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11 luglio 2018

L’Africa al MAXXI

Un’opportunità per parlare di Africa in un contesto e da una prospettiva diversa da quella che ci propone la cronaca quotidiana; un punto di vista privo di retorica, oltre le mitizzazioni e gli stereotipi, che dia conto dei fermenti culturali in atto nelle molteplici realtà del continente africano; occhi aperti sulla contemporaneità, sulle manifestazioni più vivaci della creatività, ma con uno sguardo sulla memoria e sul passato che ancora grava per molti aspetti sul presente.

Il MAXXI di Roma dedica all’Africa due mostre e un densissimo programma di eventi, una piattaforma di dialogo con numerose sfaccettature. La mostra African Metropolis. Una città immaginaria, visitabile fino al 4 novembre, raccoglie oltre 100 opere di 34 artisti africani contemporanei (video, fotografie, installazioni, tessuti, opere ‘sonore’, sculture, alcune delle quali site specific, come la gigantesca Time Tower di Bili Bidjocka, che sulla piazza del museo cita la Torre di Babele e il Faro di Alessandria), e attraverso un percorso scandito da cinque ‘azioni metropolitane’ – Vagando, Appartenendo, Riconoscendo, Immaginando e Ricostruendo – compone uno spazio urbano che è il risultato di un mosaico di realtà e di esperienze eterogenee, nel tentativo di convogliare la complessità del grande continente in cui coesistono culture e situazioni diverse.

Dalle Falling House (2014), le baracche di legno ricoperte di foto, sospese a testa in giù, di Pascale Marthine Tayou, al cortometraggio Prends le bus et regard di Amina Zoubir, che ci immerge in un autobus di Algeri, da Behind this ambiguity di Abdulrazaq Awofeso, un’installazione di 120 statuine che prendono possesso dello spazio espositivo, a Stressed world del ghanese El Anatsui, che richiama l’attenzione sulle devastazioni ecologiche e culturali, fino al provocatorio Merchant of Venice dell’angolano Kiluanji Kia Henda, le grandi trasformazioni culturali, cariche di contraddizioni e in dialogo con la tradizione, sono al centro della riflessione artistica. E grazie al progetto di mediazione culturale Afropolitan, sarà possibile in determinati orari dialogare con giovani provenienti da diverse regioni del continente africano e giovani di seconda generazione, per una rilettura dei temi toccati dalle opere arricchita dalle esperienze vissute in prima persona. 

Nella mostra Road to justice visitabile fino al 14 ottobre, le opere di 9 artisti africani interagiscono con altre della collezione del MAXXI per riflettere sulle devastazioni permanenti portate nel continente africano dal colonialismo, sulle alterazioni degli equilibri politici, religiosi e sociali causate dall’imposizione di schemi politici e culturali calati dall’alto e sulle ferite ancora non rimarginate che segnano la realtà attuale, come le conseguenze dell’oppressione, il depauperamento dei territori, la perdita delle tradizioni autoctone, cercando nel contempo prospettive future di riconciliazione e superamento, che non possono tuttavia prescindere dalla memoria.

 

African Metropolis. Una città immaginaria, MAXXI, Roma, fino al 4 novembre 2018.

Road to justice, MAXXI, Roma, fino al 14 ottobre 2018

 

 


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