28 maggio 2020

Moda

 

 

 

Paese che vai, usanza che trovi

 

In ogni tempo e in ogni dove, un sistema vario e variabile di modi di vivere, di essere, di comportarsi e di rappresentarsi contribuisce in maniera stabile, sebbene mai fissa, all’identità evolutiva di una collettività. Partendo dal singolo inserito in micro comunità, tali usi e costumi si dilatano, si rafforzano o mutano con l’allargamento del nucleo di appartenenza fino a stabilire numerosi paradigmi di riferimento a seconda della territorialità e delle tendenze ideologiche, civili o religiose, filosofiche o morali, che ne sono a fondamento. L’uomo, qualunque uomo, nella sua accezione di animale sociale, in ogni fase della vita, sonda, valuta e si schiera, scegliendo all’interno del proprio “Paese” - sempre più globale -, le usanze da eleggere per sé tra quelle che vanno “di moda”. Così l’individuo si definisce, e ridefinisce il mondo senza sosta, attraverso l’alterità: diverso da “moda”, simile a “moda”.

 

L’abito non fa il monaco (ma lo veste)

 

Classe sociale, gerarchia di potere, riconoscimento o mascheramento, espressione di personalità. La moda, laddove sottintende il costume, è strumento di rappresentazione della realtà. Pone in scena il sul palcoscenico della collettività per affermare il noi e il voi, l’individualità rapportata all’altro per dirimere gli insiemi sociali di base: i simili e i diversi. A partire dal posizionamento dell’individuo, la moda-costume permette l’affermazione degli assunti scelti, inserendoli negli schemi di riferimento: ciò che indosso è ciò che ho scelto di essere (espressione di personalità), ciò che la società mi consente di essere (gerarchia di potere), ciò che lo status mi legittima ad essere (classe sociale), ciò che voglio sembrare (riconoscibilità), ciò che ho scelto di mostrare (mascheramento). Accezione del termine assai mutata nei secoli, la moda-costume trova nel nuovo secolo la declinazione più lontana dalle sue origini coincidenti con gli albori dell’uomo: era allora la necessità di coprirsi, è oggi sempre più necessità di scoprirsi. Di fondo, una duplice valenza: si carica il potere di significante della parola moda che è sempre più mezzo per disvelarsi e lo si applica sostituendolo all’uso di sopravvivenza del coprirsi, andando a scoprire nel corso delle epoche sempre più vaste aree del corpo, lasciandole nude sotto il costume.

 

Da cosa nasce cosa (ma viene prima l’uovo o la gallina?)

 

La moda nel circuito produttivo dell’uomo-creatore è industria. Non solo abbigliamento, accessori e voluttà, ma più estensivamente un pedissequo lavoro di tessitura di gusti, sensazioni e reazioni che nelle catene delle fabbriche trovano soltanto un ultimo, catartico momento di realizzazione. La moda-industria guida, ma anche ascolta, elabora, comunica. Come sentinella del mondo del cambiamento, carpisce le rotte e disegna le carte.

 

L’eccezione conferma la regola

 

La scienza statistica riconosce nella moda un valore ricostruito sulla base di funzioni e formule di ripetitività. La distribuzione statistica è l’eco della diffusione mondana: ciò che si riproduce con massima frequenza detta la regola. Lo scostamento, in statistica e in società, la conferma, così che l’individuo che non si confà alla moda si definisce, comunque, in relazione ad essa.

 

 

La moda in eterno divenire

 

La moda è cambiamento, adattabilità, ma anche rottura e resistenza. Fissando temporaneamente insiemi di riferimento, sollecita al ripensamento continuo del singolo, della collettività e dell’individuo inserito in molteplici collettività. Nelle circostanze in cui la moda - termine statistico - si rende riconoscibile - implementata dalla moda-industria di merci e di pensiero - e richiama all’aderenza, la moda-usanza e la moda-costume istituiscono un sistema di elementi che puntellano la società, fornendo ai componenti un apparato di certezze condivise in grado di rassicurarli. La moda nutre così il senso di appartenenza, incita all’unione, solletica l’istinto alla fuoriuscita e alla composizione del fronte comune.

 

In ogni epoca, in ogni frammento di secolo, la moda segue e supporta l’evoluzione della società: laddove viene additata come elemento futile e ondivago, è in realtà un catalizzatore della capacità di adattamento. Mezzo di contrasto all’isolamento, consente a ciascuno l’ingresso volontario in un gruppo di simili; a chi rifiuta l’adesione alle fattispecie dominanti, apre le porte alla via dell’eccezione che, comunque, trae linfa dalle regole di massa.

La moda in eterno divenire costringe al mutamento e il mutamento fisiologico dei moti e delle caratteristiche collettive la costringe a mutare continuamente. La moda definisce ciò che siamo oggi, ciò che diventeremo definirà la moda di domani.

 

 

* Esperta di marketing

 

 

 

Crediti immagine: Foto di Pexels da Pixabay

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