde, partimmo per la città».

 

Bere molto «È un grande vantaggio non bere in mezzo a gente che beve molto».

 

Inarcarsi «Improvvisamente mi accorsi di non pensare più a Daisy e Gatsby, ma a questa persona linda, aspra, ben definita che partecipava allo scetticismo universale e si inarcava piena di vita tra le mie braccia».

 

Cravatta d'oro «Un'ora dopo si aprì nervosamente il portone e Gatsby, vestito di flanella bianca, con la camicia color argento e la cravatta color oro, entrò di corsa. Era pallido e sotto gli occhi aveva i segni dell'insonnia».

 

Camicie di Gatsby «Prese una pila di camicie e incominciò a gettarcele davanti una per una, camicie di lino semplice, di seta spessa, di flanella leggera, che perdevano le pieghe cadendo, e coprivano la tavola in un disordine multicolore. Mentre le ammiravamo ne portò altre e il morbido cumulo splendente divenne più alto: camicie a righe, a disegni a scacchi color corallo e verde mela e lavanda e arancione chiaro, coi monogrammi in indaco. Improvvisamente con un grido soffocato Daisy abbandonò il capo sulle camicie e incominciò a piangere a dirotto».

 

Yacht di Gatsby «“È adorabile” esclamò Daisy. “Non mi ha mai detto di avere uno yacht”».

 

Fuoco e gelo «Non c'è fuoco né gelo tale da sfidare ciò che un uomo può accumulare nel proprio cuore».

 

Notti «Era una notte fresca; c'era quell'esaltazione misteriosa che viene durante i due cambiamenti di stagione dell'anno».

 

Decenni «Avevo trent'anni. Davanti a me si apriva la strada portentosa, minacciosa, di un nuovo decennio».

 

Mogli «Apparteneva a sua moglie e non a se stesso».

 

Fanciulle di Louisville «La bandiera più grande e il prato più esteso appartenevano alla casa di Daisy Fay. Aveva diciotto anni giusti, due anni più di me, ed era senza discussione la più nota di tutte le fanciulle di Louisville. Vestiva di bianco, e aveva uno spider bianco: il telefono di casa sua non faceva che sonare tutto il giorno perché gli ufficialetti del campo Taylor chiedevano il privilegio di monopolizzarla per quella serata. “Almeno per un'ora!”».

 

Diritti «Così approfittò al massimo del momento. Prese tutto ciò a cui poté arrivare, voracemente e senza scrupoli. Alla fine prese Daisy stessa in una quieta notte d'ottobre, la prese perché non aveva veramente il diritto di sfiorarle nemmeno la mano».

 

Luce verde «Gatsby credeva nella luce verde, il futuro orgiastico che anno per anno indietreggia davanti a noi. C'è sfuggito allora, ma non importa: domani andremo più in fretta, allungheremo di più le braccia... e una bella mattina... ».

 

Barche nella corrente «Così continuiamo a remare, barche contro corrente, risospinti senza posa nel passato».

 


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