18 marzo 2013

Il grande Gatsby apre il Festival di Cannes

È Il grande Gatsby ad aggiudicarsi l’onore di aprire la 66esima edizione del Festival di Cannes. La pellicola, diretta da Baz Luhrmann (che aveva già inaugurato l’edizione 2001 del Festival con il musical Moulin Rouge! ), è l’adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Francis Scott Fitzgerald, e forse non è un caso che il regista australiano, noto per lo stile spiccatamente teatrale che contraddistingue tutte le sue opere (basti citare lo splendido Romeo+Giulietta), abbia deciso di affrontare l’opera simbolo della vacuità e della decadenza degli anni Venti, epoca in cui gli Stati Uniti veleggiavano inconsapevolmente, e a tempo di jazz, verso la Grande Depressione. Nel ruolo dell’affascinante, enigmatico e tormentato Jay Gatsby (uomo-simbolo di un ambiente e di un periodo storico, ma anche alter ego letterario dello stesso Fitzgerald) ci sarà Leonardo Di Caprio, che aveva già collaborato con Luhrmann proprio in Romeo+Giulietta, mentre la ricca e viziata (ma sarebbe meglio dire sperduta) Daisy Buchanan sarà interpretata dall’attrice inglese Carey Mulligan: i due attori raccolgono il testimone di Robert Redford e Mia Farrow, protagonisti della versione del 1974 diretta da Jack Clayton. Luhrmann si è detto onorato per l’invito degli organizzatori, che forse con la loro scelta hanno voluto rendere un sottile omaggio al regista, visto che il primo film di Luhrmann, Strictly Ballroom , fu proiettato proprio a Cannes ventun anni fa. Ed è sempre a poca distanza da Cannes, in una villa fuori Saint-Raphaël, che lo stesso Francis Scott Fitzgerald scrisse alcuni passaggi del suo celebre romanzo: un libro che altro non è se non il ritratto di una società ammorbata dal vizio, schiacciata dal vittimismo e dal senso di colpa, e che, forse meglio di tante altre opere moderne, è capace di descrivere le contraddizioni e il decadimento in cui sembra agitarsi anche la nostra epoca.


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