02 novembre 2017

Le montagne “perdute” riscrivono la storia delle estinzioni di massa

Arriva dal Sud Africa la risposta ai tanti perché sulle estinzioni di massa. I ricercatori della University of the Witwatersrand di Johannesburg, coordinati da Pia Viglietti, hanno scoperto i resti di una catena montuosa ormai scomparsa da tempo. Secondo i primi studi effettuati nella località, che si trova nei pressi di Città del Capo, la fine del 96% dei pesci e del 70% delle specie terrestri, che tutti indicavano a circa 250 milioni di anni fa (ovvero nel periodo del Permiano-Triassico), sarebbe in realtà accaduta molto prima.

Queste montagne si chiamano Gondwanides e appartenevano a quel super continente conosciuto come Gondwana, che gli studiosi fanno risalire a circa 330 milioni di anni fa. Questa zona sarebbe nata durante il Triassico dalla divisione di Pangea in due parti: Gondwana (a sud) e Laurasia (a nord). Si sarebbe poi frammentata nel Mesozoico dando origine agli attuali continenti dell’emisfero australe. Ed è proprio qui che si trovano i segreti di quella che è considerata una delle più significative estinzioni di massa di sempre.

Le Gondwanides hanno generato i fiumi attualmente esistenti e hanno avuto effetti sulla fauna e sul clima del Karoo, la nota regione arida dell’entroterra sudafricano, a sua volta divisa nel Karoo centrale e nel Karoo meridionale, con la prima area praticamente semi-desertica, mentre la seconda è caratterizzata da savana e prateria, all’interno di una vallata relativamente fertile racchiusa fra le montagne Swartberg, Langeberg e Outeniqua, in cui sono presenti insediamenti umani. Dagli studi è emerso che gli animali vertebrati che vivevano in quest’area iniziarono a estinguersi o ridursi molto prima di quanto avevano rivelato le ricerche precedenti. Questo vuole dire che gli animali avevano già cominciato a mutare i loro comportamenti rispetto ai cambiamenti del clima. La prova della continuità fisica di questi continenti si trova nelle analogie sulle successioni stratigrafiche dei continenti meridionali, oltre che in testimonianze paleontologiche, come la comparsa nel Triassico del rettile erbivoro Lystrosaurus, presente in tutti questi continenti dell’emisfero australe, Antartide incluso.


Argomenti
0