18 marzo 2013

Lo sfortunato scambio dei Neandertal

L'Homo neanderthalensis, comunemente detto Uomo di Neandertal , aveva gli occhi più grandi rispetto a quelli dei moderni esseri umani. Questa caratteristica si sarebbe evoluta quando i Neandertal (estinti circa 28mila anni fa) migrarono dall’Africa verso l’Europa, sviluppando maggiormente l’area del cervello dedicata alla vista per adattarsi alla minore luminosità delle latitudini nordiche. Eppure questa peculiarità, secondo gli scienziati, avrebbe impegnato gran parte della loro capacità intellettiva, rendendoli incapaci di sviluppare una modalità di vita socialmente complessa. Un team di ricercatori guidati da Robin Dunbar (della University of Oxford) ha esaminato 13 teschi di Neandertal comparandoli con 32 esemplari di esseri umani anatomicamente moderni. Il cranio dei Neandertal era provvisto di orbite oculari più larghe, e similmente a tutti i primati provvisti di occhi più grandi essi dovevano possedere un apparato visivo molto sviluppato. Questo, unitamente a una struttura anatomica decisamente più grande rispetto all’uomo moderno, avrebbe determinato un impoverimento della loro attività cerebrale: ovvero, i Neandertal avrebbero avuto meno ‘materia grigia’ da impegnare per risolvere altre esigenze. In particolar modo i Neandertal, ‘consumando’ tutta la loro attività cerebrale nella gestione dell’apparato visivo, non sarebbero stati in grado di sviluppare i lobi frontali del cervello, un’area fondamentale per le interazioni e la vita sociale. Insomma, le grandi dimensioni degli occhi dei Neandertal sarebbero la dimostrazione di una differente organizzazione cerebrale, che avrebbe precluso ai Neandertal la capacità di trovare soluzioni a problemi più complessi, soprattutto di natura sociale. Nello specifico, ciò avrebbe creato la sostanziale incapacità dei Neandertal di organizzare la suddivisione dei lavori, impedendogli, per esempio, di escogitare nuove tecniche di produzione e conservazione del cibo. Una limitazione che, secondo gli autori della ricerca, potrebbe aver contribuito sensibilmente alla loro estinzione.


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