05 febbraio 2015

Goethe, Darwin e il pollice verde

Cos’hanno in comune Leonardo, Goethe, Rousseau, i Darwin, intesi proprio come progenie, Erasmus, Charles, Sarah, George Washington Carver, Nikolaj Ivanovic Vavilov, Marcello Malpighi, Ephraim Wales Bull, Federico Delpino, Odoardo Beccari, Mendel, Charles Harrison Backley? Tutti questi uomini e donne hanno avuto una passione straordinaria per il mondo vegetale. In Uomini che amano le piante (Giunti) Stefano Mancuso racconta la vita esemplare di undici grandi scienziati che hanno contribuito allo sviluppo della botanica, dell’agricoltura, della genetica. Per fortuna poi, come confessa l’autore, l’editore ha insistito affinché nella prefazione Mancuso riferisse anche dell’attività di ricerca che conduce il suo gruppo di lavoro presso il Centro di ricerche di Firenze Link (International Laboratory of Plant Neurobiology). E così scopriamo che ad Expo 2015 verrà presentata una serra sperimentale, Gellyfish Barge, che, galleggiando sull’acqua degli oceani, è in grado di coltivare, in piena autonomia energetica e idrica, sfruttando energia solare, moto ondoso e desalinizzando acqua di mare. Ma torniamo al libro e alle biografie scientifiche: la prima, forse la più commovente e meno nota: l’incredibile vita di George Washington Carver, il primo nero americano a laurearsi in un’università degli Stati Uniti, propugnatore della coltivazione delle arachidi, in alternanza alla coltivazione estensiva del cotone. La seconda biografia è la tragica storia di Nikolaj Ivanovi č Vavilov il quale, con grande intuizione evoluzionista, cercando di selezionare in laboratorio il super-chicco di grano capace di sfamare milioni di russi, preserverà la biodiversità delle piante, ma morirà di stenti in un carcere sovietico. E poi Charles Darwin, l’orchidea del Madagascar (che può essere impollinata soltanto da un tipo di farfalla), e la cruciale teoria dello scienziato inglese sulla fecondazione incrociata e l’evoluzione delle piante. Federico Delpino che ha studiato la collaborazione tra vegetali e formiche. L’indagine di Leonardo da Vinci sulla disposizione delle foglie per catturare la luce solare (fillotassi); la scoperta dell’Amorphophallus titanum da parte di Odoardo Beccari a Sumatra; e, ancora, il genio di Marcello Malpighi; l’invenzione della genetica vegetale da parte dell’abate Mendel; la tenacia con cui, a rischio della propria incolumità, Charles Harrison Blackley individuò l’origine della febbre da fieno.


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