08 aprile 2015

Il fumo passivo dell’Asia

Almeno un decimo dell’inquinamento atmosferico della California è provocato dalle emissioni di altri Paesi, in particolar modo asiatici, trasportate dal vento a migliaia di chilometri di distanza: tale fenomeno, secondo una ricerca condotta dalla University of California, Davis, contribuisce profondamente a destabilizzare i delicati equilibri climatici della regione statunitense, già funestata da elevate concentrazioni di smog e da prolungati periodi di siccità.

Lo studio, finanziato dal San Joaquin Valley Air Quality Management District, si è concentrato su campioni di particolato atmosferico raccolti tra dicembre 2007 e maggio 2008 in due siti della San Francisco Bay Area: un agglomerato urbano, Chabot Observatory, e una località costiera, Mt. Tamalpais, teoricamente lontana dagli effetti dell’inquinamento cittadino. In entrambi i casi, i ricercatori hanno constatato una particolare concentrazione dell’isotopo di piombo 208Pb, il cui livello tende a subire un picco durante la stagione primaverile, periodo in cui, proprio in Asia, le tempeste di polvere diventano più intense, tanto da attraversare l’Oceano Pacifico trasportando le particelle inquinanti più piccole (il cui diametro non supera i 2,5 micron) lungo il loro tragitto. Tanto che, secondo il team di geochimici della University of California, Berkeley, la quantità di piombo di origine asiatica presente nel particolato atmosferico della regione costituisce il 29% del totale.

Per gli abitanti della San Joaquin Valley, uno dei territori più inquinati di tutti gli Stati Uniti, si tratta dell’ennesimo campanello d’allarme: la regione detiene il poco invidiabile record per il maggior numero di automobili presenti sul proprio suolo, mentre asma e altre malattie dell’apparato respiratorio incidono sulla salute pubblica con una frequenza maggiore (circa il doppio) rispetto al tasso medio nazionale.


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