22 novembre 2017

Il vino più antico ha 8 mila anni

È stato scoperto nel Caucaso meridionale, in Georgia, il vino più antico del mondo. Si tratta di un prodotto di circa 8 mila anni fa, che è stato trovato nei frammenti di otto vasi in terracotta. Una   scoperta, quella fatta dai ricercatori del museo nazionale georgiano, guidati da David Lordkipanidze, che fa seguito alla scoperta avvenuta la scorsa estate in Italia, per l’esattezza in Sicilia, quando è stato rinvenuto un vino risalente a circa 6 mila anni, e quindi fino a quel momento detentore del record. In Georgia i frammenti delle giare sono stati ritrovati nelle aree archeologiche di Gadachrili Gora e di Shulaveris Gora, che si trovano a circa 50 chilometri da Tbilisi. I resti sono poi stati analizzati nei laboratori dell’università statunitense della Pennsylvania e sono emerse presenze degli acidi tartarico, malico, succinico e citrico, che sono considerate le “impronte digitali” del vino.

Si era a conoscenza di produzione di vino già 5 mila anni prima Cristo, secondo tracce ritrovate sui Monti Zagros in Iran. Poi la scorsa estate la scoperta in provincia di Agrigento di un vino risalente all’età del Rame, secondo le analisi chimiche condotte su contenitori di terracotta ritrovati nel corso di una ricerca. Il primato di vino più antico d’Italia spettava invece a quello prodotto in Sardegna circa 3 mila anni fa dalla popolazione nuragica. Un torchio recuperato nel 1993 sul Monte Zara, nei pressi di Monastir in provincia di Cagliari, ne custodiva dei residui e nel sito nuragico di Sa Osa (Cabras) furono invece trovati semi appartenenti a un vitigno di 3 mila anni fa.

Scoperte queste che, al di là dell’aspetto storico, stuzzicano soprattutto le curiosità degli appassionati di vino e produttori sopraffini che, in più occasioni, si sono cimentati in passato in esperimenti che miravano a far rivivere i sapori del vino di epoche passate. Il loro scopo era quello di ritrovare i gesti della vinificazione romana e i gusti del vino antico. I processi di conservazione del vino antico, anche se non sembrano infallibili, sono apparsi ragionevolmente efficaci e hanno dato dei sapori sorprendenti ai vini. Il sale marino, ad esempio, mescolato al mosto durante la fermentazione, apporta  ̶  contro tutte le aspettative  ̶  note interessanti e gradevoli. Anche se le fonti sono più avare, quanto a informazioni, rispetto a quelle antiche, un esperimento analogo, applicato al vino medievale, sarebbe di grande interesse. L’entusiasmo suscitato da queste scoperte viene rapidamente raffreddato dalla difficoltà che si avverte non appena si cerchi di fornire delle risposte. Occorre rassegnarsi a non bere che a fior di labbra alla coppa di questi vini e si potrà farlo soltanto al termine di numerose ricerche ed esperimenti. Ma se per il momento qualunque iniziazione gustativa ai vini antichi e ai loro sapori sembra esclusa, in compenso è possibile sapere ciò che di essi dicevano i contemporanei. Le fonti analizzate mettono in risalto l’esistenza di una grande varietà di vini nei secoli.


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