04 dicembre 2014

La mappa delle proteine

Da una collaborazione tra il Dana-Farber Cancer Institute e l’Harvard Medical School nasce il più grande database sulle interazione dirette tra le proteine contenute nel genoma umano, “interconnesse” tra loro da una rete di 14.000 interazioni chiamata interattoma. La nuova mappa supera per qualità e dimensione tutte le versioni precedenti, e grazie alla minuziosa analisi di una tale quantità

di informazioni i ricercatori hanno potuto individuare dozzine di geni che potrebbero dimostrarsi coinvolti nell’insorgere del cancro. «Per la prima volta dimostriamo come le proteine del cancro sono più propense a legarsi tra di loro rispetto al legarsi casualmente con cellule di altro tipo», afferma Frederick Roth del Canadian Institute for Advanced Research (CIFAR), facendo riferimento in particolare a quelle proteine responsabili della comparsa delle neoplasie. «Una volta verificato che le proteine associate alla stessa malattia sono più propense a connettersi tra loro, è possibile quindi utilizzare questa rete di interazioni come strumento di previsione per individuare nuove proteine tumorali, e i geni che codificano». I progressi nel campo dell’interattoma umano sono fondamentali per comprendere lo sviluppo e l’origine del cancro e di altre malattie, e individuano al contempo le metodologie ottimali per prevenirle e curarle. La maggior parte delle interazioni proteiche all’interno del corpo umano rimane tuttora un mistero, come commenta Roth, paragonando il lavoro di un medico a quello di un meccanico: «Come possiamo chiedere a qualcuno di riparare un’automobile senza un elenco completo della parti e una guida su come tali parti si assemblano insieme?». Lo studio rivela inoltre come il network delle interazioni create dalle proteine umane interessi una gamma di geni più ampia di quanto suggerito in passato. Secondo Roth, tali studi infatti sono colpevoli di aver creato un “pregiudizio” dannoso per la piena comprensione delle interazioni, in quanto spesso focalizzati su proteine “popolari”, ovvero già note per essere direttamente correlate a una specifica malattia: «Una delle conclusioni più importanti della ricerca è che, a voler indagare sistematicamente, è possibile trovare interazioni ovunque».


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