10 dicembre 2015

La tv russa riscrive l’omicidio di Aleksandr Litvinenko

Le otto puntate di Nepodsudnye (“Gli Intoccabili”), serie tv di stampo thriller mandata in onda dal canale russo NTV, arrivano a cambiare (e per molti critici a stravolgere completamente) le modalità e le responsabilità delle vicende che portarono alla morte dell’ex agente dei servizi segreti russi, morto nel 2006 in seguito a un misterioso avvelenamento da polonio radioattivo avvenuto in un sushi bar di Londra, città nella quale era riparato per sfuggire a eventuali rappresaglie scatenate dalla sua dichiarata avversione a Putin.

L’eroe principale di Nepodsudnye, chiamato Andrei Voronov, è dipinto come un nobile e coraggioso agente che si batte per la sicurezza della Russia, ostacolato dalla sua nemesi, Alexander Volkov, una losca spia che ha deciso di tradire la madrepatria per il proprio tornaconto. Per il pubblico è facile intuire, dietro il binomio che caratterizza i due interpreti, i reali protagonisti della vicenda: mentre Litvinenko viene dipinto con i tratti cupi riservati al villain di turno, lo sceneggiato fornisce una descrizione quanto mai adulatrice di Andrej Lugovoj: ex agente del KGB oggi deputato del parlamento russo, Lugovoi è il principale ricercato dalla magistratura britannica per l’omicidio di Litvinenko – su di lui pende ancora un mandato di estradizione mai autorizzato dalle autorità russe. Litvinenko venne molto probabilmente ucciso da Lugovoj per aver accusato pubblicamente i servizi segreti russi di aver architettato un piano per assassinare il miliardario Boris Abramovič Berezovskij: da molti sospettato di essere un boss della mafia russa, nel 2013 Berezovskij venne ritrovato morto all’interno della sua casa londinese, e sono in molti ad aver contestato le modalità e la ricostruzione del suo suicidio. Eppure in Nepodsudnye l’avvelenamento di Volkov/ Litvinenko è perpetrato per mano di un sedicente oligarca russo in esilio, deciso a screditare la Russia fornendo false testimonianze all’intelligence britannica, e dietro le caratteristiche del personaggio è facile indovinare ben più di un riferimento allo stesso Berezovskij.

Nonostante l’alta risonanza del cast (che comprende un noto caratterista chiamato a interpretare l’alter ego di Berezovskij), Nepodsudnye non si è contraddistinto come un particolare successo di pubblico, ed è stato diffusamente criticato anche dagli organi di stampa, ma si inserisce in una più ampia strategia mediatica volta a riabilitare ufficiosamente la figura di Lugovoj: a settembre, l’ambasciata russa di Londra ha ospitato l’anteprima di un cine-documentario diretto da Alexander Korobko che sembra sostanzialmente assolvere l’ex agente del KGB. Perché, come viene affermato da un personaggio in Nepodsudnye : «Se otteniamo il controllo della televisione, la nazione è nostra».

 


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