06 aprile 2018

La fama di Galeno digitalizzata

Forte di cinque anni di preparazione teorica al Museo di Alessandria e dell’esperienza pratica accumulata come medico dei gladiatori nella natia Pergamo, Galeno affermò il suo primato intellettuale e professionale in quella Roma della seconda metà del II secolo che costituiva la più grande città del pianeta.

Oltre che medico personale degli imperatori Marco Aurelio e Commodo, sviluppò un sistema espositivo delle conoscenze terapeutiche acquisite dal passato, e da lui ulteriormente approfondite sia sul fronte della ricerca empirica, sia su quello della teorizzazione non di rado platonizzante, che costituì per oltre un millennio il riferimento fondamentale della materia sia nel mondo cristiano, sia in quello islamico, entrambi non mancando di apprezzarne la propensione monoteista.

Delle oltre 4000 opere attribuitegli ne sono sopravvissute poco più di un centinaio, parte nell’originale greco, parte in traduzione araba.

Si apprende in questi giorni, dal comunicato di un gruppo di ricerca insediato presso l’Università di Stanford, che un libro di inni sacri dell’XI secolo aveva riutilizzato 26 pergamene di una traduzione del VI secolo in siriaco della sua opera, il cui testo è stato decifrato con una lettura a raggi X, realizzata addirittura tramite la scansione di dati attraverso un locale sincrotrone e la loro rielaborazione con l’ausilio dell’intelligenza artificiale ai fini della digitalizzazione in HD.

I ricercatori interessati suggeriscono che grazie a tale iniziativa possa conoscersi meglio come si articolasse allora la pratica dell’arte medica in Medio Oriente, anche se naturalmente resta da verificare se contenga materiale non già conosciuto e in che misura sia stato concretamente usato prima di essere sovrascritto.

Si può peraltro immaginare che risulti efficace la promozione delle tecnologie utilizzate, che permetteranno alla comunità scientifica una condivisione dei risultati più rapida di quella possibile ai tempi del rinvenimento del De re publica di Cicerone (anche se forse non altrettanto celebrata).

Crediti immagine: Creative Commons Attribution-Share Alike 2.5 Generic; Kunsthistorie.com Farmasihistorie.com. Autore: Nina Aldin Thune. Attraverso Wikimedia Commons


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