22 giugno 2018

L’invenzione della razza

Per quanto le persone nel mondo possano apparire diverse nell’aspetto, nei colori, nei tratti, nella corporatura, nelle abitudini, apparteniamo tutti – richiamandoci a una famosa battuta – semplicemente alla razza umana. L’idea di razza e la suddivisione in razze è un’invenzione non sostenuta da alcun fondamento scientifico, un costrutto ideologico utilizzato per trovare giustificazione a pratiche di sfruttamento, per legittimare la prevaricazione di determinati gruppi su altri, per mascherare di scientificità pratiche aberranti.

La mostra Rassismus. Die Erfindung von Menschenrassen aperta fino al prossimo 6 gennaio al Deutsches Hygiene-Museum di Dresda ripercorre appunto il processo di ‘invenzione’ delle razze umane, risalendo alle categorizzazioni organizzate intorno all’idea di razza dell’Illuminismo, articolate non solo su ipotizzate differenze biologiche ma anche sulla convinzione che alcune tipologie fossero di livello superiore rispetto ad altre e meritassero, quindi, di avere maggiori diritti.

La mostra si avvale di oltre 400 oggetti (strumenti, filmati, fotografie, disegni, dipinti, documenti calchi in gesso) per raccontare le tappe storiche nelle quali l’ideologia razzista si è affermata, i metodi utilizzati per diffonderla e radicarla, i personaggi significativi che hanno contribuito a determinarne il successo. Ampio spazio è riservato al colonialismo, con una panoramica sulle complesse classificazioni e sulle elaborazioni pseudoscientifiche funzionali in realtà a conferire autorevolezza e convalida a un crudele dominio di una parte del mondo su un’altra. La mostra è anche un’occasione per il museo stesso per riflettere sulla propria storia: durante gli anni bui del nazismo esso divenne infatti un potente strumento di propaganda della superiorità della razza ariana e dell’eugenetica, e nei suoi locali si svolse nel 1939 la Deutsche Kolonial-Ausstellung, un’esposizione che aveva lo specifico scopo di dimostrare l’assoluta legittimità e quasi inevitabilità del colonialismo tedesco.

Ma il focus di Die Erfindung von Menschenrassen non è solo il passato, per quanto sia fondamentale conoscerlo per vivere con maggiore consapevolezza il presente; la sfida è anche quella di dimostrare come, nonostante a parole il razzismo sia più o meno unanimemente condannato, stereotipi e pregiudizi siano ancora materia viva della contemporaneità: spesso striscianti e non apertamente dichiarati, e per questo più difficili da combattere. E per tale sezione della mostra i curatori hanno voluto partire dalle esperienze vissute in prima persona da chi ancora subisce discriminazioni e si sono avvalsi della collaborazione di un gruppo di attivisti, ricercatori e artisti extracomunitari. Il razzismo non è ancora morto del tutto e affiora in forme diverse, ma conoscerne le dinamiche aiuta a identificarlo e a sconfiggerlo.

 

Rassismus. Die Erfindung von Menschenrassen, Dresda, Deutsches Hygiene-Museum, fino al 6 gennaio 2019

 

Crediti immagine: da David Livingstone [Public domain], attraverso Wikimedia Commons


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