27 maggio 2013

I misteriosi neutrini venuti dal freddo

Volevano individuare il segnale emesso da due specifici neutrini ad alta energia, ma sono finiti con il registrare l’attività di una classe di neutrini il cui picco energetico non trova riscontri nelle attuali teorie delle particelle. È questa la straordinaria scoperta effettuata, quasi per caso, dal gruppo di scienziati al lavoro presso i rilevatori di neutrini sepolti sotto il ghiaccio del Polo Sud: un vero e proprio mistero, la cui spiegazione potrebbe arrivare addirittura dallo spazio. Tra il 2010 e il 2012 l’osservatorio di neutrini a cui fa capo il progetto IceCube ha riscontrato la presenza di ben 26 neutrini la cui energia oscilla intorno ai 50 teraelettronvolt: una soglia nettamente superiore a quella dei neutrini finora osservati. I neutrini sono le tracce lasciate dal passaggio dei raggi cosmici attraverso l’atmosfera: per questo le anomalie registrate dall’osservatorio IceCube potrebbero avere origine da qualche sorgente astrofisica molto lontana dal nostro pianeta. Questi neutrini ‘misteriosi’ potrebbero essere il prodotto dell’attività di un buco nero supermassiccio, di una supernova o di un quasar situato al centro di galassie lontanissime. La speranza dei ricercatori è che questi neutrini provengano invece dal centro della nostra galassia, dove gli scienziati ipotizzano l’esistenza di grandi concentrazioni di materia oscura: in questo caso, i neutrini individuati sarebbero il risultato dello ‘scontro’ tra particelle e materia oscura. Non sorprende perciò lo stato di fibrillazione in cui è entrata la comunità scientifica: se confermati, questi dati rappresenterebbero non solo un'importante dimostrazione scientifica a favore della teoria della materia oscura (che compone circa il 23% dell'energia dell'Universo e l'85% della sua massa), ma anche la possibilità di gettare finalmente luce sulla natura ancora sconosciuta di questa materia.


0