21 maggio 2013

La password perfetta è nel cuore

La password più affidabile si trova dentro di noi: è il battito del nostro cuore. Chiunque abbia visto un elettrocardiogramma (ECG) ha ben presente la serie di depressioni e picchi conosciuta come modello PQRST, un sistema in grado di ‘mappare’ visivamente ogni singolo battito cardiaco. L’andamento di questo schema viene influenzato da molteplici fattori, come la dimensione del cuore, la sua forma e la posizione che occupa all’interno del corpo, tanto che si può affermare che il battito del cuore di ogni persona rappresenta, al pari del DNA, un tratto distintivo unico. Un team di ricercatori coordinato da Foteini Agrafioti della University of Toronto ha recentemente brevettato un sistema in grado di misurare costantemente la sequenza PQRST emessa dal cuore di una persona, facendone (è il caso di dirlo) una vera e propria password unica e inimitabile per l’accesso a dispositivi elettronici: la sequenza può essere usata infatti per confermare l’identità, se corrisponde a quella precedentemente registrata, e consentire l’accesso all’utente (oppure negarlo in caso di mancata corrispondenza). Per ora tale sistema è stato impiantato su un braccialetto, chiamato Nymi, in grado di analizzare il PQRST distintivo della persona che lo indossa e comunicare ai dispositivi circostanti attraverso Bluetooth. Ma la speranza dei ricercatori è quella di convincere le grandi case di produzione a estendere queste tecnologia (che sarà svelata a giugno) a tutti quei dispositivi mobili (primi tra tutti tablet e smartphone) che, oltre ad aver ormai assunto un ruolo centrale nella nostra esistenza, nel momento in cui cadono nelle mani sbagliate possono rappresentare un rischio concreto di violazione dei dati personali.


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