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14 novembre 2017

Il fascino senza tempo di Moby Dick

Il 14 novembre 1851 usciva per la prima volta negli Stati Uniti un libro destinato a segnare l’immaginario di generazioni di ragazzi e adulti in tutto il mondo. Moby Dick o La Balena, questo il suo titolo originale, fu scritto nel 1850 da Hermann Melville, viaggiatore e marinaio nato a New York nel 1819 da una ricca famiglia di commercianti caduta in rovina durante la sua adolescenza. Fu questo il motivo, accanto a un’intensa fascinazione per il mare e la navigazione, che convinse il giovane Hermann a imbarcarsi, ventenne, come mozzo su una nave in partenza per l’Europa; e a quel primo viaggio ne seguirono, nel decennio successivo, molti altri e sempre più avventurosi. Nel 1841 si imbarcava come baleniere viaggiando nel Pacifico e visitando le Isole Marchesi, le Isole della Società e le Hawaii. Senza dubbio furono le esperienze maturate in quegli anni a ispirargli, una volta tornato negli Stati Uniti, sposatosi e stabilitosi in una fattoria nel Massachussets, la stesura di uno dei capolavori del Rinascimento americano insieme a La lettera scarlatta (1850), di Nathaniel Hawthorne, La capanna dello zio Tom (1852), di Harriet Beecher Stowe, Walden o Vita nei boschi (1854), di Henry David Thoreau, e Foglie d’erba (1855), di Walt Whitman.

Molto è stato scritto sulla simbologia di Moby Dick, simbolo della natura selvaggia e indomabile, dell’assoluto, dell’ineluttabilità del destino, e della sua eterna nemesi, il capitano Achab, figura eroica e folle, emblema della cieca vendetta. L’autore, che nel tessere la sua avventurosa storia aveva largamente attinto a fatti di cronaca (in particolare il naufragio nel 1820 della baleniera Essex di Nantucket investita da un enorme capodoglio a largo della costa ovest del Sud America) rimase profondamente deluso dallo scarsissimo successo commerciale dell’opera, che fu riscoperta solo negli anni Venti, a un trentennio dalla sua morte. In Italia il libro arrivò solo ottant’anni dopo la sua prima pubblicazione, tradotto nel 1930 da Cesare Pavese e pubblicato due anni dopo per i tipi di Frassinelli. Dopo questo inizio stentato, tuttavia, il romanzo di Melville è penetrato con crescente successo nella cultura di massa, ispirando musicisti (tra gli altri, Led Zeppelin, Banco del Mutuo Soccorso, Vinicio Capossela) e cineasti: tra le sue molte trasposizioni cinematografiche, la più recente è quella di Ron Howard del 2015 (In the heart of the sea), che racconta la storia della baleniera Essex e di come Melville ne fosse venuto a conoscenza, trovandovi ispirazione per scrivere questo immortale romanzo d’avventura.