30 novembre 2016

Fornasetti incontra il Don Giovanni di Mozart

A Milano Barnaba Fornasetti porta in scena il 1° e il 3 dicembre prossimo al Teatro dell’Arte di Milano il Don Giovanni di Mozart. Progetto e scenografia sono dello stesso Fornasetti; la direzione creativa e i costumi sono stati affidati a Romeo Gigli, mentre l’orchestra “Silete Venti” è diretta dal maestro Simone Toni. L’obiettivo è di realizzare una rappresentazione dell’opera di Mozart fruibile non solamente da un pubblico di appassionati di musica lirica, ma anche da una platea giovanile ed eterogenea. Questo progetto nasce dall’ispirazione di Barnaba Fornasetti, artista e designer, che nella vita dirige l’omonimo atelier, occupandosi di decorazioni di arredi, di accessori per la moda, ceramiche artistiche ecc., tutte cose che con la lirica apparentemente non hanno molto a che fare. In realtà – spiega lo stesso Barnaba – che, un po’ in onore del nonno, patito melomane, che cantava da baritono e un po’ per essere stato anche lui folgorato dalla lirica in età ormai avanzata, ha deciso di creare attorno a sé un gruppo di artisti, per mettere in scena una rappresentazione del Don Giovanni, dai tratti originali nelle scenografie e nei costumi, ma al contempo fedele alla musica di Mozart, fin dai più piccoli particolari. La rappresentazione infatti è caratterizzata da un intreccio tra antico e contemporaneo: l’orchestra, diretta da Simone Toni, suona la versione originale, rappresentata la prima volta nel 1787 a Praga; gli strumenti sono quelli dell’epoca, addirittura Fornasetti ha commissionato a un artigiano praghese la ricostruzione fedele del fortepiano, usato da Mozart all’epoca e i musicisti, come si usava a quel tempo, sono schierati ai due lati di un leggio unico; i costumi sono molto ricercati, fortemente caratterizzati da allusioni simboliche, ed estremamente contemporanei, a tratti pop e postmoderni e la scenografia è caratterizzata dalla leggerezza e l’essenzialità dei trenta pannelli mobili decorati con le icone tipiche di Barnaba Fornasetti. Il tutto rende l’opera nella sua integrità facilmente comprensibile e piacevole anche per un pubblico, che abitualmente non frequenta i teatri lirici.  


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