15 novembre 2013

La lettura ad Alta Voce

di Federico Batini

La lettura ad alta voce è uno dei processi di interazione fondamentale sin da quando siamo molto piccoli. Anche persone che hanno avuto bassi livelli di esposizione successiva alla lettura possono, nella prima infanzia, aver ricevuto cura ed attenzione attraverso la pratica della lettura ad alta voce da parte di adulti significativi.

Gli studi degli ultimi dieci anni dimostrano come la lettura, e in particolare la lettura ad alta voce di testi narrativi, faciliti l’attivazione della corteccia cerebrale e come queste attivazioni siano in accordo con le diverse componenti della narrazione (che si riferiscono al soggetto, al fine, alle caratteristiche  delle situazioni presentate, ecc.). Molto interessante risulta il fatto che le regioni che si attivano non sono soltanto quelle che solitamente presiedono alla produzione e alla comprensione del linguaggio, ma che vi siano attivazioni che interessano addirittura la corteccia motoria e la corteccia visiva. Semplificando potremmo asserire che la lettura e la lettura ad alta voce siano capaci di avvicinarsi all’esperienza diretta. La narrativa avrebbe dunque la potenza di essere esperita come esperienza completa vicina a quella del vero vissuto. Nella lettura sarebbero allora nascosti enormi serbatoi di significati, di comportamenti, di emozioni, di strategie a cui attingere per la propria vita.

Nel processo di lettura è però richiesto anche un contributo della propria esperienza. Quando, ad esempio nella lettura viene evocato, genericamente, “un cane” senza descrizione dello stesso, nella mia mente molto probabilmente si formerà l’immagine di un cane che avrò “prelevato” dalla mia esperienza (nel senso più ampio del termine). In poche parole tra lettura ed esperienza insiste un rapporto reciproco e molto forte. La lettura nutre ed arricchisce l’esperienza, l’esperienza nutre ed arricchisce la lettura. Molte ricerche sottolineano lo sviluppo di script e copioni attraverso la lettura ad alta voce fatta già ai bambini molto piccoli (schemi comportamentali o schemi relativi a ciò che in determinati contesti e situazioni ci si può ragionevolmente attendere) e la capacità dei bambini stessi di attingere agli esempi “esperiti” attraverso la fruizione di storie e narrazioni, per attribuire significato alla propria esperienza (ho fatto come l’orsetto, mi sono comportato come il maialino?).

Il contributo che la Lettura ad Alta Voce può dare ai processi cognitivi, ai processi di memoria, al riconoscimento e alla gestione delle emozioni, al rinsaldare legami e creare relazioni, è davvero importante. Chi scrive ha fondato, ormai cinque anni fa, un movimento denominato LaAV legato all’associazione Nausika e formato da volontari che, con molta semplicità, fanno un servizio di volontariato leggendo per gli altri. "Io leggo per gli altri" è infatti il motto dei volontari LaAV. Ospedali, ospizi, residenze assistite per anziani, centri per giovani in difficoltà, centri per ragazze madri e ogni altro luogo di disagio o difficoltà sono i luoghi in cui i 16 gruppi LaAV oggi attivi in Italia prestano la propria attività di volontariato. Sono oltre 300 i volontari attivi e il movimento dei lettori ad alta voce è in forte crescita (presente attualmente in sei regioni). Il 30 novembre 2013, a San Vincenzo, in provincia di Livorno, si svolgerà il seminario nazionale LaAV. ottima occasione per conoscere il movimento di volontari.

A conclusione di questo articolo, che intende soltanto introdurre al tema della Lettura ad Alta Voce, tema sul quale tornerò nei prossimi contributi, segnalo come l’associazione Pratika, in collaborazione con l’Università di Perugia e con Ce.Ne.A. (Centro Neuroscienze di Arezzo) stia svolgendo un’importante ricerca presso le RSA gestite dalla cooperativa Koiné (che ha sede principale ad Arezzo e si occupa principalmente di servizi all’infanzia e agli anziani) per verificare gli effetti di un training intensivo di lettura sugli anziani istituzionalizzati. Saranno verificati gli effetti sulla memoria a breve termine, sulla memoria autobiografica, sul funzionamento cognitivo generale e sulla qualità della vita.  Analogamente negli anni precedenti nei servizi per l’infanzia gestiti dalla stessa cooperativa l’associazione Pratika si è svolto un progetto di ricerca azione per incrementare le azioni di lettura ad alta voce svolte con i bambini dei nidi. I risultati sono stati raccolti nel volume Storie che crescono, edito dalle edizioni Junior.


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