9 ottobre 2018

I premi Nobel 2018, senza la Letteratura

Il conferimento del premio Nobel per l’Economia a William D. Nordhaus e a Paul M. Romer per aver integrato i cambiamenti climatici e l’innovazione tecnologica nell’analisi dei processi macroeconomici, conclude l’annuale assegnazione dei riconoscimenti iniziata il 1° ottobre.

Un anno particolare il 2018, caratterizzato tra l’altro dalla mancata assegnazione del premio per la Letteratura; il riconoscimento di quest’anno sarà infatti conferito in contemporanea con quello del 2019. Non è la prima volta che questo avviene – è accaduto in anni difficili e in periodi tormentati, come nel 1914, nel 1918, o negli anni 1940-43 –, ma in questo caso si tratta di un segnale forte da parte dell’Accademia rispetto allo scandalo sulle molestie sessuali che ha coinvolto Jean-Claude Arnault, marito di una giurata, e sui finanziamenti non chiari dell’Accademia ad una associazione culturale da lui fondata. Un modo dunque per ritrovare credibilità e fiducia agli occhi del mondo.

Di grande impatto e di alto valore simbolico anche la scelta per il premio per la Pace condiviso da Nadia Murad  e Denis Mukwege, che hanno portato all’attenzione mondiale l’orrore della violenza sessuale utilizzata come arma da guerra nei conflitti. Murad, yazida, è stata rapita da militari dello Stato islamico e sottoposta a ogni genere di violenza prima di riuscire a fuggire, denunciare l’accaduto e impegnarsi con passione in questa battaglia con l’aiuto delle organizzazioni internazionali. Mukwege, ginecologo della Repubblica democratica del Congo, ha dedicato la propria vita a curare le donne vittime di stupro e di tortura, fondando anche un ospedale specificamente rivolto a loro.

Per quanto riguarda la Medicina sono stati gli straordinari passi avanti compiuti nel campo dell’immunoterapia per la cura del cancro a far guadagnare il premio all’immunologo statunitense James P. Allison e al giapponese Tasuku Honjo, che hanno trovato un modo di potenziare l’azione del sistema immunitario – superando la cosiddetta ‘regolazione negativa’ – tale da renderlo più aggressivo, ma miratamente, contro le cellule cancerose.

Il premio per la Fisica è andato per metà ad Arthur Ashkin, mentre l’altra metà è stata condivisa da Gérard Mourou e da Donna Strickland per i loro studi che hanno rivoluzionato la fisica dei laser e che rendono possibile osservare in una nuova luce oggetti infinitamente piccoli e processi incredibilmente rapidi, aprendo così aree di ricerca del tutto inesplorate e molteplici possibili applicazioni nei campi industriale e medico.

Anche il premio per la Chimica è stato condiviso da tre vincitori: per metà è stato assegnato a Frances H. Arnold e per metà a George P. Smith e a Gregory P. Winter, che hanno applicato i principi dell’evoluzione e della genetica a enzimi e anticorpi consentendo la realizzazione di nuovi materiali, farmaci e terapie.

 

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