13 novembre 2015

La nuova frontiera della tv?

NBC Universal e Viacom Inc. sono soltanto due delle reti televisive che hanno recentemente inaugurato dei laboratori sperimentali dove, grazie a telecamere a raggi infrarossi e sensori cutanei e cardiaci, sarà possibile analizzare nel dettaglio i dati biometrici dei telespettatori, inclusi i movimenti oculari e le espressioni facciali, ovvero gli involontari indici di gradimento con i quali il corpo umano esprime piacere, noia, entusiasmo, fastidio o repulsione.

Il laboratorio della Viacom, attualmente in fase di costruzione a New York, includerà inoltre un sistema di elettroencefalogrammi che monitorerà costantemente le onde cerebrali dei volontari sottoposti alla visione di un programma tv. Un metodo già sperimentato con successo dall’agenzia di rating Nielsen Holdings, che ha recentemente acquisito la Innerscope Research (società specializzata in neuroscienze) per implementare i propri laboratori di ricerca con dispositivi in grado di codificare la mimica facciale e i dati biometrici dei telespettatori. «Quando si interroga qualcuno su una determinata reazione a uno stimolo, molto spesso il problema è che l’interlocutore tende a indugiare o a pensare troppo», afferma Alan Wurtzel, presidente della sezione ricerca e sviluppo per i media presso la NBCU. «Questo nuovo metodo è attualmente il migliore per esplorare davvero cosa succede all’interno del cervello di chi guarda». Eppure, secondo alcuni analisti questo nuovo metodo di indagine, i cui costi oscillano tra i 30.000 e i 100.000 dollari (ovvero il triplo rispetto ai canonici focus group), non comporterà automaticamente un aumento dello share o delle vendite, soprattutto nel campo delle inserzioni pubblicitarie. «Soltanto perché le cellule cerebrali si attivano durante uno spot, questo non significa necessariamente che i telespettatori compreranno il prodotto», afferma Beth Rockwood, vice presidente della sezione marketing e advertising presso la Discovery Communications . «Potrebbe semplicemente significare che l’utente pensa che la pubblicità sia gradevole».


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