3 dicembre 2018

Gli incontattati

I Sentinelesi, di cui si è parlato in questi giorni per via dell’uccisione di un missionario che intendeva convertirli, sono una minuscola popolazione che abita l’isola di North Sentinel, appartenente all’arcipelago indiano delle Andamane, nel Golfo del Bengala. Sono considerati, tra i cosiddetti popoli “non contattati” (ossia i gruppi indigeni che non hanno relazioni permanenti o hanno solo rare interazioni sia con i non nativi, sia con gli altri popoli indigeni), i più isolati di tutti, e i rapporti con gli estranei sono stati scarsi e alquanto non amichevoli – la maggior parte di coloro che sono capitati sull’isola sono stati accolti da una pioggia di frecce, talvolta rimanendone uccisi. Di loro non si sa pressoché nulla: la loro lingua non è classificata (e quindi non se ne conosce il vero nome né come chiamino l’isola), non ne è nota l’organizzazione sociale, non è certo se sappiano produrre il fuoco ed è ardua anche una conta: nelle stime del governo indiano, potrebbero essere un centinaio di individui.

È certo tuttavia che sono una tribù combattiva, l’unica tra le varie che vivono o vivevano nelle Andamane – secondo gli antropologi, discendenti dirette dei primi uomini moderni giunti in Asia dall’Africa circa 50.000 anni fa – che sia riuscita a sfuggire alla decimazione provocata dal contatto con i colonizzatori britannici e i coloni indiani: fra le altre, infatti, secondo la ONG Survival International, gli Onge sono passati da 670 individui nel 1900 alle circa 112 persone di oggi; gli Jarawa vivono in una riserva dove sono fatti oggetto di discussi “safari umani”; gli Jangil si sono estinti negli anni Venti; dei Grandi Andamanesi, che erano una popolazione di circa 5000 persone composta da diverse tribù, oggi sopravvivono solo una cinquantina di membri.

Il pericolo maggiore per i Sentinelesi è costituito dalla contrazione di malattie aliene verso le quali non hanno sviluppato immunità. Vengono perciò considerati anche il popolo più vulnerabile al mondo: nel 1880, per esempio, un tentativo di contatto molto maldestro ma non male intenzionato di un ufficiale britannico causò la morte per malattia di due di essi. Dopo vari altri fallimentari avvicinamenti, nel 1996 il governo indiano pose termine alle spedizioni e l’area fu interdetta ai visitatori. Solo nel 2004, dopo l’atroce tsunami, un elicottero sorvolò la zona per sincerarsi della loro salute, ma venne accolto nuovamente da una caterva di frecce: i Sentinelesi sanno sopravvivere alle più distruttive intemperie, sono discendenti di tribù millenarie, hanno espresso costantemente e del tutto chiaramente la loro volontà di essere lasciati in pace, ed è ormai a tutti evidente che tale scelta vada protetta (e che neppure possano essere condannati per l’omicidio del missionario).

Secondo Survival International le tribù incontattate, sparse tra Americhe, Oceania e Asia, sono più di cento. Il maggior numero si trova in Brasile, dove la Fundação Nacional do Índio (FUNAI) nel 2007 ne contò 67 (ma la loro quantificazione è molto complicata e varia in continuazione), in Papua Nuova Guinea e in Perù. Spesso sono composte solo da uno o pochi nuclei familiari, e il loro isolamento è in genere una reazione a precedenti incontri negativi, durante i quali hanno subito violenza, o hanno contratto malattie, o sono state deprivate delle loro terre. Alcuni di essi discendono da piccoli gruppi che, per sfuggire ai colonizzatori, si separarono dal loro popolo riparando nella foresta: è il caso per esempio dei Lacandoni, discendenti dai Maya, nello Yucatán, sfuggiti nel XVII secolo agli spagnoli e riscoperti solo nel 1924, ma oggi ridotti anch’essi a un numero esiguo minacciato ulteriormente dalla deforestazione. Purtroppo, infatti, l’uscita dall’isolamento ne produce un rapido collasso e pertanto rispettare la loro volontà di vivere separatamente – nonché di essere a pieno titolo considerati nostri “contemporanei” e non meri retaggi di un mondo “superato” – significa salvaguardarne la vita stessa.

I loro diritti sono sanciti da diversi accordi nazionali e internazionali: il più avanzato di questi è la Convenzione ILO 169 sui diritti dei popoli indigeni e tribali, adottata nel 1989. Nonostante i tentativi di tutela, però, la loro sopravvivenza è minacciata a tutt’oggi dal disboscamento, dalle malattie e dalla violenza.

 

Crediti immagine: Agência de Notícias do Acre: Gleilson Miranda / Governo do Acre [CC BY 2.0 (https://creativecommons.org/licenses/by/2.0)], attraverso Wikimedia Commons

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